Suits 8×07 – Sour GrapesTEMPO DI LETTURA 4 min

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Ma un giorno ritorneranno gli elefanti dal Baltico (…).
Ma un giorno ritorneranno i pinguini dall’Africa (…)

e allora ritroveremo la pienezza della comunità.
(Da Sinfonia sull’Ararat)

Il titolo di questo settimo episodio sembra, ad una prima occhiata, rimandare alla storia della volpe e dell’uva, invece no, si parla proprio di vino che inacidisce se non viene messo per tempo nelle botti adeguate.
Sembravano una gravidanza e un problema razziale i temi centrali dell’episodio – d’altronde Robert Zane ha già dimostrato in passato di avere a cuore i diritti degli afroamericani, inoltre per quest’occasione, per difendersi chiama subito un altro avvocato di colore, cioè Alex, il quale si dimostra combattivo e assertivo e piano piano si sta conquistando la stima dei colleghi -. Le due sotto trame dell’episodio, invece, convergono in un discorso sull’importanza della comunità nella formazione della persona. Innegabile, soprattutto in questo periodo di sagre paesane.
Da una parte ci sono Louis e Sheila alle prese con un’inaspettata ma accesa discussione su come crescere i loro figli, essendo lei di famiglia cattolica e lui di famiglia ebraica (per avere un’idea di quanto incidano sui ragazzini le canzoncine cantate al campo estivo, vedere la citazione sopra). Dall’altra, la difficoltà per un nuovo arrivato di inserirsi in una comunità dove tutti si conoscono da generazioni e hanno contribuito, lavorando insieme nei decenni, a dare forma all’ambiente circostante. Soprattutto se il nuovo venuto si porta dietro un’aria non proprio simpatica di nouveau riche.
Volendo, si può riportare a questo argomento principale (l’influenza dell’ambiente sull’individuo) anche il caso seguito da Harvey per David Fox. Quest’ultimo addirittura dimostra un insospettabile lato umano (ma che non si sappia in giro, gli rovinerebbe la piazza) nel voler difendere il suo mentore. Non si sa se questo approfondimento del personaggio preluda o meno ad una maggior partecipazione di David Alpay allo show, ma fa piacere.
In generale, poi, fa anche piacere vedere i casi trattati con mosse e contromosse, non solo il “dietro le quinte” con gli avvocati dello studio legale che si preparano, magari scherzando o litigando fra di loro, per poi tornare e dire che il caso è risolto.
Lascia invece un senso di crudele delusione la notizia finale: quello di Sheila era un falso allarme, per l’arrivo di baby Litt bisognerà attendere ancora. Perché ormai gli spettatori si sono troppo abituati all’idea e meritano soddisfazione, quindi arriverà certamente la cicogna. Si spera davvero in una semplice pausa, che permetterà alla coppia di discutere bene diversi punti fondamentali per la relazione presente e futura, prima del matrimonio. La situazione offre comunque l’occasione per un ritorno di Amy Acker nei panni di Esther Litt – Edelstein. Si tratta solo di una comparsata per consigliare il fratello, ma anche qui non dispiace l’idea di tenere il personaggio in gioco per sviluppi futuri.
Le vicende narrate in questa puntata hanno il valore aggiunto di recuperare e sviluppare elementi lasciati in sospeso precedentemente: dopo il ritorno di Esther c’è anche il ricordo, da parte di Robert Zane, della sorella morta giovane, citata molti episodi fa. Questa ripresa può significare un completamento del cerchio, con l’avvicinarsi della serie alla sua conclusione, o semplicemente un modo intelligente di utilizzare il fieno messo in cascina.
Tra una cosa e l’altra, viene inoltre spiegato il motivo per cui si sta dedicando così tanto tempo e così tanta cura a rendere il personale dello studio Zane Specter Litt una famiglia affiatata: dovrebbe essere perché bruci di meno a tutti gli altri quando uno solo diverrà il nuovo name partner. Potrebbe funzionare, oppure no. Intanto, in una puntata ricca di profondi sentimenti personali, si distingue come oasi di comicità il momento in cui Harvey si confronta con Donna e Samantha. Le due stanno proprio diventando grandi amiche e si sta realizzando il peggior incubo di ogni uomo: due donne coalizzate contro di lui, anche solo per fare dell’ironia come in questo caso.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Alex assertivo
  • Casi trattati con mosse e contromosse
  • Tandem Donna – Samantha
  • Ormai gli sceneggiatori devono un baby Litt al pubblico
  • Si poteva dedicare qualche inquadratura migliore a quelle splendide vigne

 

Narrazione organica, ritmo scorrevole e profondi sentimenti in gioco per questo episodio firmato, alla regia, da Gabriel Macht, per la terza volta dietro la macchina da presa dopo Enough Is Enough e Borrowed Time. Il notevole coinvolgimento personale degli avvocati nei casi in oggetto permette di integrare la trattazione dei casi senza perdere il taglio intimista che caratterizza questa stagione. Apprezzabili anche i tentativi di inserire nelle trame risvolti non troppo scontati. Gli ascolti non premiano particolarmente, ma il prodotto resta godibile.

 

 Cats, Ballet, Harvey Specter 8×06 1.22 milioni – 0.3 rating
Sour Grapes 8×07 1.13 milioni – 0.2 rating

 

 

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