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Shameless 9×13 – LostTEMPO DI LETTURA 5 min

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Doc. Tyson:”No to worry, doctor.  Only two things will be left roaming the Earth after the next apocalypse: cockroaches… and Frank Gallagher.

 

Come spesso è solito per la serie, il creatore e showrunner di Shameless (US) torna a firmare di persona lo script di un episodio proprio quando le “cose si fanno serie”. Il più delle volte ciò coincide con la season première o quella finale, ma, ogni tanto, se le cose sono davvero messe male, lo si può vedere scendere in campo anticipatamente, specie per una puntata come “Lost” che altro non è che il primo atto di un lungo finale in due parti; o così almeno sembra suggerire il titolo del prossimo episodio, strettamente legato a questo, ossia “Found”.
Anche se, d’altro canto, questa sorta di pre-finale in realtà è molto più completo di quanto voglia far credere. In un’ora Wells riesce a mettere in scena il perfetto leitmotiv di una stagione e, allo stesso tempo, riassumere in pieno lo spirito dell’intera serie. Come recita lo stesso dottore nella citazione sopra riportata, a proposito del capo-famiglia, c’è un mantra ben preciso che accompagna le vicissitudini dei Gallagher: possono cadere, non per forza sempre in piedi, in maniera anche oltremodo tragica, ma alla fine riescono puntualmente a rialzarsi. Si capisce che stiamo assistendo ad un cruciale punto d’arrivo per il percorso personale di ogni membro della famiglia, proprio considerando quanto è rovinosa la rispettiva caduta. Ma un indizio ancor più palese è dettato dalla quantità di momenti tra fratelli (o addirittura, come nello scorso episodio, tra padre e figlia), caratterizzati da una certa nostalgia e soprattutto da una significativa maturità, specie perché arrivati dopo stagioni in cui li abbiamo visti davvero distanti come non mai (e si è sentito).
Basti pensare al dialogo Carl/Debbie, con il primo colpito dalla lettera di rifiuto di West Point (oltre che dalla rottura con Kelly), privato in un sol colpo delle uniche certezze per il proprio futuro; la seconda, invece, protagonista di una sottotrama magari non eccezionale negli sviluppi, ma fortissima nella sua (forse) risoluzione, con quel “perché nessuno mi ama” a rappresentare il suo primo segno di cedimento da quando ha rimesso in sesto la propria vita, ossia da quando si è costruita questo personaggio di fredda e solida donna indipendente. Va ricordato, dopotutto, che la scelta di avere un figlio è pur sempre nata dal suo desiderio di farsi una famiglia da sola ed è quindi come se adesso, che finalmente ha trovato stabilità finanziaria per provvedere al sostentamento di Franny, le manchi solo un compagno/compagna per suggellare la riuscita del proprio progetto. Non è un caso, allora, che proprio in Carl e, più in generale, nei suoi fratelli trovi il conforto giusto, in una stagione che, ripetiamo, vede i Gallagher sì rialzarsi, ancora, come sempre, ma stavolta all’unisono e non più in solitaria.
Chi, prima di tutti, è stato capace di rialzarsi è stato Lip, la cui vita però non smette di metterlo alla prova. A contrario di Fiona, lui è riuscito a curar prima se stesso, ed è come se prima con Xan e ora con la gravidanza di Tami, l’universo voglia dirgli che adesso è davvero pronto per curare un’altra persona. E proprio Tami potrebbe rappresentare la sua compagna perfetta: intelligente e sveglia quanto lui, tormentata però interiormente dalla mancanza di prospettive, anche se nel suo caso (scopriamo in questo episodio) dettate da problemi di salute. Entrambi cresciuti con modelli genitoriali tutt’altro che perfetti, attirati, nel profondo, dalla possibilità di poter essere migliori di loro.

Si ritorna, se non si fosse capito, sempre lì. Non è allora affatto un caso che in “Lost” Frank, pur non avendo una storyline nuova e originalissima, quantomeno per lui (solito ricovero, solita richiesta di droghe, solite gag da parte di dottori scioccati), rimanga comunque così centrale e protagonista di scene comunque memorabili ed esclusivamente “senza vergogna”. Perché tutto parte da lui: anche se negativamente, nella sua assenza è stato cruciale nella crescita dei figli, come ricorda Fiona nel suo discorso agli alcolisti anonimi. Sono tutti cresciuti “forti”, come ripete Lip alla sorella, ma ciò non vuol dire che non abbiano diritto di mostrare fragilità (vedi Liam che, pur ironicamente, all’apparenza, fa comunque notare che i suoi fratelli non si sono accorti della sua sparizione per due giorni). La storyline di Fiona acquista il suo massimo senso proprio da questo punto di vista, in una sorta di chiusura di un cerchio che però resterà sempre drammaticamente in bilico, sempre sull’orlo di cadere rovinosamente, perché il peso delle esperienze passate resterà impossibile da annullare. Ma la sua forza, cosa che vale per tutti i Gallagher, non consiste nella capacità di non fallire nuovamente, piuttosto, come testimonia il perfetto finale d’episodio, in quella di rialzarsi, ancora e ancora.

Fiona:”I don’t know what happened. It just all fell apart so fast.
I don’t really know what I’m supposed to do now.
Lip:”Only thing you can do. You get back up. You start over.
Fiona:”It’s that easy, huh?
Lip:”No, it’s fucking hard, but you’re strong.
Fiona:”Are you sure?
Lip:”Yeah. I’m sure.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Frank e gli ospedali 
  • Carl e Debbie 
  • Lip e Fiona 
  • Lip e Tami 
  • Liam, da solo 
  • Kev e V. dopo un periodo di anonimato, negli ultimi episodi, si stanno fortunatamente riprendendo la scena
  • Pur drammatica e coinvolgente, resta il fatto che il declino di Fiona, dominato da una spirale di alcol, droga e guai con la legge, possa dar di già visto. Voluto sì, ma magari poco originale, a livello di pura trama

 

“Lost” è il primo significativo atto di un finale capace di racchiudere perfettamente il mantra dei Gallagher. Un episodio in cui perdono tutto, tranne la volontà di rimboccarsi le maniche e ricominciare, per l’ennesima volta. Chissà che, visto il titolo del prossimo episodio, “Found”, sia anche un indizio su dove Wells & co. vogliano andare a parere per la conclusione della loro storia (e quindi, dell’intera serie).

 

You’ll Now The Bottom When You Hit 9×12 0.81 milioni – 0.2 rating
Lost 9×13 1.12 milioni – 0.4 rating

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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