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Killing Eve 3×02 – Management SucksTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dopo una season premiere abbastanza deludente, era facile non aspettarsi granché anche da un secondo episodio qualsiasi e, almeno da questo punto di vista, la sorpresa non si è rivelata tale.
Se “Slowly Slowly Catchy Monkey” era stato un episodio fortemente lento nel regolare un qualsivoglia punto della situazione riguardo tutti i personaggi, “Management Sucks” viene gestito quasi allo stesso modo, con eventi significativi quasi nulli tranne per la consueta spinta finale.
Normalmente, il modo indolente con cui Killing Eve ha deciso di descrivere l’andamento delle vite dei personaggi nel post “You’re Mine” potrebbe essere considerato altamente studiato e dedito soprattutto alla forma, ma qui si parla pur sempre di una serie composta da appena 8 episodi a stagione, e il tempo da perdere scarseggia. Paradossalmente, uno degli aspetti migliori della serie della BBC si sta rivelando un’arma a doppio taglio: Killing Eve è un prodotto dall’indubbia bellezza scenica, dove la regia e la fotografia si prendono spesso il primo piano. Ed è qui che subentra il problema.
Prendendo in esame gli ultimi due episodi, ciò che emerge maggiormente è una cura perfetta nei dettagli e nelle inquadrature, come se occupare un intero episodio solo di cotanta bellezza fosse lo scopo primario. A livello di sostanza, infatti, il risultato si ritrova ad essere nettamente inferiore rispetto alla forma. Una critica, questa, che non si riferisce neanche solo a questi primi due appuntamenti stagionali, ma può essere tranquillamente ampliata anche al recente passato. La trama continua per ora a girare intorno a sé stessa senza una direzione ben definita, portando la serie ad assomigliare sempre più ad un crime qualsiasi, dove tutti quegli elementi di novità, twist e potenza narrativa della prima stagione non riescono più ad essere protagonisti.
“Management Sucks” non riesce a ritrovare la sua verve neanche nel post-morte di Kenny, con questa storyline che viene ovviamente utilizzata per riportare Eve al centro delle indagini ma che si trascina dietro già una lentezza sistematica nella sua elaborazione. Una lentezza che ben si sposa con la depressione della Polastri, giustamente ancora scossa per quanto avvenuto a Roma ma che, tuttavia, appare ancora estranea allo spettatore che non ha potuto essere testimone primario dell’intero post sparo.
Ad un’Eve abbastanza apatica, risponde invece una sempre vulcanica Villanelle che da parte sua fa anche lei i conti con una trama che non decolla. La relazione con la nuova “tutor” non si rivela accattivante da un punto di vista narrativo, mentre il cambio di ruolo che l’assassina ha portato avanti nella puntata, nelle vesti di “responsabile” di giovani killer in erba, ha avuto il solo scopo di movimentare la trama verticale in puro stile Villanelle.
A dare manforte alla storyline stagionale è invece emersa in maniera mirabile la figura di Carolyn. Nessuno si aspettava i pianti a dirotto da parte della donna dopo la morte del figlio e così è stato, rimanendo fedele alla sua caratterizzazione: apparentemente fredda per gran parte dell’episodio, per poi lasciarsi andare nel suo privato, il lutto di Carolyn è stato mostrato in maniera impeccabile. Così come risulta organica la trama tracciatale davanti, mirata a scoprire gli artefici della morte di Kenny mentre da un altro lato dovrà lottare per riprendersi la sua posizione nel MI6.
Restando in casa di Carolyn, questa puntata vede l’esordio di un nuovo personaggio nella figura di sua figlia Geraldine (con un bel casting che vede nel ruolo l’ex attrice di Game Of Thrones Gemma Whelan). Da questo punto di vista al momento non si comprende bene l’utilità di far sparire un personaggio (Kenny) per buttarne nella mischia un altro con simili retroscena, ma naturalmente al momento vige il beneficio del dubbio sperando in un futuro attivo nella trama anche per questa new entry. Per ora, ci si deve accontentare di vederla utilizzata come mero accessorio per i fini di Konstantin, seppur anche qui i dubbi restano tutti aperti.
Intanto, il finale tenta di lanciare una scintilla sui prossimi episodi con Eve e Villanelle che lasciano riemergere l’ossessione l’una per l’altra. Questo dovrebbe quindi essere il catalizzatore per l’imminente sviluppo ma speriamo che sia condito anche da un po’ di vera azione.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Bellezza estetica dell’intera serie…
  • Konstantin e Villanelle
  • La messa in mostra del lutto di Carolyn
  • …che tuttavia fa perdere di vista l’importanza dei contenuti
  • Un senso di trama che non si trova: tutto ancora molto confuso e distanziato

 

L’ossessione è tornata, l’azione quando?

 

Slowly Slowly Catchy Monkey 3×010.44 milioni – 0.1 rating
Management Sucks 3×020.34 milioni – 0.1 rating

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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