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Fargo 4×06 – Camp EleganceTEMPO DI LETTURA 3 min

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Con la morte di Doctor Senator nel precedente episodio, questa quarta stagione finalmente entra nel vivo, dopo un inizio di stagione certamente non brillante rispetto agli altissimi standard qualitativi a cui Fargo ha abituato il suo pubblico.
La guerra è ormai entrata nel vivo e questo è sicuramente un bene per un prodotto seriale che fino ad ora, narrativamente parlando, di certo non ha entusiasmato gli spettatori, per quanto la qualità della serie sia innegabile.
Infatti la splendida regia di Noah Hawley rimane il vero nocciolo dello show, con delle scene girate alle perfezione, tra cui non si può non menzionare il bellissimo agguato a Gaetano, girato in modo egregio in ogni minimo particolare, dalla musica alle inquadrature, da quello che si vede a quello che non si vede e viene lasciato intuire agli spettatori. Chapeau.
A convincere meno è invece la scelta autoriale di farlo sopravvivere, elemento non solo poco veritiero visto l’importanza del colpo subito dal personaggio, ma anche discutibile a livello narrativo per un character che con la sua morte avrebbe chiuso alla perfezione il suo ciclo narrativo.
E’ inutile dire che il fratello minore dei Fadda è interpretato alla perfezione da Salvatore Esposito, per un personaggio che sembra essere stato scritto appositamente per lui.
Questo sesto appuntamento è probabilmente quello che si avvicina di più al mondo creato in Fargo, con una serie di situazioni violente e grottesche allo stesso tempo, con l’assalto al poliziotto nevrotico tanto per citarne una, che caratterizzano la società criminale dell’epoca divisa in sanguinarie fazioni pronte a tutte pur di controllare il territorio e fare affari.
E’ da segnalare però che la trama, almeno per ora, non brilli certo per originalità e soprattutto la durata biblica degli episodi è veramente eccessiva, ben 60 minuti a puntata, per un plot narrativo di sé già appesantito da una ritmo narrativo molto lento, che mette a dura prova lo spettatore durante la visione, visto che colpi di scena e momenti di action dura e pura di certo non abbondano; un problema rilevante per un prodotto televisivo che è stato pensato per durare 11 episodi e quindi ben 11 ore di storia, sicuramente non poco.
Con la guerra ormai esplosa tra le due fazioni rivali, nella seconda metà di questa quarta stagione è lecito aspettarsi non solo fiumi di sangue in pieno stile Fargo, ma anche un deciso cambio di passo narrativo, necessario affinché la serie decolli definitivamente e possa esprimere al meglio il suo enorme potenziale, ma che fino a questo momento lascia abbastanza insoddisfatti. Si può e si deve fare di più.
Tra poliziotti nervosi e pieni di tic, folli infermiere mentalmente instabili e peculiari sceriffi mormoni, il parco personaggi di Fargo si conferma essere veramente particolare e unico nel suo genere, non resta che valorizzarlo al meglio visto che il comparto tecnico è già perfetto e la serie può anche vantare una reputazione positiva costruita negli anni, grazie allo splendido mondo derivante dal film dei fratelli Coen e ricreato dagli autori sin dalla prima stagione

 

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La splendida regia di Noah Hawley
  • Bellissima la scena dell’assalto a Gaetano ma…
  • Salvatore Esposito perfetto in un ruolo praticamente scritto per lui
  • Finalmente la guerra entra nel vivo e anche la stagione stessa
  • Veramente eccessivo il minutaggio, soprattutto per un ritmo narrativo così lento
  • …ma poco veritieria la sua sopravvivenza

 

Un buon episodio per la serie antologica di casa FX che si conferma un ottimo prodotto seriale ma, al momento, non all’altezza non solo delle aspettative ma anche all’inevitabile paragone con le tre serie precedenti. La virtuosa regia rimane il punto forte dello show, ma una lentezza narrativa non facile da digerire, soprattutto a causa del lunghissimo minutaggio, compromette in parte la riuscita dell’opera. La valutazione della puntata è sicuramente alta, ma il massimo dei voti è ben lontano dall’essere raggiunto.

 

 

Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

3 Comments

  1. Che aveva di così eccessivo il minutaggio di questa puntata? È durata 40 minuti.

  2. Nel senso che, pur non avendo tanto da dire, non è necessario fare episodi sempre “lunghi”. Tra l’altro in questa stagione ci sono state puntate peggiori in tal senso…

  3. Per carità sì, ma questa era davvero corta. Poi sull’allungare il brodo in generale sono pienamente d’accordo. Stagione carina ma senza infamia né lode per ora.

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