Colony 3×01 – MaquisTEMPO DI LETTURA 5 min

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“But in the meantime, this isn’t so bad, right? I mean, we’re like Swiss Family Robinson.”

La seconda stagione di Colony si era chiusa con un episodio che sembrava fungere, più che da semplice season finale, da parziale reset di una narrazione che abbisognava di un bello scossone dopo certi scempi delle precedenti dodici puntate. Non sorprende, dunque, che la season premiere della terza stagione abbia tutto il sapore di un secondo pilot, quasi fosse un nuovo inizio e una seconda occasione per far ripartire la serie dopo la non proprio brillante gestione dello scenario losangelino. Ovviamente dopo un solo episodio non è possibile capire dove andrà a parare la storia e se i vari Broussard, Maddie, Nolan resteranno un brutto ricordo o ritorneranno: si può essere ottimisti, sperare che Carlton Cuse abbia imparato dai suoi errori e pensare che l’abbandono del blocco di Los Angeles servisse a ripartire da zero, oppure fare i pessimisti e guardare queste nuove puntate con la consapevolezza che prima o poi le cose andranno nuovamente in vacca.
Forse mai come in “Maquis” la narrazione è stata così essenziale, così concentrata su poche figure, così priva di inutili fronzoli: c’è spazio soltanto per la famiglia Bowman e per Alan Snyder, sei personaggi in cerca d’autore di un po’ di pace e di tranquillità. In realtà si potrebbe parlare benissimo di quattro personaggi e due inutili sagome di cartone: Charlie paradossalmente era più utile alla trama quando era disperso e dopo il ritrovamento da parte di Will non ha fatto nulla di rilevante, mentre Gracie ha l’unico scopo di mostrare quanto sia scarso Snyder nei giochi di carte e di dar vita a un evitabilissimo siparietto padre-figlia a pesca. Diverso è il discorso per quanto riguarda Bram: per quanto il suo percorso da adolescente come tanti ad aspirante Che Guevara sia stato gestito malissimo, l’ha comunque trasformato nel membro al momento più rivoluzionario e assetato d’azione della famiglia Bowman, destinato a scuotere l’apatia in cui Will e Katie sono caduti da quando hanno lasciato Los Angeles. D’altro canto, dopo quello che la loro famiglia ha dovuto vivere e affrontare, è naturale che i due genitori preferiscano cercare un po’ di pace e fregarsene bellamente della Resistenza e degli Hosts.
Le scene di noiosa beata e tranquilla vita familiare in mezzo alla natura potrebbero far cascare le palle pensare che i nostri eroi si siano lasciati il passato definitivamente alle spalle, ma sono solo uno specchietto per allodole: da una parte c’è la questione del guanto sottratto agli Hosts, sotterrato fisicamente per questioni di sicurezza ma tutt’altro che dimenticato dai Bowman, tanto che basta intercettare un canale radio della Resistenza per riportare alla luce l’annoso problema di cosa farne del manufatto alieno; dall’altra c’è il comportamento dell’ex-proxy, che non è per nulla contento della nuova sistemazione e porta avanti un pericoloso doppio gioco che potrebbe essere scoperto in qualsiasi momento.
Ciò che sconvolge davvero questo bucolico paradiso e i fragili equilibri sui quali per sei mesi i Bowman e Snyder hanno costruito la loro nuova esistenza è la caduta di un’astronave: ma non un’astronave degli Hosts, come ci si aspetterebbe, bensì quella di una nuova fazione aliena, ostile alla prima, o almeno questo è ciò che suggeriscono diversi elementi. Fermo restando che in una serie come Colony fare supposizioni con così pochi elementi tra le mani è pericoloso, se davvero fosse stata introdotta una nuova razza extraterrestre si tratterebbe di un colpo di scena non da poco, che farebbe partire la terza stagione col botto (e un botto serve davvero, visto il calo di ascolti) e da cui trarrebbe beneficio l’intera ambientazione. Se già la dicotomia tra alieni conquistatori e umani sottomessi era resa meno schematica e manichea dalla presenza, in quest’ultima razza, di collaborazionisti e ribelli, per di più divisi in varie fazioni, l’inserimento di una nuova componente aliena in gioco non può che rendere ancora più sfaccettate le vicende belliche e offrire nel contempo un mezzo per colmare il gap tecnologico, al momento abissale, tra gli umani e i loro nuovi padroni.
Accanto a nuovi misteri, la premiere non si fa problemi a riportare a galla alcuni di quelli vecchi, uno su tutti la particolare immunità di cui Will sembra godere e che gli impedisce di essere vittima, ancora una volta dopo “Sublimation” degli attacchi dei droni alieni: di nuovo ci si domanda “Cosa c’è dietro questo privilegio del protagonista?” e ancora una volta ci si deve rassegnare a una risposta del tipo “Perché sì, ci sarà una ragione dietro ma ci tocca aspettare altre 50 puntate per scoprirlo, se mai la serie sarà rinnovata così a lungo”. E’ vero che la componente mystery è parte fondamentale di Colony, e di certo più interessante di quella family, ma bisognerebbe stare attenti a non eccedere con le coincidenze e i colpi di fortuna, avvicinandosi pericolosamente al limite oltre il quale non c’è suspension of disbelief che regga. Anche il fatto che i RAP abbiano in pugno i Bowman e possano catturarli in qualunque momento, ma preferiscano lasciarli ancora a piede libero per non meglio imprecisati motivi (forse aspettano che contattino qualche cellula della Resistenza per fare il colpaccio e prendere due piccioni con una fava), non fa che rafforzare quell’aura da Mary Sue e da Gary Stu che circonda ogni singolo membro della famiglia. Beninteso, una narrazione completamente realistica da questo punto di vista non esisterà mai e ogni storia avrà la sua dose di personaggi fortunati, di provvidenziali coincidenze, di colpi di scena più o meno artificiosi, ma mettere continuamente i personaggi in situazioni potenzialmente mortali o quantomeno dannose e farli sempre sopravvivere vuol dire rischiare che la corda, a furia di essere tirata, si spezzi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Narrazione essenziale, concentrata sui Bowman, senza inutili personaggi secondari e sottotrame
  • La probabile introduzione di una nuova fazione aliena
  • Charlie e Grace praticamente ridotti a soprammobili
  • Siparietti bucolici da sbadiglio
  • Protagonisti sempre più “miracolati”

 

Il ritorno di Colony avviene con un episodio tutt’altro che memorabile, che ha almeno l’indubbio pregio di non torturare gli spettatori con gli inutili personaggi secondari e i loro patemi. Concentrarsi maggiormente sul lato action e sulla guerra tra razze, dare qualche benedetta risposta ai tanti misteri e mettere da parte il lato family potrebbe essere la strada giusta per far ripartire come si deve una serie che finora non ha saputo sfruttare appieno un’idea di base piena di potenzialità.

 

Ronin 2×13 0.82 milioni – 0.2 rating
Maquis 3×01 0.58 milioni – 0.2 rating

 

 

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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