Shameless 8×07 – Occupy FionaTEMPO DI LETTURA 6 min

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“I played by the rules. I gave my life, my blood, sweat, and tears to that job. Paid my taxes… [for a few weeks]. Colored inside the lines. Didn’t roll through the stop sign. And where did it get me? Up the ass, that’s where. Right up the ole poop shoot. I was moving up in this world. And now? I’m a 50-something adult white male with a couple of years of college and managerial experience, and the only thing available to me is minimum wage! The system is fucked! Give me a shot of Jamie. And leave the bottle.”

Nelle passate recensioni si è tenuto a sottolineare come la costruzione psicologica dei personaggi con maggior minutaggio nelle singole puntate riuscisse a dare modo, allo spettatore, sia di rivedersi in determinati aspetti presentati, sia di potersi sentir parte del racconto della disastrosa vita della famiglia Gallagher, un aspetto, quest’ultimo, ormai ricorrente per la serie targata Showtime. Tuttavia, quando questi elementi vengono meno o rallentano, immediatamente riaffiorano i più grandi pesi che questa serie si porta appresso. Su tutti, inequivocabile, la confusione della costruzione della puntata, con spezzoni narrativi a volte incredibilmente brevi (una manciata di secondi) e talmente estemporanei da non lasciare traccia in qualsiasi aspetto. Per questo motivo, la puntata risente nuovamente di una sottotrama riguardante Debbie fuori da qualsiasi logica nella storia e piazzata alla rinfusa nell’episodio, tanto per dare un po’ di colore e di humor ad una puntata di per sé piatta sotto molti aspetti.
Unitamente alla mamma indipendente, anche Carl sembra non riuscire a trovare i giusti spazi in questa stagione, con una storia che lo riguarda che non sa letteralmente che pesci pigliare: il suo ritorno dal campo militare poteva far presagire ed essere terreno per qualsiasi tipo di sviluppo o cambiamento. O almeno in ciò si sperava, data la piattezza generale del personaggio successivamente il periodo in carcere. Invece Carl torna completamente invariato da un’esperienza formativa che aveva l’obbligo di trama di cambiarlo o, quanto meno, di limare parte di quel suo carattere rude e scontroso. Certo, è nata in lui la passione per l’uniforme ed il rispetto per i più anziani, ma si tratta meramente di una sottigliezza di poco conto a cui è difficile riuscire a dare un seguito ed un riscontro all’interno della storia.
Ai due Gallagher in crisi si aggiungono Vi e Kev che oltre ad essere tornati a fare triangolo amoroso/lavorativo con Svetlana, non apportano letteralmente nulla alla storia. Qualche battuta sboccata, qualche ripresa soft porn che sfocia nel comico dopo un cambio di camera ma è davvero troppo poco per una coppia che in scena ha regalato ben altro al proprio pubblico. Ed è, anche in questo caso, d’obbligo sottolineare come delle riprese di dieci-quindici secondi appaiono buttate alla rinfusa quasi fossero degli avanzi di materiale che è stato girato ma che si è troppo dispiaciuti di buttare via. E’ il filo logico che possa dare una vera base alla storia quello che veramente manca a tutte queste sottotrame che, al momento, si reggono in piedi su di una sottilissima fune sospesa nel vuoto appesa a tre soli capisaldi. Quali sono questi capisaldi? Fiona, Lip e Frank.

“There’s been a lot of talk today about Professor Youens being a danger to society. And I understand that it could sound that way. Uh, he has a bad track record with alcohol. Whenever he and booze have had a face-off, he usually loses. Um, but I know Professor Youens well. And he’s not a danger to me. No, in fact, I wouldn’t be alive without him. A year ago, I was blacking out, was violent, and it was Professor Youens that got me into rehab. Uh, he even paid for it. I didn’t have the money. And when I got out, he was there, to take me to my first AA meeting. He saw the value in my life when I didn’t. I know that this car accident was a wake-up call for him. And he knows that he could have hurt Ms. Rodriguez, but he has remorse for what he did, Your Honor. And he has the will and the desire to live a meaningful, sober life. So please give him the chance that he gave to me.”

A suo modo Frank sta lentamente ritornando sui suoi passi fagocitando nel paradigma caratteriale del vecchio Frank, parte del lato borghese del nuovo Francis: la trasformazione era iniziata nella scorsa puntata, procede in questa (si rivede il vecchio Frank durante i colloqui di lavoro, indubbiamente) e prossimamente vedrà la sua trasformazione finale.
Fiona ed Ian in questa puntata rappresentano due ectoplasmi di indefinita utilità: la prima continua imperterrita nella propria ricerca di elevare il suo status quo sociale; il secondo pare celare dietro il suo sguardo di ghiaccio qualcosa di più grande di un semplice sentimento di rabbia e/o rancore. A loro modo, quindi, aggiungono poco alla storia e la loro diatriba rappresenta l’ennesima parentesi narrativa che si apre e si chiude nel giro di uno/due episodi (il che potrebbe anche funzionare) senza una vera motivazione o cambiamento alla sua conclusione (il che è ovviamente male).
Lip continua imperterrito a reggere sulle proprie spalle il lato “cerchiamo una morale” della puntata: oltre a Younes e Brad, il ragazzo pare sobbarcarsi i problemi e le incertezze anche di Shameless stesso, tanto che il minutaggio lo ripaga e gli dà modo di mettersi ampiamente in mostra con il procedere della puntata. Non è un caso, infatti, che l’unico momento davvero di rilievo e toccante della puntata lo veda come protagonista, seduto come testimone mentre cerca di riabilitare la figura del suo vecchio professore che altro non fa, invece, che scavarsi la propria fossa.
“Occupy Fiona” rappresenta al momento il punto più basso della stagione e sopraggiunge non per caso, ma dopo aver palesato già nelle precedenti puntate diverse lacune e mancanze che qui, ahinoi, non trovano spalle appropriate adatte a supportarle.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Lip
  • Frank, ma solo in determinati aspetti ed in conclusione di puntata
  • Il discorso di Lip in tribunale
  • Lip e la sua inconscia ricerca di una figura paterna (Younes e Brad)
  • Scene estremamente spezzettate e senza un vero nesso logico
  • Debbie, Carl, Ian, Fiona, Frank, Vi e Kev: abbiamo dimenticato qualcuno?
  • Poco intrattenimento, troppe parentesi di poco conto

 

Un episodio di gran poco conto, ma non resta che augurarsi che si tratti solo di una fase carente della stagione e non il livello generale sul quale la narrazione si adagerà.

 

Icarus Fell And Rusty Ate Him 8×06 1.52 milioni – 0.5 rating
Occupy Fiona 8×07 ND milioni – ND rating

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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