The Blacklist 5×06 – The Travel Agency (No. 90)TEMPO DI LETTURA 4 min

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Early is on time, on time is late and late is unacceptable.
(Da una massima dell’esercito prussiano)

 

Un uomo si sveglia in casa sua: dall’arredamento e dalle notizie in tv si capisce che è il 1989. Niente di strano. Forse ad alcuni può venire un momento di nostalgia per un mondo ancora analogico, pre-Internet. L’effetto spaesamento, per lo spettatore, inizia quando l’uomo in questione commette un omicidio, chiaramente ai giorni nostri e non è cambiato di una virgola. Nel procedere dell’episodio, le scene si susseguono in modo tale da lasciar sospettare a chi guarda tutta una serie di scenari più o meno fantascientifici: da un loop spazio temporale, già visto in film come Ricomincio da Capo, sino ad una vera e propria agenzia di viaggi nel tempo.
Per fortuna, alla fine, questa parte della trama trova una sua soluzione equilibrata, per quanto amara. Il killer soffre di amnesia e la sua mente è rimasta bloccata ad un giorno del novembre 1989. Per chi si chiedesse se ciò sia effettivamente possibile, negli annali delle neuroscienze esiste il caso di N.A., un giovane che, nel 1960, si ferì con un fioretto. La sua memoria a breve termine rimase lesionata e la dottoressa che lo aveva in cura, per esempio, doveva ripresentarsi a lui da capo ogni mattina. (Situazione molto meno piacevole di quanto sembra, come dichiarava lo stesso N.A.).
Purtroppo però non si fa in tempo a rasserenarsi per la spiegazione del mistero che arriva la mazzata, almeno per chi non ritiene sano il rapporto tra Tom e Lizzie: i due se ne vanno quatti quatti all’ufficio comunale e firmano i documenti del matrimonio. Dicono sia la nuova sciccheria fare così, in quest’epoca in cui tutto è fotografato e messo in Internet. Non si capisce, per adesso, quale sviluppo futuro delle trame possa richiedere di avere i due legati da vincolo ufficiale. C’è il privilegio per cui, in tribunale, non si è tenuti a testimoniare contro il coniuge, ma il tipo di problemi e conflitti qui in gioco non sono del genere che viene risolto portandoli in tribunale davanti ad un giudice. Si può solo sperare in un decisivo intervento di un Red furibondo, il quale ha già parlato chiaro con il genero riguardo alla valigia, minacciandolo senza mezzi termini.
A proposito della valigia, il percorso per identificare le ossa procede, ma il mistero si infittisce: non si sa chi sia il “Sir” a cui si rivolge il sicario mandato sulle tracce di Lena (la fidanzata di Pete McGee già vista nello scorso episodio). Potrebbe essere il misterioso “Oleander”, potrebbe essere Alexander  Kirk, “gone but not dead” o qualcun altro non ancora comparso in scena. Intanto, nelle scommesse dei fans, per l’identità del cadavere sono sempre in testa Katarina Rostova e il “vero” Raymond Reddington.
Terza sotto trama che si intreccia alle altre è quella dedicata a capo Cooper, per l’occasione nelle inedite vesti di agente sul campo, anche se non in missione ufficiale. Gli sceneggiatori hanno preferito tagliare spiegazioni e antefatti sul come e sul perché egli conosca il ragazzo da salvare e la sua famiglia, sacrificando forse un po’ di coinvolgimento emotivo, per dar modo ad Harry Lennix di parlare della situazione dei ragazzi di pelle nera negli Stati Uniti, in riferimento al movimento Black Lives Matter. Red decide di appoggiare il quasi amico nella sua avventura e i duetti fra i due personaggi “senior” del cast sono sempre piacevolissimi.
Come qualcuno ha fatto notare, da alcune puntate il Concierge del Crimine sembra non ottenere alcun immediato vantaggio personale dai blacklister che consegna nelle mani del Bureau. Ci si chiede quale sia il suo gioco a lungo termine, oltre a quello di tenersi Lizzie accanto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Intreccio complesso ben svolto
  • Piacevoli duetti James Spader – Harry Lennix
  • Way Down We Go dei Kaleo è ormai una hit
  • Tom e Lizzie si risposano

 

Puntata dalla partitura complessa, soprattutto nella parte riguardante il blacklister di giornata, ma le tre sotto trame si fondono armoniosamente e danno vita, superata qualche difficoltà iniziale, ad un episodio interessante. L’insano matrimonio dei coniugi Keen impedisce a chi scrive di dare il Thank. Non capita spesso di stramaledire un matrimonio, a meno che non sia quello della persona amata con qualcun altro, ma Bokenkamp e soci hanno ottenuto anche questo risultato.

 

Ilyas Surkov 5×05 5.23 milioni – 0.8 rating
The Travel Agency 5×06 5.25 milioni – 0.9 rating

 

 

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