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The Bear 1×05 – 1×06 – Sheridan – CeresTEMPO DI LETTURA 3 min

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The Bear 1x05 recensione Guardando a The Bear, questi due episodi sono gli unici che non vedono Christopher Storer interagire direttamente nè nella scrittura, nè nella regia. Il che non vuol dire assolutamente che si tratti di due puntate di livello inferiore alle precedenti, anzi, però è interessante constatare come lo showrunner si sia fatto da parte nonostante una certa metodicità dimostrata sia nel pilot che negli altri episodi.
Il risultato, come si diceva, non è assolutamente inferiore alle aspettative e si fa riconoscere sempre per un ottimo mix di litigi, problemi improvvisi, ripicche e, tendenzialmente anche un’analisi psicologica dei personaggi che arriva spontaneamente da tutto ciò.
Se poi a questo si aggiunge una sorprendente guest star come Jon Bernthal che ruba la scena a tutti nonostante i due minuti secchi di presenza in un episodio, allora non si potrà che riconoscere a Storer e soci il sorprendente lavoro di scrittura fatto attraverso quell’enorme mole di cose non dette e non mostrate al pubblico.

SPACCIO DI DROGA, ALLAGAMENTI E RISSE


“Sheridan” e “Ceres” sono due episodi piuttosto movimentati che presentano diverse problematiche da risolvere per Carmy e lo staff. Tra fusibili che saltano,, barbecue improvvisati all’aperto, risse e spaccio cocaina, The Bear continua a mostrare tutta una serie di situazioni impreviste che danneggiano il ristorante, la tipica pioggia sul bagnato praticamente.
Guardando il bicchiere mezzo pieno però, si potrà constatare anche un miglior affiatamento dello staff con Sydney pronta a risolvere la situazione con un pizzico di intraprendenza, Carmy pronto a risollevare il morale del team e più in generale una coesione che mancava nelle prime puntate e che è comunque ancora presente nella figura di Tina.
L’unico che sembra non riuscire a trovare la quadra della situazione e che, anzi, continua a provocare danni, è Richie, probabilmente il character più interessante dello show vista la sua imprevidibilità e negatività. Tra lo spaccio di cocaina e la soffiata alla polizia, il faccia a faccia con Tina rappresenta la punta dell’iceberg che dimostra tutta la sua fragilità in un contesto che non gli appartiene più. Ed è quindi più che lecito aspettarsi altri peggioramenti su questo fronte.

The Bear 1x06 recensioneIL PUNITORE È MIO FRATELLO MORTO


Vedere Jon Bernthal nelle vesti di Michael “Mikey” Berzatto è un qualcosa di difficilmente prevedibile a meno che non ci si sia spoilerati il suo ruolo su Wikipedia o IMDB. Ed è sorprendente sia perchè si fa fatica a collegare il volto dell’attore con un character ambivalente ma tendenzialmente buono come Mikey visti i ruoli più che negativi nel curriculum di Bernthal (il Sergente Wayne Jenkins in We Own This City e Frank Castle in Punisher), sia perchè nei pochissimi minuti con Bernthal protagonista si riesce ad avere un’idea piuttosto chiara del tipo di carisma e di persona che Mikey fosse. Qualcuno molto caciaroso, bonario ma, sotto sotto, con molti problemi che, se discussi ad alta voce, semplicemente avrebbero minato quella figura di leader e di fratello maggiore che aveva in famiglia.
Non ci si stancherà mai abbastanza di ripetere questo concetto: Storer ha impostato “una scrittura per differenza” dove tutto ciò che non viene detto fa rumore e crea conseguenze e quella stratificazione necessaria per tridimensionalizzare i personaggi. È un qualcosa che a prima vista potrebbe sembrare superficiale ma che, se fatto con criterio ed in un certo modo, porta ad un risultato inaspettato come questo. Quindi ben venga vedere Bernthal per 2 minuti ogni stagione se questo è l’effetto che fa.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La sorprendente apparizione di Jon Bernthal
  • Richie e la sua fatica nel trovare un posto all’interno del locale
  • La rissa nel locale
  • La rissa fuori dal locale
  • La scrittura per differenza
  • I vari confronti tra Carmy e lo staff
  • Rimane la sensazione che The Bear non abbia ancora espresso tutto il suo potenziale
  • Forse un po’ troppi problemi che continuano a susseguirsi, ma si tratta di un commento un po’ pignolo

 

The Bear continua a confermarsi una piacevolissima sorpresa in grado di intrattenere benissimo e continuando a suscitare una forte voglia di binge-watching. La sensazione è che tutto continuerà a migliorare…

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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