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The Last Kingdom 3×06 – Episode 6TEMPO DI LETTURA 4 min

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“Without my permission, you swore my men to a traitor. You led my armies into a battle I did not sanction. Your actions were not worthy of an ætheling. They were worthy of a king.”

 

Nelle parole di Alfred al figlio Edward non si può non cogliere un certo orgoglio paterno, una certa commozione all’idea che il ragazzo di fronte a sé si è dimostrato degno di ereditare il trono del Wessex, e con esso il sogno di un regno inglese unito (di cui effettivamente sarà primo re “ufficiale” proprio il figlio di Edward, Æthelstan). Appare altresì evidente che la frattura prodottasi con Uhtred non è definitiva e insanabile, perché Alfred aveva evitato di ordinare la carica in suo soccorso semplicemente per mettere alla prova il figlio, per testarne le capacità decisionali che sono il fondamento dell’agire di ogni buon re. Le possibilità per una riappacificazione in extremis tra il re illuminato e il suo miglior guerriero ci sono, quello che rischia di mancare è il tempo: non solo perché Alfred è ormai più vivo che morto, ma anche perché lo stesso Uhtred ha altre gatte da pelare al momento e si allontana dalla corte e dal campo di battaglia per sbrigare faccende assai più personali.
Il viaggio che il nostro eroe sassone intraprende con l’amica/nemica/ex-amante Brida ha il sapore di un nostalgico tuffo nel passato, di un momentaneo ritorno agli inizi della prima stagione, quando la storia non era ancora quella delle guerre di Alfred ma di due sopravvissuti in viaggio verso sud, attraverso lande devastate dall’invasione danese. Da allora tante cose sono cambiate, non solo perché sul trono di Wessex siede (ancora per poco) un altro re, non solo perché i nomi di Ubba e Guthrum sono un ricordo sbiadito, non solo perché quelle terre hanno conosciuto momenti brevi ma intensi di pace, ma soprattutto perché i cammini di Uhtred e di Brida hanno finito inesorabilmente per allontanarsi e questa temporanea reunion è resa amara dalla consapevolezza che non durerà a lungo, che si interromperà non appena avranno portato a termine la loro quest. E’ un viaggio che non apporta grandi contributi all’avanzamento della trama e che andrebbe visto piuttosto da un lato come digressione etnico-culturale su certi costumi dei vichinghi, dall’altro come pausa tra una battaglia e l’altra e occasione per un ulteriore scavo psicologico su Uhtred, ora più che mai allo sbando e privo di punti fermi.
Lo si è già detto ma fa sempre bene ripeterlo: Uhtred è un individuo diviso tra due mondi, lacerato dall’incapacità di essere completamente sassone o completamente danese e per questo costretto a destreggiarsi in continuazione tra una fedeltà di tipo “feudale” nei confronti di Alfred e della sua famiglia e una di natura affettiva e familiare che lo lega a ciò che rimane della sua famiglia di adozione, i Ragnarsson. Con Ragnar non si è lasciato nel migliore dei modi, si è visto persino strappare via il patronimico, eppure lo considera ancora un fratello e non può fare a meno di visitarne la tomba, presso cui lascia il ciondolo raffigurante il martello di Thor quasi volesse seppellire insieme a lui anche la propria essenza vichinga; e similmente non può fare a meno di accompagnare Brida nella ricerca dell’indovino Storri (vecchia conoscenza della prima stagione), perché sente che è suo dovere fare di tutto per assicurare a Ragnar l’accesso al Valhalla.
Il passato non si può cancellare, sia che si tratti di cose belle sia negative: non si possono dimenticare i sentimenti che hanno legato le persone prima che prendessero strade diverse, ma nemmeno si possono ignorare quelle scelte che le hanno portate ad allontanarsi e le parole di Brida, che promette a Uhtred di non avere pietà quando si incontreranno sul campo di battaglia, sono lì a ricordarlo. Brida non è Skade, non vede il futuro, ma quello che dice ha il sapore di una profezia amaramente destinata ad avverarsi prima o poi.
Nel complesso, il sesto episodio può definirsi senza problemi un momento di passaggio, una pausa tra la tempesta appena superata sconfiggendo Haesten e quella che ancora incombe sul Wessex nelle persone di Cnut e di Sigurd. Una pausa necessaria, dopo la concitazione e i numerosi eventi della prima metà di stagione, che non manca di qualche piacevole momento comico col solito Finan e si lascia comunque guardare senza problemi, senza annoiare troppo. E anche se qualcuno avesse sbadigliato, può sempre consolarsi al pensiero che questa situazione di calma, di momentanea pace non potrà durare ancora a lungo, non con un’armata vichinga in marcia verso il Wessex.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Alfred padre orgoglioso ed Edward erede degno della corona
  • Uhtred e Brida di nuovo insieme
  • Episodio sostanzialmente di passaggio

 

Non tutti gli episodi di The Last Kingdom potevano mantenere un ritmo sostenuto ed incalzante, e infatti col sesto si tira un po’ il freno, preferendo concentrarsi sul post-battaglia che però è anche un pre-battaglia, vista la minaccia incombente della grande armata danese.

 

Episode 5 3×05 ND milioni – ND rating
Episode 6 3×06 ND milioni – ND rating

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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