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The Last Kingdom 3×10 – Episode 10TEMPO DI LETTURA 5 min

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“A king must decide who he can trust and who he must discard. He must understand the minds of both his enemies and his friends. He must recognize that the truth of a man lies not in the land of his birth, but in his heart. A king must be a king on his own terms. He cannot be his father. He can only be himself.”

 

The Last Kingdom giunge alla sua conclusione annuale forte del rinnovo per una quarta stagione, ma il season finale chiude comunque tutte le principali trame delineate in questi dieci episodi: Edward trionfa su Æthelwold, Uhtred vendica il fratello Ragnar, Haesten e Cnut vedono andare in frantumi i loro sogni di gloria.
L’episodio si apre così come si era chiuso il precedente, con l’aggressione ai danni di Thyra. E’ una scena emotivamente potente, straziante, perché lo spettatore ha avuto modo di vedere quanto la donna abbia sofferto negli anni e come sia rinata grazie all’amore per Beocca, e adesso invece deve assistere alla fine di quella nuova vita, che crolla rovinosamente sotto i colpi dell’odio e del pregiudizio così come crolla il tetto della casa in fiamme.
Se il buongiorno si vede dal mattino siamo messi bene, e invece proseguendo il season finale offre non poche soddisfazioni. La prima riguarda Uhtred, messo sotto processo come un criminale qualsiasi e riabilitato grazie a Edward, che non è ancora ufficialmente re ma già dà prova di maturità assolvendo l’imputato e accettandone l’aiuto. Come suo padre prima di lui, il nuovo sovrano del Wessex capisce che quella testa calda di Bebbanburg è tutto sommato il miglior suddito che si possa avere e che mandarlo a morte sarebbe il più grave errore. Nel contempo non si può non notare come lo stesso Uhtred sia cambiato: se all’inizio della stagione rifiutava con tutte le sue forze di giurare fedeltà all’erede al trono perché non voleva rimanere legato per il resto della vita al Wessex, adesso non esita a proclamare la propria volontà di seguire Edward in battaglia, di aiutarlo a mantenere in piedi tutto ciò che Alfred ha faticosamente costruito.
Finalmente, dopo episodi interi in cui la guerra rimaneva sullo sfondo e l’attenzione era tutta concentrata sui drammi personali dei protagonisti, si torna a combattere. Le spade e le asce si macchiano ancora una volta di sangue in una battaglia selvaggia nei boschi, decisa all’ultimo momento da lord Sigebriht, personaggio secondario dipinto ampiamente nel corso della stagione come braccio destro di Æthelwold e traditore della patria ma capace, nel momento in cui deve decidere da che parte schierarsi, di fare la scelta giusta combattendo al fianco del legittimo re. Peccato che questa scelta gli costi la vita, quasi a simboleggiare che l’eroismo a volte non paga. Nemmeno per lui ci sarà un posto nelle cronache, anche se ha reso possibile la vittoria finale di Edward.
Non sempre a morire sono i buoni, per fortuna. Con la colpevolezza di Æthelwold nella morte di Ragnar ormai palese anche agli occhi di Brida e di Uhtred è solo questione di tempo perché il pretendente al trono, la mente dietro buona parte delle sventure succedutesi in questa stagione, tiri finalmente le cuoia. In fin dei conti ci mancherà tanto il personaggio, perché ogni storia ha bisogno di qualcuno da odiare visceralmente, che ci faccia persino gioire quando gli fa male qualcosa, sia l’attore, perché Harry McEntire è sempre stato bravo a conferire di volta in volta al personaggio goffaggine, scaltrezza, crudeltà, spaesamento; ma Æthelwold ormai aveva fatto il suo tempo come antagonista e in ogni caso c’è una storia vera da seguire, non come in certi show sui vichinghi dove si inventano le cose alla grande e si saltano tre o quattro re alla volta. Ogni riferimento a Vikings è puramente voluto, sappiatelo. Trafiggendo Æthelwold al petto Uhtred consuma non solo una vendetta nei confronti di Ragnar ma anche di Thyra, uccisa proprio dalle menzogna e dalla xenofobia alimentata dal principino, e inconsapevolmente vendica anche se stesso, visto che fu sempre lui a pilotare il contrasto con fratello Godwin e a causarne l’esilio dalla corte di Winchester. Insomma, la giustizia alla fine colpisce sempre chi merita, il male procurato si ritorce contro chi l’ha causato e chi semina vento raccoglie tempesta.
Quale sarà a questo punto il futuro di The Last Kingdom è difficile dirlo, perché gli scenari rimasti aperti sono tanti. C’è la questione della Mercia, con il suo incapace signore Æthelred che scalpita per l’indipendenza e la moglie Æthelflæd che ha dimostrato ampiamente chi indossa i calzoni nella coppia. C’è il problema dei figli nati dal matrimonio segreto di Edward con Ecgwynn, minaccia più che concreta ai diritti degli eventuali nati dalla nuova moglie. Ci sono Cnut e Haesten ancora a piede libero, pronti a creare nuovi problemi al Wessex. E poi c’è la solita questione di Bebbanburg, lassù nel nord, che attende di essere rivendicata dal suo legittimo signore. Per Uhtred le sfide della vita sono lungi dal concludersi e sarà un piacere seguirle anche il prossimo anno.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La morte di Thyra, scena emotivamente potente e straziante
  • La prova di maturità di Edward e l’evoluzione di Uhtred
  • Si torna a combattere!
  • Sigebriht fa la cosa giusta (e poi muore)
  • Æthelwold finalmente tira le cuoia…
  • …ma tutto sommato un po’ ci mancherà

 

La terza stagione di The Last Kingdom giunge alla sua degna conclusione, ma le storie da raccontare non sono certo finite e con l’avvento sul trono di re Edward si apre una nuova era. Non resta che aspettare un altro anno.

 

Episode 9 3×09 ND milioni – ND rating
Episode 10 3×10 ND milioni – ND rating

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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