The Good Place 2×06 – The Trolley ProblemTEMPO DI LETTURA 4 min

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Può una comedy toccare l’eccellenza senza essere esilarante? A quanto pare sì e The Good Place, con questa ispirata seconda stagione, lo sta altamente dimostrando. Occorre precisarlo: The Good Place è molto meno divertente di altri lavori passati e presenti. Brooklyn Nine-Nine gioca molto di più sulla demenzialità e sulla demenza dei personaggi, oltre a diverse trovate nonsense che hanno l’effetto di strappare prepotentemente la risata allo spettatore. Andando a cercare il paragone con un’altra serie vicina a livello creativo, anche Parks And Recreation ha da sempre preferito puntare su effetti comici pungenti, mirati alla risata hic et nunc.
Come notato altre volte, The Good Place si pone nella stessa categorie di quelle comedy dove deve essere l’intero contesto generale a risultare comico o assurdo (il contesto apocalittico di The Last Man On Earth, i documentari parodizzati di Documentary Now, per citarne alcuni), dove però è necessario prestare attenzione a non “sprecare” una possibile originale idea con l’utilizzo, episodio per episodio, di trame verticali standard e banali.
Tornando alla domanda iniziale ed entrando nello specifico: The Good Place tocca livelli di eccellenza, pur senza (voler) strappare risate violente e giocando su un’ambientazione totalmente sovrannaturale e assurda? Assolutamente sì.
“The Trolley Problem” conferma la caratteristica migliore di The Good Place: l’equilibrio. Trama orizzontale e verticale non prescindono dalla dimensione post mortem della serie (che poteva essere utilizzata come semplice scusa iniziale per catturare l’attenzione, costruendo trame altamente ordinarie e “quotidiane”) continuando a giocare sulle possibilità praticamente sconfinate negli scenari proposti. Ne è un esempio l’intera sequenza del Trolley Problem, cavallo di battaglia dell’etica teorica di Chidi, in cui lo scenario viene effettivamente messo in pratica. La nuova costruzione del personaggio di Mike garantisce così diverse possibilità combinatorie anche nell’ottica di episodi futuri. Il grande classico nella trama verticale di una comedy, ovvero il contrasto tra due personaggi come in questo caso Mike e Chidi, viene posto in un significativo rapportarsi tra essere umano ed essere superiore. La diversa prospettiva di entrambi, mista alla differente indole – studioso di filosofia morale, quasi depositario della verità, ma mortale da un lato, dispettoso demone immortale con insicurezze esistenziali dall’altro – presenta una dialettica sicuramente efficace nel risultato finale e, come detto, garanzie sulle buone idee che potranno essere presentate in futuro.
A tal proposito, la 2×06 garantisce proprio sulla possibilità di poter andare avanti in maniera equilibrata. Gli eventi dei primi tre episodi della seconda stagione avevano messo alla luce un “avanti veloce” e una rapidissima soluzione dello scenario aperto nello scorso season finale. Poteva essere giustificato il timore che quel sottile equilibrio di cui si è appena parlato, che aveva ben caratterizzato la prima stagione, andasse a farsi friggere, lasciando spazio alla caciara nuda e cruda. “The Trolley Problem” conferma la frenata (giustissima) degli ultimi due episodi, in cui viene consolidato il nuovo status con Mike unito al resto della gang. Ma, rispetto ai due precedenti episodi, “The Trolley Problem” rilancia anche, e lo fa partendo dalla sua sottotrama apparentemente più debole.
La relazione tra Tahani e Jason appare quasi come situazione tappabuchi per garantire a tutti i personaggi una linea narrativa adeguata. Tanto poteva apparire maldestra e “rimediata” questa idea, da far anche pesare come un macigno l’oblio verso cui è stata destinata l’epica storia tra Jason e Janet della precedente stagione. O almeno così sembrava. Con maestria e sapienza, da una sottotrama apparentemente secondaria, vengono poste le basi per uno dei triangoli più bizzarri degli ultimi tempi (anche il triangolo è un grande classico delle comedy). Il dadaismo del personaggio di Janet, esattamente come la già citata imprevedibilità di Mike, garantirà a una narrativamente abusata situazione sentimentale la giusta dose di stranezza e originalità. In questo senso appare ovvio che il pollice che si gonfia e vola via, il rigurgito della rana e il terremoto finale rappresentano una sorta di gelosia del personaggio, un ricordo mai sopito dell’amore tra un’entità olografica e onnisciente e un deficiente che si spacciava per monaco buddhista che aveva prestato voto di silenzio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Esercitazione pratica del trolley problem
  • Triangolo Janet-Jason-Tahani all’orizzonte
  • Il bloc-notes perduto di Kant
  • L’amico di Chidi incastrato sui binari
  • La macchina per gamberetti
  • Il tema di Mike su Les Miserables
  • Eleanor leggermente sotto tono, con una caratterizzazione vagamente confusa (grillo parlante in certi momenti, persona superficiale da bad place in altri)

 

The Good Place dimostra di poter toccare l’eccellenza senza dover a tutti i costi giocare sulla comicità. Le prospettive di trama che si aprono dopo questo episodio lo pongono come nuova base di partenza per sviluppi futuri. Da non escludere prossime benedizioni.

 

Existential Crisis 2×05 4.05 milioni – 1.2 rating
The Trolley Problem 2×06 3.92 milioni – 1.1 rating

 

 

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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