Killing Eve 1×05 – I Have A Thing About BathroomsTEMPO DI LETTURA 3 min

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“I just want to have dinner with you.” 

Fedele al suo marchio di fabbrica che presenta una narrazione sempre in stato avanzato e raramente frenata, il quinto episodio di Killing Eve regala, oltre ad uno degli inviti a cena più bizzarri della storia, il primo vero faccia a faccia tra le due protagoniste.
Se il finale di “Sorry Baby” aveva lasciato alto il clima ansiogeno degli ultimi minuti della scorsa puntata, la risoluzione di essi si è dimostrata, ancora una volta, un po’ diversa da quanto ci si poteva aspettare. A rendere differente qualsiasi tipo di supposizione ci pensa la stessa Eve; il primo “incontro” infatti, si presenta in maniera del tutto inaspettata in quanto, ad una preferibile corsa senza voltarsi indietro, la detective, lasciandosi guidare da quelle pericolose vibrazioni che l’hanno finora sempre spinta nel vivo del caso, decide di affrontare la sua controparte. Dopo l’ignaro incontro nel bagno risalente al pilot, questo sancisce il primo momento che vede le protagoniste guardarsi direttamente negli occhi consapevoli di chi si ritrovano di fronte.
Un incontro fugace, nei primi minuti di episodio, che porta lo spettatore ad apprezzare l’ardua mossa ed il repentino faccia a faccia tra le due. Poteva quindi bastare questo “antipasto” per continuare a mantenere alta la tensione in un episodio che da quel momento in poi procede in maniera molto più cauta, mentre si dà spazio ad un Frank ormai con l’acqua alla gola.
Ma, nei pochi episodi già andati in onda, Killing Eve ha dimostrato di non essere affatto un show disposto a seguire una comune strada narrativa. Così, quasi inaspettatamente, nel bel mezzo di “I Have A Thing About Bathrooms”, viene portato in scena uno dei momenti più alti della serie visto finora. L’apparizione di Villanelle a casa di Eve non si presta soltanto come scena di pura tensione emotiva e sessuale, portando la trama ad un punto fondamentale del suo percorso, ma presenta sulla stessa scena contemporaneamente le figure delle protagoniste e, se finora i singoli repertori di Sandra Oh e Jodie Comer avevano già lasciato il segno per la loro bravura, l’accoppiata a cui danno vita durante “la cena” è di pura pregevolezza. L’intera sequenza viene gestita in maniera magistrale, dalle inquadrature ai dialoghi, dalle lotte tra le due al semplice chiacchierare, con un dosaggio perfettamente riuscito tra momenti di alta tensione e smorzamento di essa, qui soprattutto per merito della vena ironica di Villanelle.
Oltre a dar vita ad un ottimo momento televisivo però, l’incontro tra Eve e Villanelle provoca anche un passo in avanti per quanto riguarda la trama orizzontale. Sin dal salvataggio dello scorso episodio, con Villanelle alle calcagna Frank era già tranquillamente etichettabile come morto che cammina. Una fine solitamente comune a tutte le talpe e che nell’economia della serie di sicuro non andrà ad avere un forte impatto; tuttavia, la fine di Frank, che ha nuovamente mostrato una Villanelle decisamente a suo agio nei panni di un Ramsay Bolton qualsiasi, ha permesso di dare un’ulteriore occhiata più da vicino a quella che è la psicopatia di questo personaggio.
A partire dalle scoperte della squadra di detective sul passato di tale Oksana, fino alle ipotesi avanzate dalla stessa Eve su vari ed eventuali avvenimenti che possano aver influenzato il presente della killer, sembrano iniziare finalmente ad affiorare alcuni pezzi del puzzle. E, se come anticipato sul finire di puntata, nel prossimo episodio si volerà in Russia, le possibilità per nuove scoperte si fanno sempre più promettenti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La “cena”
  • Eve/Villanelle – Sandra Oh/Jodie Comer una di fronte all’altra 
  • Le inquadrature
  • Ulteriori passi avanti nella scoperta del passato di Villanelle
  • Tensione sempre gestita alla perfezione
  • Morte di Frank troppo prevedibile? Può essere, ma ci stava tutta

 

Dopo aver ottenuto il rinnovo per una seconda stagione ancor prima della series premiere, Killing Eve continua a lasciare positivamente il segno nel panorama seriale: dal pilot ad oggi, la serie conta ad ogni puntata un costante ed esponenziale aumento dei rating.

 

Sorry Baby 1×04 0.50 milioni – 0.1 rating
I Have A Thing About Bathrooms 1×05 ND milioni – ND rating

 

 

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

2 Comments

  1. Puntata perfetta. Davvero. Eve continua la ricerca della verità sul filo del rasoio, tra il consentito e l’azzardato. Allo stesso modo Villanelle/Oxana rischia tutto “solo” per una cena.
    Due personaggi che si scambiano agilmente i ruoli di inseguita e inseguitrice, un po’ come preda e cacciatore. Quando tutto sembra chiaro, è lì che arriva il colpo di scena. Così si vede la normalità di un pasticcio di carne a cena, negli occhi di una psicopatica; e la banalità di un pin telefonico, di un agente deduttivo.
    Le interpretazioni della Oh e della Comer migliorano (termine inappropriato, ma passiamolo) da puntata in puntata, e ciò permette di individuare nuove sfumature nei loro personaggi.
    Bisognerà capire che vento soffia in Russia, e se veramente Villanelle è così psicopatica, o in ciò che dice c’è del vero.
    “Il vero pazzo è colui che ha conosciuto la verità e ha imparato ad accettarla”

  2. Esatto… questa serie si sta indubbiamente confermando sempre più tra le migliori sorpresa di stagione.

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