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I Leoni Di Sicilia 1×07 – Episodio 7TEMPO DI LETTURA 3 min

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I Leoni Di Sicilia 1x07 recensioneIn maniera repentina e con l’utilizzo di un notevole salto temporale, I Leoni Di Sicilia si avvia verso la fine della generazione guidata da Vincenzo Florio, ormai potente magnate di uno Stivale non ancora unito. 
Il settimo episodio, lasciando momentaneamente da parte gli affari del Regno e dei Florio, si concentra sulla vita familiare, puntando i riflettori sul bizzoso carattere del capofamiglia che gestisce, con qualche difficoltà, i suoi leoncini di Sicilia.

UN SALTO TEMPORALE: 1854


L’intento di introdurre un notevole salto temporale è una strategia spesso utilizzata nelle narrazioni familiari. D’altronde, non si potrebbe analizzarne le evoluzioni se non con il dovuto distacco tra un evento e l’altro.
La formazione di Vincenzo Florio, il suo rapporto con lo zio Ignazio e la sofferenza patita a causa del freddo carattere di Paolo Florio sono tutti elementi visibili nella futura gestione della propria famiglia. Sotto questo punto di vista l’episodio è chiaro, tuttavia pare (forse anche troppo) ricalcato il temperamento di Vincenzo che finisce per diventare una macchietta, perdendo tutto il fascino e la veridicità del personaggio.
Anche il rapporto con la stessa Giulia è rivisitato in favore di una chiave di lettura politically correct che vuole a tutti i costi suggerire che la signora Florio non si sia mai sottomessa al marito. Messaggio apprezzabile, ma che dovrebbe cedere il passo al dipinto della società ottocentesca. 

QUALCOSA CONTINUA A NON FUNZIONARE


L’episodio cerca di toccare tutti i punti fondamentali della storia dei leoni ed effettivamente ci riesce: il risentimento delle figlie nei confronti di un padre che ha voluto riconoscerle solo dopo l’arrivo del primogenito maschio, l’insofferenza di Ignazio che sente sulle spalle il peso di non deludere il padre e il regno che ha costruito, e c’è anche spazio per la vecchiaia di Giuseppina, logorata da una vita fatta di risentimento e oppressione.
Eppure qualcosa in questo I Leoni Di Sicilia non funziona. Ma cosa? La storia sembra animata da personaggi stereotipati, i cui pensieri, azioni e persino battute risultano facilmente prevedibili. La saga dei Florio è notevolmente romanzata anche dalla Auci che ha inventato di sana pianta alcune cose e immaginato il carattere di ogni singolo personaggio. Ma nonostante questo, gli uomini e le donne che si intrecciano tra le pagine del libro riescono a evocare una sensazione di realtà, caratteristica che manca totalmente nella serie tv.
Il tentativo di rendere Giulia un personaggio più avvincente e Vincenzo un burbero dalla battuta sempre pronta in dialetto siciliano ha, paradossalmente, segnato il fallimento della riproduzione televisiva. L’esigenza di semplificare intrecci ha portato all’emersione di caratteri banali e poco interessanti che si alternano in una storia che, quand’anche non si fosse letto il libro, si sa già dove va a parare.

GLI EPISODI POTEVANO ANCHE ESSERE IL DOPPIO…


…ma forse non sarebbe cambiato poi molto. Non vi era certo la necessità di raccontare tutte le vicende che si alternano nel libro; quello che però era indispensabile era creare una solida base narrativa osando molto di più nei dialoghi, nella ricostruzione di vicende, caratteri e interazioni. Anche il frivolo intrattenimento può essere fatto bene. Sarebbe bastato così poco.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Costumi, scenografia e ambientazioni suggestive
  • Introduzione della fase di Ignazio Florio
  • Narrazione repentina, il salto temporale non aiuta
  • Purtroppo la serie non pare essersi rilevata all’altezza della massiccia pubblicità condotta ormai da mesi 
  • Un episodio intero che gira sempre sullo stesso argomento: il caratteraccio di Vincenzo
  • Il personaggio di Vincenzo Florio è ormai una macchietta 
  • Giulia Portalupi, famosa icona femminista del 1800
  • In generale i personaggi risultano piatti e prevedibili
  • Laura Pausini come scelta per i titoli di coda

 

Il settimo episodio non si discosta affatto dalle considerazioni già fatte in precedenza. Purtroppo, nonostante l’indubbia qualità della macchina messa in moto dalla produzione, la serie tv non sembra all’altezza delle aspettative e, soprattutto, della massiccia pubblicità condotta da mesi.

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Lunatica, brutta, cinefila e mancina. Tutte le serie tv sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.

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