How To Get Away With Murder 4×14 – The Day Before He DiedTEMPO DI LETTURA 5 min

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Dopo la breve ma piacevole parentesi del crossover, How To Get Away With Murder ritorna alla “vita di tutti i giorni”. La situazione dello show è particolare e delicata: più ci si avvicina alla fine della stagione e più ci si chiede se gli episodi ai quali si sta assistendo siano i colpi di coda finali della serie tv. Dal punto di vista qualitativo, lo show dovrebbe calare definitivamente il sipario e salutare il suo pubblico, però, trattandosi di un prodotto Shondaland, non è detto che accada e si sa che i prodotti Shondaland tendono ad andare troppo per le lunghe. Non si sa quindi se ci si trova alla vigilia di un Season o Series Finale. Chi possiede la giusta dose di spirito critico non può non tifare per la fine della serie, che è ormai troppo lontana dalla gloria della prima stagione.
How To Get Away With Murder è una serie stanca, che va avanti per inerzia, una serie che procede a (pochi) alti e (tanti) bassi. “The Day Before He Died” è un episodio che sicuramente sa intrattenere lo spettatore che vuole concedersi un’ora di relax, spegnendo il cervello di fronte a una serie tv qualsiasi, senza impegno e senza volersi porre troppe domande sulla linearità della trama, sulla credibilità delle vicende e su eventuali plot holes da individuare e criticare.
Solitamente il penultimo episodio della stagione serve a tirare un po’ le somme facendo il punto della situazione sui vari filoni narrativi ancora in sospeso per preparare gli spettatori al Season Finale. In questo caso, il lavoro è stato semplice, dal momento che i filoni narrativi principali non sono poi così tanti.
“The Day Before He Died” non è un episodio caotico né da cardiopalma, ma scorre veloce e in modo abbastanza fluido, dedicando alle varie storyline il giusto spazio. A livello di forma, nulla da dire e nulla da criticare. I veri problemi riguardano i contenuti. Si ritorna prepotentemente a parlare della morte di Wes. La coraggiosa scelta del team autoriale di uccidere quello che sembrava essere il personaggio centrale, oltre ovviamente alla Keating, è stata ampiamente elogiata nello scorso finale di stagione. E’ stata elogiata perché un plot twist come quello poteva, potenzialmente, dare un serio scossone allo show, facendogli percorrere strade diverse. Di sicuro si è trattato di un colpo di scena decisamente inaspettato, per come erano stati impostati i vari flashforward nell’arco della scorsa stagione. Le indagini dei Keating Four e la scoperta dell’assassino, però, non si sono decisamente dimostrati all’altezza delle aspettative e gli autori non sono riusciti a creare il giusto clima di mistero e suspense. L’arrivo di Sandrine Castillo non ha apportato nulla di sostanzioso alla storia, ma è servito soltanto a fare minutaggio e far vedere che Karla Souza sa parlare anche il francese. E’ palese che Nowalk non avrebbe saputo come riempire questi ultimi quaranta minuti prima del finale della stagione e aveva bisogno di inserire un nuovo personaggio su cui indagare, buttandoci in mezzo una manciata di flashback su Wes. La sostanza, però, non è molto cambiata ai fini della trama.  In questo senso si può dire che questo episodio è lo specchio dell’intera stagione.
Ci sono altre cose che stonano in “The Day Before He Died”, una tra queste è abbastanza controversa e ha un nome: Simon. Se da un lato c’era il desiderio che la storyline a lui dedicata venisse portata definitivamente a termine, dall’altro però le modalità sono fin troppo surreali. Anche in questo caso, lo scopo principale di Nowalk era quello di allungare il brodo il più possibile. La vita di Simon, in bilico tra la vita e la morte per tutta la seconda metà della stagione, è stata la spada di Damocle che pendeva sulle teste dei Keating Four. Il suo coma non può essere spiegato altrimenti, alla luce poi del rapido e ridicolo risolvimento del problema. C’è un limite a tutto, anche alla legittima sospensione dell’incredulità.
Sul piano dello sviluppo dei personaggi c’è ben poco da dire. Si trovano quasi tutti in una situazione di stallo totale. L’ennesimo dramma della coppia Michaela/Asher è del tutto superfluo e addirittura fastidioso. La coppia non ha mai avuto quella chimica da “bucare lo schermo”. Il tradimento di Michaela non ha fatto altro che affossare ancora di più la coppia, che non ha mai avuto ragione di esistere e che non meriterebbe nemmeno di ricevere così tanta attenzione.
Sul cliffhanger finale, invece, sarebbe meglio sospendere il giudizio fino al prossimo episodio. Il personaggio di Bonnie è stato uno dei personaggi trattati peggio di tutta la serie. Si sperava da tempo che venisse eliminato. Il tempismo, però, non sembrerebbe dei migliori, considerando che forse per la prima volta la Winterbottom stava mostrando la maturità che una donna adulta dovrebbe avere, mettendo finalmente da parte l’infantile ostilità nei confronti di Annalise.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il confronto finale (?) tra Annalise e il Dr Roa
  • Episodio nel complesso scorrevole
  • Frank 
  • L’inutilità di Sandrine
  • Michaela e Asher
  • La surrealtà della risoluzione della “Simon situation”

 

Anche in questo caso, si dà la sufficienza soltanto perché è un episodio che sa intrattenere quello spettatore che non vuole farsi troppe domande. In fondo è questo lo scopo delle serie tv. Ora non resta altro che sperare che il prossimo episodio non sia soltanto un Season Finale, ma IL Series Finale.

 

Lahey v. Commonwealth Of Pennsylvania 4×13 4.14 milioni – 1.1 rating
The Day Before He Died 4×14 3.36 milioni – 0.9 rating

 

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Distratta, eterna sognatrice e accumulatrice compulsiva di tazze di ogni forma e colore. Vive la sua vita tra mille paranoie, attacchi di ridarella immotivati e costante voglia di prendere il primo aereo per Londra. Nel tempo libero attende da più di quindici anni di ricevere la lettera per Hogwarts e guarda serie tv come se non ci fosse un domani. Normalmente è una persona pacata, ma provate a toglierle il caffè e si trasformerà in una belva feroce. Lorelai Gilmore docet.

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