Shameless 9×01 – Are You There Shim? It’s Me, IanTEMPO DI LETTURA 4 min

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A volte ritornano. Ma ritornano male.
Shameless mette in campo forse una delle peggiori première che mente umana possa concepire, andando a mischiare la solita sequela di storie in maniera talmente distaccata e senza senso da rendere lo spettatore sempre più spaesato minuto dopo minuto. E’ difficile riuscire a trovare qualcosa di effettivamente valido in “Are You There Shim? It’s Me, Ian”: accantonata la storia, che chiaramente non può essere definita tale quanto piuttosto un’accozzaglia di sketch uniti da pochi e conosciuti fattori comuni, gli interpreti tentano di salvare il salvabile ma, quando pure la sceneggiatura ti rema contro, c’è ben poco da fare se non mettersi il cuore in pace ed aspettare episodi migliori. Sperando sia già il prossimo.
Ma andiamo con calma.
Trattandosi del consueto ritorno dei Gallagher, l’intero costrutto sociale che li riguarda viene riportato sotto i riflettori in ogni sua singola partizione: Lip, Fiona, Frank e Liam, V e Kev, Debbie, Ian e Carl.
Il personaggio di Lip, per il quale si è spesa l’intera ottava stagione per una ricostruzione caratteriale e psicologica del personaggio, viene fatto regredire ad uno stato semi adolescenziale facendo dubitare lo spettatore che effettivamente l’ottava stagione sia mai andata in onda.
Fiona, per la cui interprete (Emmy Rossum) ha inizio il canto del cigno sul set della serie, dal momento che ha informato i fan tramite i suoi social di aver preso la decisione di abbandonare lo show al termine della stagione attualmente in onda, si ritrova nuovamente incastrata con l’ennesimo problema di cuore. Questa volta niente truffatori o drogati, ma piuttosto un enigmatico figuro che ancora adesso, nonostante sia apparso già nella scorsa stagione, trasmette talmente poco in scena da continuare a risultare un estraneo ogni volta che viene portato sullo schermo. Un uomo criptico, sicuramente, ma con il quale si fatica ad empatizzare ed entrare in sintonia dal momento che praticamente non lo si conosce, visto e considerato che mai è stato approfondito.
Frank continua il proprio compito di tenere alto il livello di comicità dello show e si decide di farlo con una scelta tanto buona quanto scellerata: si abbandona qualsiasi tipo di costruzione narrativa, si ripesca un elemento comparso in un solo episodio della passata stagione, lo si ingigantisce e lo si rende tema centrale della puntata. Ecco che Shameless serve gli spettatori della consueta dose di sesso, tradimenti e rapporti di cuore complicati.
V, Kev e Debbie possono essere tranquillamente incasellati nelle sottotrame facilmente denominabili “facciamoli scopare, così, de botto, senza senso”: scene completamente distaccate da ogni altra storia raccontata e prive di alcun tipo di interesse a lungo andare. Come se gli sceneggiatori di Boris si fossero realmente impossessati della scena, ottenebrando la mente a tutti gli addetti ai lavori ed imponendo il loro consueto modus operandi: tutto a cazzo di cane, sempre e comunque. Ed ogni tanto basiti.
Per quanto concerne Ian, invece, la parentesi del Gesù gay pare non essersi placata e continua ad imperversare senza sosta. Risulta facile trovarsi d’accordo con Fiona il cui unico desiderio è sicuramente quello di far riprendere al più presto a Ian la propria cura con i giusti psicofarmaci: nonostante inizialmente fosse stata interessante (e collegata alla contemporaneità dei fatti), ora questo continuo elevarsi al Gesù dei gay inizia a risultare ridondante e tedioso. Insomma, se proprio non dovesse rinsavire, non sarebbe nemmeno un male tenerlo rinchiuso in carcere il tanto che basta per farlo tornare in sé.
Relativamente a Carl c’è poco da dire visto che viene tenuto in considerazione per massimo tre scene, ma la scomparsa/morte di Kassidi potrebbe avere dei risvolti potenzialmente molto interessanti, sia nell’immediato (reazione di Carl e gestione dell’accaduto), sia proiettando il fatto in avanti (la sua carriera militare).
Una puntata che poteva essere gestita in mille modi diversi, sicuramente migliori di quanto portato in scena. Si è deciso invece di puntare sul caos e su di un agglomerato di scene e trame che rendono la visione pesante e a tratti addirittura noiosa. Un termine che raramente si utilizzerebbe per Shameless, segno che questa volta il prodotto di casa Showtime ha toppato pesantemente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Frank
  • Il cast di attori riesce comunque a rendere molto più godibile questa puntata di quanto in realtà è
  • Sottotrame di tutti, nessuno si salva
  • “Shim”

 

Shameless ritorna così come ci aveva lasciato. Con uno schiaffo in faccia.

 

Sleepwalking 8×12 1.73 milioni – 0.6 rating
Are You There Shim? It’s Me, Ian 9×01 1.31 milioni – 0.5 rating

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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