Killing Eve 1×06 – Take Me to the Hole!TEMPO DI LETTURA 3 min

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Ormai in dirittura d’arrivo, Killing Eve decide di rallentare (a suo modo, va detto) la narrazione, per cercare di predisporre ogni singolo tassello in vista del finale di stagione. Ed è anche da tenere presente che dovrà andarsi a creare un ponte per la seconda stagione, dal momento che la serie ha ottenuto con largo anticipo un rinnovo.
Ancora una volta, questo show cerca di giocare attorno ad alcune tematiche con lo spettatore, utilizzando come strumenti ed esempi lampanti gli stessi personaggi in scena. Nello specifico, è la fiducia che si vede essere messa al centro del focus narrativo.
Killing Eve ha costruito la propria storia attorno a due capisaldi rappresentati da Eve e da Villanelle: da una parte abbiamo l’ottima detective, ma interessata in maniera viscerale dalla sensuale killer; dall’altra abbiamo la spietata Oksana che rappresenta il lato dei bad guy nonostante qualche accenno di cedimento sia già stato mostrato.
Attorno a questi due personaggi principali, poi, si è dipanata la costruzioni di altri personaggi secondari la cui fedeltà ed abnegazione è risultata (e risulta ancora adesso) labile e volubile. Tutto ciò forse in funzione del fatto che la storia e gli stessi protagonisti vengono presentati con un certo velo di mistero, ma i dubbi sul poter fare davvero affidamento su alcuni di essi sono tanti.
Uno su tutti, nonché personaggio principale di puntata, è sicuramente Konstantin: il suo ruolo potrebbe essere quello di puro e semplice doppiogiochista a discapito anche del Governo russo, tuttavia non bisognerebbe stupirsi se invece il glaciale Vasiliev fosse in combutta con il Governo stesso, intenzionato a mettere in atto uno spietato piano. Sì, un piano, perché non c’è da dimenticarsi dell’importanza dei Dodici all’interno della storia: catturare Villanelle ed interrogarla è un tassello di sicura importanza nel complicato puzzle della serie, ma il vero obbiettivo è svelare da chi è composto il gruppo dei Dodici e soprattutto cosa comporta il piano.
Se si vanno a considerare però sia il modo in cui la storia sta procedendo, sia il colpo di scena in conclusione di puntata (Villanelle abbandonata), è facile immaginare che questa stagione preferisca concentrarsi maggiormente sulla costruzione del rapporto tra Villanelle ed Eve e solo nella prossima affrontare la lotta al complotto.
Villanelle ed Eve sono come sempre accomunate ed intimamente legate l’una all’altra ed ora che la giovane detective e Niko sono entrati in contrasto è possibile che questo legame si fortifichi in qualcosa di più: probabilmente una forte collaborazione “lavorativa”, ma non per forza solo relativamente ad essa. Elemento questo, che non è da dare per assodato però, visto che Oksana/Villanelle tende a reagire in maniera impulsiva e non con azioni dettate dalla pura e semplice logica di sopravvivenza.
Se la bella assassina dovesse seguire una linea di pensiero logica, allora per vendicarsi dovrebbe consegnarsi ad Eve, aiutarla nelle indagini e far saltare l’intera organizzazione per la quale lavorava. Tuttavia, è molto più probabile che la vendetta venga consumata in maniera molto diversa e preveda un grande spargimento di sangue. Non che la cosa dispiaccia, sia chiaro.
Killing Eve, quindi, continua a funzionare ed intrattenere senza troppi patemi d’animo: forte di una costruzione ben solida e di una storia ben presentata, gli sceneggiatori possono prendersi la libertà di qualche boccata d’aria fresca, mettendo momentaneamente in stallo (apparente, va sottolineato) la storia.
C’è solo da sperare che gli ultimi episodi riescano a riprendere l’ottima andatura mostrata ad inizio stagione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nadia e Oksana
  • Eve in Russia
  • Incontro tra Eve e Konstantin
  • Villanelle in prigione
  • Colpo di scena conclusivo
  • Doppi giochi a ripetizione
  • Anna
  • Jodie Comer
  • Un leggero accenno di staticità
  • Eccessivi colpi di scena?
  • Parentesi famigliare al momento di poco interesse

 

La notizia più triste, probabilmente, è il fatto che la stagione stia ormai giungendo alla sua conclusione.

 

I Have A Thing About Bathrooms 1×05 0.52 milioni – 0.1 rating
Take Me To The Hole! 1×06 0.54 milioni – 0.1 rating

 

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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