Killing Eve 1×03 – Don’t I Know YouTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Oh God, I’m going to die, aren’t I? Daddy’s going to die, isn’t he?”

Quando si dice ingranare subito la marcia.
Il più delle volte, nonostante il ristretto numero di episodi, molte serie tendono a procrastinare l’entrata Nel vivo della vicenda, facendo leva sul fattore attesa che dovrebbe aumentarne l’hype.
Killing Eve si è mostrato si da subito un drama diverso, raccontando paradossalmente una storia senza fronzoli ma riuscendo a colpire sin da subito grazie ad un contorno sistemato in maniera decisamente perfetta. Senza sprecare tempo, dunque, Killing Eve impiega solo tre puntate per giungere ad un bivio importante della storia; gli episodi saranno pure soltanto 8, ma spezzare il gioco di semplice presentazione così velocemente ed in maniera altrettanto apprezzabile, non può che continuare a far guadagnare punti a questa serie sulla quale la BBC ha scommesso sin da subito, al punto da rinnovarla per una seconda stagione ancora prima della series premiere.
Come già sottolineato nella precedente recensione, uno dei fattori che più funziona finora sono senza dubbio i personaggi, con le due protagoniste in testa. Magistralmente portate in scena da Sandra Oh e Jodie Comer, Eve e Villanelle mettono in risalto tutte le migliori caratteristiche che ciascun personaggio dovrebbe avere: più comune, caparbia ed un po’ sciatta la prima, perfetta, seducente e pericolosamente folle la seconda. Due personaggi agli antipodi ma che come questa puntata ha mostrato, si ritrovano ad essere attratte l’una dall’altra, seppur in maniera differente a seconda delle loro personalità.
L’interesse di Villanelle sfocia sin da subito in ossessione, con tanto di spionaggio tra pedinare ed appropriarsi della valigia di Eve. Un’ossessione questa, che prima ancora di nascere per via del ruolo di controparte che Eve ha assunto, ha iniziato a lasciare il segno nella killer grazie al particolare dei capelli; questo elemento, e tutto ciò che esso racchiude nel passato di Villanelle, rimane ancora una di quelle carte non scoperte, permettendo così alla serie di giostrare al meglio con una narrazione fluente che scorre in pieno ed alcuni misteri che fluttuano nella trama facendone da sfondo.
Diverso è invece l’interesse provato da Eve. La detective si dimostra interessata alla figura di Villanelle ma non ancora in maniera ossessiva, quanto più attratta da ciò che ella rappresenta: una donna killer che finora è riuscita a tenere in scacco la polizia di più di una nazione. Da una parte Eve non dimostra una fissazione “malata”, dall’altra non si può tuttavia affermare che questa sia del tutto sana, considerata anche la poca considerazione del pericolo che la detective Polastri ha mostrato alla scoperta dell’utilizzo del suo nome da parte di Villanelle.
Ma “Don’t I Know You” si è dimostrato un episodio spartiacque ai fini della trama soprattutto per l’evento che lo ha segnato nei minuti finali. Spostando l’intero arco narrativo della puntata in quel di Berlino, anche in quest’occasione Killing Eve dimostra di riuscire ad ottenere il massimo risultato con la mossa più semplice.
Non si può certo dire che la morte di Bill non fosse un evento ampiamente previsto con lo scorrere dei minuti. Nel momento stesso in cui il detective ha iniziato a pedinare Villanelle tutto riconduceva ad una sua prevedibile fine ma ha questo reso meno emotivamente potente l’evento? Assolutamente no. La scena finale è stata il tocco in più dell’episodio, abilmente messo in atto e rappresentato: una scena priva di dialogo, con i soli suoni della discoteca a fare da contorno, nella quale a parlare sono stati semplicemente i volti dei personaggi. Una perfetta resa scenica per un colpo ben assestato che adesso lancia ancora più nel vivo le dinamiche narrative.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Eve e Villanelle e la loro simile ma diversa ossessione
  • La morte di Bill, prevedibile ma ugualmente ad effetto
  • L’intera scena finale
  • Una serie che non si sofferma in inutili perdite di tempo
  • I continui omicidi su commissione di Villanelle in una sorta di “trama verticale” per ogni episodio
  • Nichts

 

Un terzo episodio che non delude le aspettative dopo i due precedenti e che ottiene la ciliegina grazie alla scena finale: un evento anticipato sottilmente nel corso dell’intera puntata ma non per questo meno ad effetto nel suo svolgimento.

 

I’ll Deal With Him Later 1×02 0.37 milioni – 0.7 rating
Don’t I Know You 1×03 0.38 milioni – 0.8 rating

 

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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