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American Gods 2×02 – The Beguiling ManTEMPO DI LETTURA 4 min

in American Gods/Recensioni by

“L’ormési, dal verbo greco ormao, che significa stimolare, è una relazione dose/risposta caratterizzata da un effetto bifasico: molti organismi/sistemi biologici esposti ad un’ampia gamma di stimoli mostrano risposte opposte a seconda della dose.

Dopo un primo episodio al limite del visionario, si torna ad una narrazione meno scenografica ma decisamente interessante. La trama di per sé non si discosta molto dal già rodato road movie: dopo la sparatoria alla tavola calda e il rapimento di Shadow, tutti più o meno danno il loro contribuito per ritrovarlo. Proprio questa centralità che acquisisce Shadow è degna di essere rilevata.
In genere, non dovrebbe stupire più di tanto che il protagonista abbia un discreto minutaggio all’interno dell’episodio. In questo caso, però, l’interesse di molti personaggi, e dello spettatore, si focalizza proprio su di lui: chi è, da dove viene e perché agisce come visto finora. Di lui in fondo non si è mai saputo molto di più di quanto mostrato nel primo episodio. La tortura a cui è sottoposto da Mr Town per conto di Mr World permette di indagare sul suo passato. Ne emerge un forte e stretto rapporto con la madre e l’assenza fondamentale del padre nella sua formazione; in particolare, vengono messe a confronto due situazioni molto simili tra passato e presente. Da ragazzo, Shadow arriva a New York come uno straniero e da straniero si trova all’interno di un conflitto sociale non strettamente suo ma che lo riguarda, almeno se si considera il colore della sua pelle. Nel presente, lo scontro è tra gli dei o essere semi-divini, quella che cambia è la sua reazioni agli stessi stimoli. Se nel primo si lascia andare alla violenza, dimenticando gli insegnamenti che una madre morente gli aveva impartito per renderlo una persona migliore, nel secondo Shadow non tradisce i suoi nuovi compagni di ventura, celando un segreto di cui forse ha preso vagamente coscienza ma che sa essere fondamentale nello scontro finale. Se finora era forte l’impressione che la sua inedia nei confronti degli eventi era dettata da poco carisma, fa molto sorridere la risposta che dà quando gli si rinfaccia di seguire solo la corrente: è tutto dettato dal suo spirito di curiosità, la stessa che l’ha portato da ragazzo a girare il mondo per capirlo e in questo modo può chiedere il cerchio e tornare alla sua essenza.
L’altro tema che fa da filo conduttore nell’episodio è la fiducia. Quando si parla di dei è praticamente impossibile sfuggire dal concetto di fede e di tutte le sue derive. Anche qui i personaggi cercano di essere persone fedeli, o almeno cercano di farlo, soprattutto, come afferma Mad Sweeney, verso le persone di cui importa veramente. Non si sta parlando solo di fedeltà coniugale ma il discorso tenta di allargarsi alle motivazioni che muovono tutti i personaggi in gioco. La fiducia sarà uno dei perni che avrà un peso nella battaglia tra queste divinità. Sarebbe interessante chiedere ad ogni spettatore di quale personaggi si fidi finora, visto che non tutti sembrano essere del tutto sinceri.
In questo senso, le nuove divinità, proprio perché più fredde, faticano a capire certe dinamiche e soprattutto certe motivazioni, fermandosi al semplicistico “evolvi o muori” che le guida. Chi si chiama fuori dai giochi è Bilquis, traditrice con tutti ma tremendamente sola. Che sia il destino di chi è mosso solo dal desiderio?
Menzione d’onore al bel rapporto tra Mad Sweeney e Laura, che si spera non venga banalizzato con una semplice attrazione. Le loro dinamiche e battibecchi offrono un punto di vista degli eventi di chi non sarà mai parte importante nella battaglia, ma semplici spettatori, mossi inizialmente da necessità contingenti ma che nascondono un vuoto senza senso delle proprie esistenze. Lo riescono a ritrovare solo aprendosi ad una percezione empatica dell’esigenze dell’altro: Laura che vuole aiutare Shadow per permettersi una seconda possibilità con lei e Mad Sweeney che vuole aiutare Laura, di cui percepisce la tragica non-vita regalata beffardamente dalla sua moneta.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Laura e Mad Sweeney da soli on the road
  • Shadow diventa un personaggio molto più interessante
  • Le motivazioni dei nuovi Dei potrebbero essere più coinvolgenti. Il rischio è che non siano percepiti come veri antagonisti

 

American Gods rimane una visione estremamente interessante. Questo episodio riesce a restituire un ritratto di Shadow che aiuta il personaggio ad essere molto più interessante di quanto visto finora. Di Wednesday c’è poco in questo episodio ma quello che c’è basta per far capire quanto il suo potere sia molto più esteso di quanto sembri.

 

House on the Rock 2×01 0.52 milioni – 0.2 rating
The Beguiling Man 2×02 0.34 milioni – 0.1 rating

 

Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive assecondando le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un illusione, infatti sogna di produrne qualcuna, magari su qualche tv via cavo. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley. Intanto non si nega qualche guilty pleasure per non essere troppo snob

1 Comment

  1. Io lo sto trovando di una noia mortale e mostruosa, a parte le scene con Sweeney e Laura che sono un po’ la parte “comica” della serie. Per il resto questa stagione è iniziata nel modo più noioso che si potesse.

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