The Americans 6×03 – 6×04 – Urban Transport Planning – Mr. And Mrs. TeacupTEMPO DI LETTURA 5 min

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Se per tutte le sue sei stagioni di vita The Americans ha avuto un merito enorme è stato senza dubbio quello di essere molto super partes a livello storico e di raccontare la guerra fredda in maniera molto dettagliata e senza particolari cadute di stile o stereotipi troppo riciclati  su quanto si stesse male e si mangiasse poco in un regime di socialismo reale. Insomma se si escludono momenti di confusione abbastanza evidenti, come quando Elizabeth, parlando della figlia liberale, associa il suo orientamento politico a quello comunista, c’è poco da rimproverare a Weisberg e a Fields nella costruzione del prodotto.
Nel corso delle due puntate analizzate in questa recensione qualcosa però si è mosso, seppur in maniera sempre molto accorta, nella direzione doppia in cui il punto di vista liberale-statunitense viene opposto abbastanza evidentemente a quello comunista-sovietico. In “Urban Transport Planning” le frizioni tra i padroni di casa Elizabeth, interpretata da una favolosa Keri Russel, rimasta ormai come vera portabandiera dei valori sovietici, e il marito Phillip interpretato da Matthew Rhys (suo marito anche nella vita reale), più americanizzato nel suo modo di fare, sono diventate inevitabilmente parte integrante dello show e si stanno riversando in maniera pesante anche sulla figlia Paige.

 

Elizabeth: “All this talk: perestroika and glasnost. The Americans eat it up. They want us to be just like them. I dont’ want to be like them. And neither do the people back home.”
Philip: “You haven’t talked to anyoine back home in over 20 years.”
Elizabeth: “Neither have you”. 

 

Questo dialogo ripreso per filo e per segno è il miglior modo per riassumere il confronto tra i due mondi, e se apparentemente lo scambio sembra favorire Phillip, la realtà suggerisce altro. Il commento di Elizabeth infatti è una critica non solo alle parole del marito ma anche al suo essersi troppo americanizzato, elemento che ritorna nel momento in cui Phillip rifiuta di mangiare del cibo tipicamente russo, lo zharkoye, perché troppo pieno dopo aver mangiato del pollo kung pao.
Elizabeth è ormai ridotta ad una maschera di quello che l’URSS sta subendo internamente, le espressioni facciali di Keri Russel sono così convincenti da mostrare una sofferenza lampante, affrontata in maniera stoica in più o meno ogni scena in cui la spia del KGB si impegna a mantenere alto l’onore del suo paese. Dall’altra parte il marito, ritiratosi dalla vita da spia, vive tutto con relativa tranquillità e senza sentire particolari pressioni fino all’incontro con Burov. Particolari molto studiati che rendono il primo dei due episodi un confronto in piena regola, casalingo sì, ma su scala internazionale.
A questo punto è lecito dirlo: le figure di Elizabeth e Phillip si stanno pian piano sgretolando, il loro rapporto, tutta la loro complicità e la capacità collaborativa sta venendo meno, fattore che incoraggia la sfiducia reciproca, seme innestato nella testa di Phillip dalle parole di Burov e che viene trasposto sullo schermo in maniera magistrale dalle riprese iniziali del secondo episodio dei due trattati in questa recensione, con i coniugi Jennings posizionati nei lati opposti della cucina che li ha visti tante volte discutere con l’acqua del lavandino aperta. In “Mr. e Mrs. Teacup” Phillip abbraccia il sistema verso cui si sta incamminando, confessa al figlio le difficoltà economiche, rimprovera la moglie per la situazione di Paige e, in un dialogo con Stan si interroga sulla sua azienda e su come il sistema capitalistico porti una persona qualunque a volere sempre di più nella vita. La frustrazione che ne scaturisce è conseguenza diretta della poca esperienza, Phillip ha fallito nell’espandere la sua attività, ha accumulato dei debiti e adesso non può permettersi di mantenere se stesso nel tentativo di fare la bella vita e il figlio con la retta scolastica soltanto con il lavoro. Elizabeth dalla sua non se la passa di certo meglio. Dovendo contare esclusivamente su se stessa si sta lentamente rendendo conto di non poter gestire tutte le situazioni pericolose in cui si trova, per farla breve, altre due mani le farebbero molto comodo. L’addestramento di Paige sta andando bene, ma la sua indole ribelle (messa in luce dalle difficoltà nel seguire gli ordini, specialmente quelli di non compromettersi con lo stagista) e la sua inesperienza non garantiscono alla madre un aiuto concreto, tanto da mandarla incontro ad addirittura due fallimenti in missione (prima quello alla struttura di sicurezza e poi quello con Erica) in un solo episodio, al cospetto dei pochissimi fatti registrare nei precedenti cinque anni di riprese. La coppia sta vivendo un periodo di alienazione costante, ma su due binari diversi, elemento che determina una distanza e un disagio profondo tra i due protagonisti e chi fa da contorno. L’idea degli sceneggiatori per ora sembra interessante e i dialoghi e la recitazione di livello molto alto. Rispetto alle prime due puntate, quelle in questione sembrano aver già dei tratti più definiti e una, anzi due, strade ben battute da percorrere.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il confronto tra i due protagonisti
  • Paige e il suo addestramento
  • Lo show mostra i difetti di entrambi i sistemi attraverso la situazione lavorativa di Phillip e le difficoltà di Elizabeth
  • Oleg Burov
  • Recitazione di Keri Russel ormai vero emblema dello show
  • Implosione dell’URSS messa in scena in maniera molto realistica
  • Il focus sui personaggi secondari manca di interesse

 

The Americans si avvia verso la fine nella maniera probabilmente più ammirevole, cercando di intraprendere il cammino più difficile tra quelli possibili. Uno scambio acceso tra i protagonisti porterà ragionevolmente ad un futuro in cui sia Phillip che Elizabeth incontreranno delle difficoltà molto evidenti da cui usciranno con delle crepe nelle proprie convinzioni. Considerando come è stata portata avanti la vicenda fino ad oggi è lecito aspettarsi un doppio binario in cui i due personaggi incarneranno sempre di più i difetti dei due sistemi attendendo l’inesorabile fine del conflitto. In quel momento si creera presumibilmente un contesto in cui la serie giungerà al termine aprendo uno spiraglio per lo spettatore che potrà scegliere in maniera autonoma da che parte stare.

 

Tchaikovsky 6×02 0.6 milioni – 0.2 rating
Urban Transport Planning 6×03 0.7 milioni – 0.2 rating
Mr. and Mrs. Teacup 6×04 0.5 milioni – 0.1 rating

 

Arrivato ormai alla veneranda età di 18 anni, da 6 anni, e in cerca di nuovi stimoli si è unito a RecenSerie per convertire il team al culto di Tina Fey e per trasmettere all'umanità la passione per le comedy. Tra una puntata e l'altra cerca di laurearsi in lettere e di guardare per un tempo indeterminato quanto più sport possibile. Il suo sogno nel cassetto è scrivere la sceneggiatura di una sit com modello talent-show con protagonisti Joe Bastianich, Lilly Meraviglia e Damiano Er Faina

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