Cardinal 2×04 – ToofTEMPO DI LETTURA 4 min

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Accade, in determinate serie tv, che la sigla della stessa balli un valzer a corpo stretto con la storia che viene mano a mano narrata con il dispiegarsi della trama. Si tratta di sigle diegetiche dove, in maniera particolare per quanto riguarda la musica che la accompagna, vengono presentate particolari chiavi di lettura o tematiche che verranno poi maggiormente analizzate ed elaborate. Per fare un esempio che stia vicino ai gusti personali dello staff di RecenSerie, basterebbe riportare alla mente The Leftovers e l’amore con cui (specialmente nell’ultima stagione) la soundtrack relativa alla sigla veniva decisa a tavolino e rappresentava, a suo modo, un piccolo spoiler relativamente a quanto sarebbe poi stato portato in scena durante la puntata.
Cardinal viaggia sullo stesso meccanismo di elaborazione: Familiar di Agnes Obel oltre ad introdurre lo spettatore ai luoghi della narrazione, porta sotto la luce dei riflettori anche tutte le varie sfaccettature relative alle problematiche relazionali di una coppia, in generale. Ecco quindi che il tutto si ricollega al fattore psicologico, vero fiore all’occhiello di questa serie, doverosamente sfruttato per poter dare ai singoli personaggi tridimensionalità e robustezza narrativa.
Tuttavia, proprio tale fiore risulta essere lasciato in disparte ad appassire in questa stagione: la narrazione preferisce soffermarsi sulla violenza visiva, con variegate scene a fuoco, copioso sangue cinematografico e mutilazioni in ogni dove. Non era un caso, infatti, il parallelismo con Hannibal riportato alcune recensioni fa. Questa violenza ha finito per surclassare e mettere in disparte l’intero fattore psicologico, saltuariamente analizzato e riportato in auge, nonostante accada per pochi e concisi minuti della puntata. Il personaggio di John Cardinal, così magistralmente introdotto nella prima puntata, quindi, finisce per perdere di spessore e credibilità, addirittura ridimensionato in quanto a minutaggio concessogli: in “Toof” riesce a ritagliarsi solo poche scene, tutte direttamente collegate alla malattia della moglie (o alla presunta riproposizione di essa); anche sotto questo aspetto nulla di nuovo.
Lise, d’altro canto, si ritrova a subire una drastica evoluzione relativamente ad una sottotrama che la vede come fulcro centrale nel ruolo di “mamma” di casi disperati: la morte della sua protetta sembra scuoterla nel profondo, come era lecito attendersi, considerata la violenza con la quale viene strappata la vita alla giovane. Tuttavia, il personaggio di Lise è sempre stato mostrato molto freddo, sotto un certo aspetto quasi fosse un automa (si pensi alla discussione relativamente il metter su famiglia che ebbe con il suo compagno), quindi vederla così cedevole e “buona” stona leggermente con la caratterizzazione che le si era cercato di dare in passato. Fermo restando, però, che un’evoluzione caratteriale era auspicabile e da mettere in conto. Ma qui si sta parlando di un cambio repentino e totale, non di una fase transitoria.
Nonostante la puntata riesca a mantenere un buon livello per quanto concerne la prosecuzione del caso di stagione, con un lento avvicinarsi alla sua soluzione, l’episodio non può che risultare un voler portare in scena una gran dose di attendismo: presa in considerazione l’accelerata data alla trama nella passata puntata, in “Toof” si predilige una narrazione verticale, che possa portare sviluppi relativamente ad altri aspetti, invece di proseguire dritti verso la meta di stagione. Un episodio che sarebbe forse stato considerato valido in un altro punto della stagione, ma rappresentando la puntata-giro-di-boa non può che portare a riflettere relativamente a quanto il livello narrativo di questi primi episodi rimanga ben lontano dalla ben meglio strutturata prima stagione. Anche se, come si palesava nelle scorse recensioni, Ray rappresenta un villain con i fiocchi sotto un’infinità di aspetti. Peccato, purtroppo, che venga continuamente tenuto in panchina senza essere mai apertamente schierato in campo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Interconnessione tra musica della sigla e tematiche presentate nell’episodio
  • Gestione della trama verticale
  • Assenza di sviluppi veri e propri durante la puntata
  • John e Lise eccessivamente maltrattati durante la puntata
  • Ennesima fuga per Terri?
  • Ray nuovamente lasciato in panchina
  • Personaggi secondari al momento irrilevanti

 

Alla puntata del famigerato giro di boa di stagione Cardinal arriva con il freno a mano tirato, sfiancato e con poche idee valide presentate nei precedenti episodi. La qualità a volte non basta, se alla base la storia comincia a latitare.

 

Terri 2×03 ND milioni – ND rating
Toof 2×04 ND milioni – ND rating

 

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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