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Stranger Things 4×04 – Chapter Four: Dear BillyTEMPO DI LETTURA 4 min

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Stranger Things 4x04 RecensioneStranger Things si è simpaticamente catalogato tra gli show ben fatti e dai grandi investimenti che si ama odiare. E la colpa non è soltanto di chi si diverte e trova stimolo intellettuale nel denigrare una qualsiasi opera. La colpa è anche del modo, estremamente sfacciato, con cui la piattaforma produttrice plasma la scrittura dello show in base alle reazioni ottenute dal pubblico nella stagione precedente.
Non ci sarebbero altrimenti episodi che raggiungono l’ottantina di minuti. Oltre al quantitativo smisurato di confronti tra ragazzi e adulti. La prima stagione aveva creato un contesto che al pubblico era piaciuto, di conseguenza questo contesto è stato espanso a dismisura.
Eppure, “Chapter Four” ricorda che Stranger Things è anche uno show che fa belle cose. Che forse concentrarsi su narrativa ed effetti scenici porta a risultati che riescono a mettere d’accordo tutti. Che Max è un bel personaggio e che mettere una canzoncina accattivante in una scena visionaria lascia lo spettatore con il fiato sospeso e anche discretamente appagato.

TRAME CONVERGENTI


Il quarto episodio riesce a far entrare il pubblico nel vivo di quanto seminato, riducendo quanto necessario i momenti di amicizia, fratellanza, ship e simili, iniziando a fare sul serio per quanto riguarda la trama principale, anzi le trame principali, dello show.
California e Hawkins, alcuni personaggi da una parte, altri da un’altra. Eleven ormai in piena fase da supereroina addestrata per riacquistare i suoi poteri. Il resto della gioventù a svolgere indagini, ognuno con le sue complesse personalità, ognuno con i propri fantasmi interiori da affrontare.
Indubbio quindi che con la fuga di Will, Michael e Jonathan, oltre al reclutamento di Eleven, le trame, almeno della parte minorenne del cast, sono destinate a convergere dopo questa separazione iniziale.

JOYCE E MURRAY


Dopo essere stata la sotto trama forse più in sordina, Joyce, Murray e il fuggiasco Hopper, con uno slancio di orgoglio catturano l’interesse di chi guarda. Forse di questi tempi infierire sulla tematica della guerra fredda, cara agli anni ottanta, evidenziando la malvagità dei russi, risulta sicuramente una carta vincente. A parte questo, però, un salvataggio immediato di Hopper sarebbe apparso forzato, in quanto sarebbe stato un palese allungamento del brodo dei precedenti episodi, con tanto di già citata lente di ingrandimento sulla situazione diplomatica di quegli anni.
Non si sa dove porterà questo spicchio di trama, fatto sta che ora la componente adulta dello show si trova in una situazione assolutamente non semplice. Il tutto potrebbe anche districarsi in parallelo rispetto al Vecna, ma la situazione critica valorizza quanto visto finora nelle parentesi riservate a Hopper da una parte e a Joyce dall’altra.

MAX


Era necessario trovare un punto debole del Vecna per dare il via allo scontro tra i piccoli eroi disadattati e l’improbabile mostro che si nutre di sensi di colpa e mal di testa. La morte di Max avrebbe sicuramente rappresentato un duro colpo al cuore dello spettatore intenerito, allo stesso tempo avrebbe avvolto la serie da quell’aura di crudeltà che spesso tanto piace.
Allo stesso tempo, però, la già citata risoluzione di trama, unita ad una carrellata di fotogrammi di stampo nostalgico, una canzone di Kate Bush ritornata in classifica per l’occasione e una corsa attraverso uno spettrale regno oscuro verso l’unica finestra di speranza, consacra Max a personaggio prestigioso, degno di attenzione e di sviluppi soddisfacenti. Se a questo si aggiunge che si apre ufficialmente la battaglia con il Vecna e che la sequenza risulta estremamente godibile, non si può che parlare di obiettivo pienamente raggiunto.
Nota a margine per il flashback che porta lo spettatore a uscire dall’atmosfera degli anni Ottanta per catapultarsi qualche decennio indietro. La famiglia di Victor Creel distrutta dalla stessa minaccia che sta colpendo Hawkins nel 1986 presenta allo spettatore una mitologia espansa dell’universo di Stranger Things.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Sequenza finale
  • Trame convergenti
  • Il recupero di Hopper si complica
  • Il flashback
  • Apertura verso lo scontro del Vecna
  • Forse il minutaggio continua ad essere eccessivo e rende annacquati i bei momenti

 

Scene schifosamente goduriose come la sequenza finale sono quelle che ci si aspettano da una serie di successo come Stranger Things. Episodio forse migliore finora, non ancora da valutazione massima perché un finale come quelli di “Dear Billy” dovrebbero essere almeno 3-4 a stagione. Anche il minutaggio eccessivo, come già detto, benché scorra rapido, rischia di annacquare un po’ il tutto. Ma arrivati a questo punto della stagione non si può non essere soddisfatti.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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