Billions 3×06 – The Third OrtolanTEMPO DI LETTURA 4 min

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Il tovagliolo posto sul capo durante il pasto a base di ortolano è combattuto: c’è chi lo considera un oggetto facente parte della composizione stilistica del piatto stesso, scudo adibito a bloccare la diffusione dell’aroma dell’uccello così da poterlo gustare ancora più tradizionalmente; altri invece considerano il tovagliolo una sorta di schermo dallo sguardo di Dio, disgustato dall’orrendo atto che l’uomo sta portando a compimento.
Come per molte altre cose, quindi, si tratta di una diversità sancita da un diverso punto di vista e dalla profondità emozionale della persona con la quale si sta interloquendo.
Allo stesso modo, le azioni di Bobby e Chuck sono interpretabili, interscambiabili e di difficile collocazione nello spettro positivo-negativo. Come si evidenziava nella passata recensione, la serie sta sempre più abbandonando il campo della legalità e non si tratta più di volerla piegare al proprio volere, quanto più di aggirarla, disintegrarla e vederla venire meno.
Aver deciso di mettere di nuovo faccia a faccia i due personaggi principali al fatidico giro di boa rappresenta una scelta coraggiosa, ma funzionale: fino a questo punto, la terza stagione aveva rappresentato un piacere puro e semplice di intrattenimento, ma i volta faccia, le pianificazioni vere e proprie si possono tranquillamente contare sulle dita di una mano. No, quello che è sembrato mancare fino a questo punto è un elemento che Billions non ha mai avuto paura di mostrare: le palle. Non intese in senso grafico, ma puramente metaforico: il gioco di borsa, il continuo saliscendi relazionale tra Chuck e Bobby mentre il caso progrediva, i volta faccia repentini e fondamentali. Ecco quali sono “le palle” di questa serie, elementi che fino ad ora hanno latitato in maniera gravosa, concedendo tempo e modo alla serie di rimettere un certo equilibrio in determinate situazioni, nonché di provare a sviluppare ulteriormente un personaggio come quello di Taylor che ora, trovata una propria dolce metà, risulta ancora più gradevole (ma decisamente meno IA) di prima.
Si cerca sempre di racchiudere un’intera puntata all’interno di una scena, soprattutto quando l’episodio copre circa un’ora di filmato, ma è difficile parlare di “The Third Ortolan” senza attaccarsi in maniera speranzosa ed innamorata a quel tavolo dove Chuck, Bobby e Wendy hanno deciso (forse all’improvviso e senza essersi troppo chiariti in precedenza) di giocare in piena trasparenza così da poter l’uno trarre in salvo l’altro.
A conti fatti, quindi, il personaggio che sembra ricoprire il ruolo di vero e proprio antagonista è ormai quel Bryan Connerty talmente deciso a chiudere il caso che gli è stato affidato da non aver timore di trascinare negli abissi più cupi e neri il suo ex mentore e sua moglie. Questo è forse uno dei volta faccia più atteso, più vero e più prevedibile ma che proprio in “The Third Ortolan” vede la luce: già in passato si era palesata l’inimicizia creatasi tra Chuck e Bryan, ma la scena in cui il primo cerca un dialogo (probabilmente sperando di convincere Byran ad abbandonare la pista che lo coinvolge) racchiude in sé tutto il disprezzo e l’odio represso che scorre tra questi due personaggi, così simili, ma così diversi.
Ed è proprio attorno a questa dicotomia che la puntata gioca: la logica vorrebbe che un personaggio come quello di Chuck si ritrovi maggiormente in accordo con Bryan; tuttavia la sua vera spalla, il gemello da cui tanto rifugge è proprio Bobby, l’imprenditore con cui è sicuro di non avere nulla a che fare. Ma entrambi sono squali con un solo ed unico obiettivo in mente: la sopravvivenza. Niente di più, niente di meno.
Non importa chi e cosa debba essere affrontato lungo il tragitto: entrambi hanno dimostrato di non fermarsi davanti a nulla. Anzi, forse Bobby ha portato in scena una maggiore sensazione di moralità rispetto a Chuck, capace di soggiogare e sfruttare il proprio padre pur di riuscire a portare a casa il risultato.
Una coalizione tanto impensabile quanto funzionale. Resta da vedere come il tutto verrà gestito e soprattutto se e quando uno delle due deciderà di voltare le spalle all’altro.
Billions sa sicuramente come mantenere alto il livello di pathos del proprio pubblico.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’umanità di Taylor, pur rimanendo in campo geek
  • Faccia a faccia tra Connerty e Chuck
  • Chuck, Wendy e Bobby
  • Finale di puntata
  • Chuck e suo padre
  • La scena della cena a base di ortolani
  • Un’ora di puntata forse è troppa

 

Billions finalmente mostra le palle, also known as, i suoi elementi narrativi migliori. C’è solo di che essere felici.

 

Flaw In The Death Star 3×05 0.87 milioni – 0.2 rating
The Third Ortolan 3×06 ND milioni – ND rating

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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