The Walking Dead 7×16 – The First Day Of The Rest Of Your LifeTEMPO DI LETTURA 5 min

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“We’ve started it… The whole thing.”


The Walking Dead è una serie… furba.
Ma questa non è una novità. Che qualcosa potesse succedere nel finale di questa settima stagione era certamente prevedibile. Tutte le recensioni precedenti hanno insistito su un punto: i filler e tutto ciò che non si vorrebbe vedere in The Walking Dead si avvicendano con improvvisi fulmini a ciel sereno, capacità di esplosività scenica e crudeltà senza precedenti. Ma solo ogni tanto. Vabbè, comunque, nel season finale qualcosa doveva succedere, proprio come minimo sindacale.
The Walking Dead è una serie furba perché la lunga attesa per Negan, la rivelazione di Negan nella premiére e la “convivenza” con Negan durante la settima stagione sono tutti elementi destinati ad una continua e progressiva attesa per lo spettatore. E quindi ora, chi potrebbe non guardare l’ottava stagione con questa bella guerra tutta acchittata?
Ovviamente la 7×16 non è catalogabile come episodio filler, anche se la sua ora di durata poteva essere abbondantemente sgonfiata, privando gli spettatori di lunghe e lente scene di raccordo, una tra tutte il dialogo tra Morgan e il Re. “The First Day Of The Rest Of Your Life” non è ovviamente un episodio filler, però dimostra di chiudere una stagione che nel suo intero può essere definita come filler. La stagione 6 poneva i protagonisti nella condizione di venire a conoscenza dell’esistenza del personaggio interpretato da Jeffrey Dean Morgan, l’ottava stagione sancirà la guerra aperta tra le due fazioni.


“It’s all about to happen.”


La stagione che si è appena chiusa si classifica quindi come circonferenza. Il proverbiale cerchio che si chiude è caratterizzato dal ritorno ad un acceso confronto tra Negan e Rick, dalla ripresa di alcune parole, dalla minaccia dell’uccisione di Carl. Nella 6×16 Rick & Co. vivono il culmine negativo dell’inconsapevole guerra mossa, negli episodi precedenti, contro Negan e i suoi. Oggi la guerra è meno inconsapevole.
Inutile stare a puntualizzare che a metà di questa circonferenza vi sono i classici episodi di temporeggiamento e di approfondimento su personaggi di dubbio interesse. Se ne è già parlato a sufficienza.
“Sta per accadere tutto”, dice Jesus, ma non tutto accade. “The First Day eccetera” è la montagna che partorisce il topolino. La ripresa del tema della 7×01 è flebile e spenta. L’unica morte è quella preannunciata da Sasha (visti i già citati futuri impegni dell’attrice). Non vi è la soddisfazione di veder morire qualche antagonista, non ci si strappa i capelli per qualche morte eccellente tra i protagonisti. Semplicemente perché it’s all about to happen, anche se magari solo in pochi episodi in punti strategici della prossima stagione.


“Honey, goddammit!” 


Non succede poi tantissimo, ma qualcosa succede comunque, con momenti più o meno buoni.
Come non ricordare con un brivido lungo la schiena l’episodio temporalmente scomposto in cui ci lasciava il caro Tyreese? Il lungo primo piano a Sasha, avvolto dall’oscurità, con tanto di flashback caratterizzati da vecchi ritorni (il dipartito Abraham), si presenta minaccioso lungo tutto l’episodio, a rendere ancora meno giustificati i 60 minuti di durata. In questo caso, tuttavia, ci si può anche sentire appagati dal risultato finale nonostante lo stato ipnotico causato dalla lentezza delle scene, salvo poi tornare al punto culminante in cui tutto combacia e si riallaccia, ripristinando il corretto andamento temporale. Semplicemente: la scena più reiterata durante l’episodio porta ad uno dei momenti di svolta, proprio quando sembra che il potere di Negan non lasci nessuno spiraglio per gli oppressi.
Questa porzione di sequenza attesa in un season finale, quella in cui devono “succedere cose”, quindi, non può non essere giudicata positivamente. Si arriva così al momento già citato di “ripresa del tema”, con tanto di Carl inginocchiato pronto a soccombere.
Però poi succede una cosa non bellissima. Lo spettatore riceve in faccia un colpo di quelli fortissimi, da una mazza che non si chiama Lucille, ma cliché. Proprio nel momento in cui Carl sta per ricevere la mazzata, un deus ex machina sotto forma di tigre scombina tutto quanto e arrivano i rinforzi dal Kingdom. Proprio in quel momento. Non un istante prima, non un istante dopo. E da lì è un tripudio di cavalli, mitra, tigri, rasta, Carol e tutta una serie di persone che non si capisce come siano passate. Rick che era stato colpito da un proiettile della monnezzara traditrice improvvisamente non è più ferito e corre, spara e combatte come mai prima d’ora. Lo spettatore storce la bocca e contemporaneamente si fomenta. E pensa: “certo che questi sono proprio furbi”.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Episodio in cui succedono cose…
  • Motivati alla fine i lunghi momenti dedicati a Sasha…
  • Il tradimento delle donne della discarica
  • Un minimo di hype creato per la prossima stagione
  • Un cerchio che si chiude con la premiére della stagione appena conclusa
  • …anche se non abbastanza cose
  • …ma è un po’ poco come decesso eccellente, soprattutto perché stra-annunciato
  • L’arrivo del Kingdom che più teatrale non si può
  • Ma Rick non era stato colpito?

 

Un Save perché è stato garantito il minimo sindacale richiesto in un finale di stagione, ma ciò che viene mostrato è frutto di scene già proposte durante la stagione: la retorica di Negan, le minacce di Negan, il rapporto con Negan. In una serie che viaggia sempre sul filo del rasoio per quanto riguarda il rapporto amore-odio dello spettatore, insistere sugli elementi che sono piaciuti una volta è sempre un po’ pericoloso.
Tutti ansiosi per la guerra che verrà, ma a quanto è quotato, nella prossima stagione, ad esempio, un episodio che esplorerà il passato di Negan?

 

Something They Need 7×15 10.54 milioni – 4.9 rating
The First Day Of The Rest Of Your Life 7×16 11.31 milioni – 5.4 rating

 

Sponsored by The Walking Dead ITAThe Walking Dead ItaliaAndrew Lincoln Italy

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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