Suits 6×12 – The PaintingTEMPO DI LETTURA 4 min

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Jessica: For God’s sakes, what the hell happened to you? What kind of damage was done to you? Caring only makes you…
Harvey: Weak. They think you care, they’ll walk all over you. (2×07)

Sin dal primissimo episodio, il personaggio di Harvey Specter è stato presentato così: arrogante avvocato tutto d’un pezzo, neanche minimamente interessato a nessuno tranne che a se stesso. Tuttavia, i fan di lunga data sanno per certo che, a partire dal pilot stesso, questa appare come una descrizione del tutto superficiale. C’è sempre stato molto di più in Harvey Specter e lo si è capito con il passare del tempo, attraverso gli occhi di Donna, le parole di Jessica, ma soprattutto attraverso il percorso, nato e cresciuto sullo schermo, del rapporto consolidatosi con Mike.
“The Painting” viene presentata come una puntata diversa rispetto ai soliti canoni di Suits, differenza sottolineata dallo stesso Aaron Korsh che l’aveva sin da subito definita come un qualcosa di molto più forte a livello personale rispetto a qualsiasi altro episodio della serie. E così è stato.
Questa 6×12 assume i contorni di un viaggio introspettivo, diviso tra passato e presente, per i due protagonisti della serie: da un lato Harvey, pronto finalmente a fare i conti con i demoni del suo passato, e dall’altro Mike, dal canto suo pronto a ricominciare da capo.
Ma è soprattutto la storyline personale di Harvey ad aggiudicarsi la copertina di giornata; nel corso delle stagioni, seppur incontrando spesso e volentieri la reticenza del diretto interessato a parlarne, si è venuti a conoscenza del complicato rapporto dell’avvocato con la madre e degli avvenimenti che ne erano stati la causa, problematiche affrontate soprattutto durante le sedute con la psicologa nella quinta stagione e poi messe da parte a causa di questioni più pressanti (vedi l’arresto di Mike). Quanto avvenuto in “The Painting” è un importante ed inevitabile passo avanti per il personaggio che, dopo la scenata della scorsa puntata nei confronti di Louis, aveva bisogno di tornare indietro prima di procedere in avanti.
Le sequenze in casa Specter sono tutte di alto livello, messe in scena in modo magistrale da Gabriel Macht, che ha saputo evidenziare tutte le sfumature e i sentimenti contrastanti provati dal suo personaggio. Così, mentre è stato bello rivedere Marcus, che si ritaglia una posizione di netto spessore attraverso le scene sia del passato che del presente, ed immaginare Harvey Specter leggere la favola della buonanotte ai nipoti, è la figura della madre, da sempre avvolta in un’aurea di mistero, a rubare la scena. Finora conosciuta solo attraverso i pessimi ricordi del figlio, in questo episodio Lily viene umanizzata, portandone alla luce gli sbagli, ma anche le parti più positive, come il commovente discorso nel flashback del funerale di Specter senior.
La riappacificazione tra madre e figlio va esattamente come doveva andare, perché non sarebbe Harvey, seppur con tutte le buone intenzioni, se non mostrasse difficoltà nel superare diffidenza e rabbia nei confronti di qualcuno che è venuto meno al fondamentale valore della lealtà. La scena finale, con l’abbraccio tra Harvey e Lily, segna non soltanto una riappacificazione che chiude un capitolo del passato per il nostro avvocato, ma apre delle possibili nuove svolte per il futuro, magari spianando la strada per quanto concerne anche la vita privata e romantica di Harvey.
In parallelo al viaggio nel passato di Mr. Specter, in questo episodio vi è anche quello verso il futuro di Mike. In una realtà fantascientifica dove le proposte di lavoro si presentano alla porta di casa all’ora di colazione, lo stratagemma utilizzato dagli autori per far ottenere all’ormai ex fraud un posto nella clinica legale, seppur pescato dal nulla, appare comunque del tutto organico. Rivedere Mike in un ambiente che più gli si addice, rispetto ad esempio al ruolo di insegnante della scorsa settimana, è stato decisamente apprezzabile, soprattutto quando, indossati i panni di “tutor” degli avvocati in erba, si è trasformato in un mini Harvey attraverso comportamenti e reazioni propri del suo mentore ai tempi in cui era costretto a “sopportare” le ingenuità del suo giovane associato.
Con la storyline della prigione che ha caratterizzato questa sesta stagione, Suits ha inevitabilmente intrapreso un percorso di cambiamento e questi ultimi sei episodi sembrano essere un prologo di una nuova era. Cambiamento e trasformazione necessari ma, dopo ben dodici episodi “diversi”, quello che comincia a mancare sempre di più in Suits è un ritorno al cuore dello show per vedere riuniti, al più presto, il duo Mike e Harvey.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il viaggio tra passato e presente nella storia e nella psiche di Harvey
  • La nuova dimensione di Mike nella clinica legale  
  • Meet the Specter
  • Mike in versione mini Harvey 
  • Il nuovo quadro nello studio di Harvey 
  • Tutto molto bello, ma a quando un ritorno della combo Mike-Harvey? 
Un episodio diverso e affascinante nella sua individualità, che porta i personaggi verso nuove strade e li pone in una nuova luce. Sperando, però, che la nuova strada si riavvicini presto a quella del glorioso passato per quanto riguarda il format e le dinamiche del duo protagonista. 
She’s Gone 6×11 1.37 milioni – 0.3 rating
The Painting 6×12 1.53 milioni – 0.3 rating

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un’estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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