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Why Women Kill 1×06 – Practically Lethal In Every WayTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/Why Women Kill by

K: “Well darling, don’t you think you’ve had enough.”
S: “Of you? Yes, of Chardonnay? Never.”

Le donne di Marc Cherry hanno tutte una caratteristica in comune che è rappresentata, in vesti differenti per ognuna, dall’inarrendevolezza.
Per quanto ognuna di esse possa essere esausta di lottare in questa vita con i piccoli e grandi problemi di essere donna e moglie e per quanto ogni giorno sbuchi fuori un motivo per cedere, esse non cedono.
Beth Ann è finora sicuramente la protagonista indiscussa della serie e il personaggio più appassionante tra tutte, vuoi per la sua innata empatia, per la sua tenerezza o per le sue buffe maniere, Beth Ann è riuscita fin da subito a conquistare il cuore di tutti.
Ad ogni modo, i suoi travolgenti e bizzarri modi non sono l’unico motivo di successo di un personaggio che, oltre ad essere simpatico, è ben scritto. Nonostante la fantasiosa storyline dell’amicizia nata con l’amante del marito, il personaggio interpretato da Ginnifer Goodwin ha la caratterizzazione migliore delle tre protagoniste, mostrando in ogni episodio una stratificazione del character non così ovvia a primo acchito.
Quello che è chiaro di Beth Ann è che appare come una casalinga perfetta che viene tradita dal marito (qualche ricordo?!) probabilmente stanco di una routine vissuta ormai per troppo tempo. Ma è ciò che non sappiamo a dirci del buffo personaggio molto di più di quello che vediamo e così le due parole sussurrate in una confessione all’amica, circa la morte della figlia, cominciano a rendere ben più chiaro il quadro. E aiutano a comprendere, forse, perché nonostante il persistente adulterio del marito, Beth Ann non si arrende alla fine del suo matrimonio, sopportando l’umiliazione di essere lasciata a casa ogni sera. E non si arrende nemmeno di fronte ai matrimoni degli altri, a quanto pare: la nuova vicina di Beth Ann è l’occasione per portare un po’ di scompiglio, una nuova amica e una, letteralmente, partner in crime.
Se il 1963 si sofferma in un piccolissimo momento di riflessione, il 1984 è la pura commedia della serie, regalando sempre leggerezza e sorrisi.
Simone nel corso delle puntate ha accumulato delle storyline riempitive, in cui oltre all’omosessualità del marito non è stato prodotto poi molto ai fini della trama ma, ammettiamolo, resistere a Lucy Liu è impossibile. E poi, infondo, a parte la spensieratezza del suo minutaggio, bisogna riconoscere che anche Simone è una donna sofferente: nonostante i tre matrimoni e gli anni che avanzano sempre troppo in fretta, la donna non ha nessuna intenzione di arrendersi ad una vita senza amore. L’allettante proposta del marito di rimanere sposati inscenando il matrimonio perfetto di fronte alle arpie dell’alta società non fa alcuna leva sul personaggio di Simone, che è pronta a divorziare una terza volta pur di non avere accanto un uomo che non la ama.
L’annata più debole della serie, nonostante i grossi sviluppi di trama, continua ad essere il nostro 2019 dove a non funzionare non è la storyline bensì i suoi personaggi.
Eli ha sempre quest’aria di chi è trainato dagli eventi, lasciandosi trasportare dalle donne che dividono con lui la cucina e il letto. Jade, dalla punta del triangolo, appare solo come figurina, rappresentando il pretesto per innescare la bomba nella coppia sposata, non avendo un minimo di caratterizzazione o di spessore; mentre Taylor, terza protagonista della serie, è ancora, dopo sei episodi, un personaggio insipido. Soffrendo forse il paragone con le due colleghe che spiccano entrambe per pregi differenti, la bella avvocatessa non riesce a spiccare il volo, pur disponendo di una trama che si evolve in ogni episodio.
Peccato, perché le basi per un personaggio cazzuto ci sono tutte e in questo threesome gli animi si stanno così scaldando che manca poco e ci scappa il morto. Sicuro.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tecnica narrativa sempre molto efficace
  • Ginnifer Goodwin e il suo personaggio
  • Storyline di Beth Ann e la sua nuova amica
  • Lucy Liu è favolosa 
  • Sebbene i difetti elencati nella recensione, la serie regala ogni settimana 40 minuti che trascorrono piacevolmente
  • Alle volte queste tecniche narrative danno la sensazione di essere una lungaggine  
  • Eli e Jade personaggi senza un minimo di scrittura 
  • Taylor è un personaggio ancora inesplorato e appare la meno travolgente delle tre protagoniste
  • Tuo marito che si innamora del tuo parrucchiere. Seriously?

 

Un sesto episodio sicuramente migliore del precedente: l’introduzione dei testimoni porta con se nuovi meccanismi e alimenta i moventi delle tre mogli. Ora mancano solo gli omicidi.

 

There’s No Crying In Murder 1×05 ND milioni – ND rating
Practically Lethal In Every Way 1×06 ND milioni – ND rating

 

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