The Handmaid’s Tale 2×07 – AfterTEMPO DI LETTURA 4 min

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“June. That’s my name. I never got the chance to tell you that.” 

After. Con gli ultimi istanti della scorsa puntata irrimediabilmente impressi nella mente, il pensiero e la curiosità nel corso della settimana si sono spinti proprio lì, nel dopo. L’atto di rivalsa/terrorismo (a seconda dei punti di vista in quel di Gilead) che ha scosso “First Blood” aveva, nell’immaginario collettivo, aperto mille nuovi scenari all’interno della serie, portando a chiedersi quali sarebbero state le conseguenze di un simile ed imponente gesto. I cambiamenti erano dunque inevitabili, tuttavia, allo stesso tempo, si sono rivelati ben diversi da ogni possibile previsione.
Se ci si aspettava l’inizio di un grande cambiamento all’interno dell’intera comunità di Gilead infatti, si è rimasti delusi in quanto, a parte inevitabili rafforzamenti nella sicurezza ed un nuovo e (apparentemente) già dimenticato Comandante, tutto rimane impiantato allo stesso modo. Il cambiamento più significativo, invece, avviene in maniera decisamente più inaspettato, ad un livello più privato e riguarda uno dei personaggi più interessanti dal punto di vista della caratterizzazione: Serena.
L’attentato che ha spedito il Comandante Waterford in ospedale in uno stato di semi-coscienza si è rivelato la miccia per riaccendere quel fuoco di intraprendenza proprio di Serena, di cui era stato dato un assaggio nei flashback dello scorso episodio. La presa di coscienza della donna, finalmente abile nel gestire le situazioni a suo modo, segnano un passo fondamentale all’interno della serie: sin dall’inizio di questa stagione infatti, gli alti e bassi della signora Waterford avevano lasciato palesemente intendere che ci si poteva e doveva aspettare di più da questo personaggio. Allo stesso tempo di vitale importanza sono stati i tasselli che hanno pian piano dato forma al sempre complicato rapporto tra Serena e June, portando le due da una parte in un aperto conflitto, dall’altra ad emanare vibrazioni positive per eventuali situazioni future. La scena finale tra le due donne segna un passo vitale da questo punto di vista in quanto, per la prima volta al di fuori della salvaguardia del bambino, Serena si volge nei confronti di Offred con un comportamento aperto e di collaborazione. Un primo passo per un duo che si spera potrà riservare soddisfazioni nel futuro.
A parte la presa di posizione di Serena poi, “After” segna anche uno tra i momenti emotivamente più forti dell’intera serie. La scena delle Ancelle al supermarket si ritaglia uno spazio tra i più profondi all’interno della storia, carico di un significato potente non solo a livello scenico, ma anche per ciò che significa per le stesse ragazze: dopo il sacrificio di Ofglen, il cambiamento inizia a manifestarsi attraverso le parole e i piccoli gesti e Bruce Miller e soci non potevano scegliere modo migliore per esprimerlo che attraverso lo scambio dei propri nomi o il passaggio di una semplice penna.
Un importante spazio viene poi dato in questa puntata anche alla parentesi canadese; gli aggiornamenti saltuari su Luke e Moira assumono anche la funzione di razionalizzare l’intera storia raccontata da The Handmaid’s Tale, ricordando che, anche lì, da qualche parte la civiltà prova a funzionare ancora. La parte dedicata a Moira, con relativi flashback, è stata fondamentale per conoscere ancora meglio la migliore amica di June, insieme alla figura della sua compagna, portando ad empatizzare maggiormente con la scena della commemorazione; allo stesso tempo, però, quanto visto in questa puntata ha anche spiazzato attraverso un crudele paradosso tra la sua libera scelta, in un passato ormai remoto, di utero in affitto contro il destino attuale delle Ancelle americane.
Infine, lascia un po’ sorpresi quella che sembra la fine della trama dedicata alle Colonie. Seppur finora poco sfruttate, la presenza di Emily e Janine lasciava immaginare un maggior approfondimento anche di questa realtà e la loro uscita di scena sembra lasciare incompiuta questa parte di storyline. Tuttavia, è pur vero che il personaggio di Emily iniziava ad essere sprecato al di fuori della trama principale ed il suo ritorno al fianco di June non può che essere apprezzato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La sequenza iniziale, sempre magistralmente diretta
  • Le “presentazioni” tra le ancelle: una scena forte emotivamente ed impeccabile nell’esecuzione
  • Il ritorno di Emily 
  • La presa di posizione di Serena
  • “I’ll need a pen”
  • Spazio anche alla parentesi canadese
  • Colonie già accantonate? 

 

Per dirla con le parole dell’account twitter di The Handmaid’s Tale: “Don’t underestimate the power of a name.” 

 

First Blood 2×06 ND milioni – ND rating
After 2×07 ND milioni – ND rating

 

Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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