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The Late Night With Recenserie 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 7 min

 

Buona notte a tutti.
Inauguriamo oggi qualcosa di non estremamente innovativo ma che ha sempre appassionato un po’ tutti all’interno della Redazione di Recenserie: il Late Night Show. L’obiettivo è quello di dar voce e di far luce su specifiche tematiche che vengono spesso toccate nelle singole recensioni ma che non trovano spazio e voce (anche giustamente) al loro interno.
Così come i famosi Late Night Show americani da cui traiamo apertamente ispirazione, anche questo appuntamento, che vorremmo tenere ogni due giovedi notte, è necessariamente costituito da alcuni “ospiti” che in questa 1×01 portano il nome di Aldo Longhena, Sara M. Fabrizio PaolinoEd essendo un episodio pilota, il tema non poteva essere altro che “Pilot”.

 

  • Qual è il pilot di una serie non mainstream ma molto più di nicchia che vi ha subito fatto venir voglia di guardare il secondo episodio? E cosa vi aveva colpito?
    FABRIZIO: Avendo all’attivo più di trecento serie televisive viste non è mai facile scegliere UNA sola serie, quindi per levarmi d’impiccio ne citerò tre: prima fra tutte una serie che meriterebbe maggior riconoscimento ma che purtroppo tuttora non può che essere considerata mainstream, The Leftovers, serie che tra i suoi ideatori può vantare un certo Damon Lindelof e che mi rapì fin dai primissimi minuti del pilot; poi mi sento di citare Years And Years, miniserie made in UK che ci mostra un futuro distopico non troppo lontano e che grazie ai suoi interpreti riesce a incantare lo spettatore praticamente subito facendogli venire voglia di divorare le sue sole 6 puntate in un pomeriggio; infine non posso che inserire in questa top 3 Man Seeking Woman, comedy dallo stile unico e brillante capace di far innamorare chi sta guardando fin dal primo siparietto comico.

    ALDO: Il trittico di prodotti più recenti che mi vengono in mente sono sicuramente Ozark, Dark ed Undone.
    Dark ora come ora non può sicuramente essere accostata al termine “di nicchia” considerato il successo riscosso, ma tornando indietro a dicembre 2017 devo ammettere di essere rimasto rapito dal tipo di storia e dalle tinte scure che la serie aveva. Senza contare la (sempre fondamentale) soundtrack di accompagnamento.
    Ozark credo sia ancora oggi (per gravissimo errore di valutazione di molti) una serie di nicchia. Eppure è uno dei criminal drama migliori che abbia mai visto. Nonché uno dei prodotti originali di Netflix migliori a mio avviso: Jason Bateman potrebbe fare anche lo scopino del bagno ed avrebbe comunque catturato la mia attenzione.
    Undone è un piccolo gioiellino di casa Amazon Video, invece. In questo caso a colpirmi è stata, oltre che la storia, la tecnica di animazione utilizzata, il rotoscopio. Dopo aver visto le prime scene la mia mente non ha potuto fare a meno di ricollegarsi a due dei film di Linklater che adoro: A Scanner Darkly e Waking Life. Amore a prima vista.

    SARA:
    Apprezzate e pluripremiate dalla critica ma, purtroppo, ancora poco considerate dal pubblico, il duo The ActWhen They See Us sono le serie più recenti che mi saltano subito in mente. Entrambe tratte da storie vere e quindi con un finale già a portata di mano su Wikipedia, la capacità di attirare prepotentemente l’attenzione sin dal pilot per queste due miniserie va oltre il semplice “sapere cosa succede”. Con performance straordinarie di Patricia Arquette e Joey King, The Act riesce a rapire lo spettatore sin dai primi istanti con piccoli input, sguardi e frasi non dette che nascondono molto altro. When They See Us, invece, è semplicemente un pugno nello stomaco, una serie straziante ma che tiene incollati dall’inizio alla fine. Elemento comune delle due serie poi, è soprattutto la capacità di far empatizzare in maniera quasi estrema con i protagonisti sin da subito e una volta creato questo sentimento è impossibile non lanciarsi in una visione compulsiva.

 

  • Pilot preferito che hai recensito? Quello che hai odiato?

    FABRIZIO: Sul mio preferito sono abbastanza combattuto tra quello di Ash Vs Evil Dead e quello di The Generi, due serie che poi ho adorato esattamente come il loro episodio pilota, ma se devo scegliere in base al divertimento nella stesura della recensione scelgo la serie di Maccio Capatonda. Su quello odiato invece non ho alcun dubbio: Crossbones, serie sulla pirateria con protagonista John Malkovich, monnezza indicibile e per giunta primo pilot recensito per Recenserie.

    ALDO: Suonerò come un disco rotto, ma pilot preferito sicuramente Ozark. Anche se Gangs Of London mi ha entusiasmato in maniera molto simile. Quello odiato è sicuramente Pandora. Un vero e proprio abominio che, ho letto proprio ora, essere anche stato rinnovato. Che pattume.

    SARA:
    Questa sembrerà una risposta strana perché non ho continuato a recensire il resto della stagione, tuttavia tra i miei pilot preferiti spicca The Morning Show. Un primo episodio che ho adorato recensire più per la ricerca e l’analisi che vi è dietro lo scritto, dovuto ad un particolare interesse per il tema dei mass media affrontato appunto nello show. Tra i pilot più odiati invece non posso non menzionare Élite: un festival del trash che non è riuscito a trasformarsi neanche in guilty pleasure. La parte peggiore? Mi sono ritrovata a guardare tutta la prima stagione (ma solo quella)… purtroppo c’era un assassino da scovare.

 

  • Sindrome OCD: qual è il pilot che hai maledetto di aver visto perché ti sei sentito obbligato a seguire la serie fino alla sua conclusione?

    FABRIZIO: Me ne vengono in mente un paio: Empire e Falling Skies. In entrambe le occasioni mi sono ritrovato a maledire quel maledetto pilot, ma sul lungo periodo posso dire che almeno Falling Skies faceva schifo in maniera tutta sua, sguazzando così tanto nel trash da diventare un cosiddetto “so bad is so good“. Empire invece mi ha letteralmente rubato una settantina di ore della mia vita, e per questo non finirò mai di maledire chi me lo consigliò.

    ALDO: All’inizio credo sia un problema comune un po’ per tutti. Bene o male ci si affeziona ai personaggi o rimane il desiderio recondito di vedere dove esattamente la serie voglia andare a parare. Un pilot maledetto per questo motivo non credo di averlo, ma se proprio devo trovarne uno mi gioco Resurrection e tutto quel finto misticismo in stile The Leftovers con cui cercava di presentarsi al pubblico. Due stagioni che mi hanno sottratto un numero indefinito di ore e creato abbastanza acidità di stomaco.

    SARA: Da questo punto di vista ammetto di essere abbastanza fiera del mio autocontrollo: quando è troppo è troppo e riesco a dire basta. Non ho quindi serie di lunga durata da maledire, ma di certo non mancano le piccole eccezioni. Catherine The Great per esempio è una di queste, con appena 4 episodi sulla carta tranquillamente abbordabili che invece si sono rivelati un macigno quasi insopportabile a causa di una pesantezza di narrazione inaspettata. E poi vi è anche The Society, presentatosi con un pilot carico di discreto potenziale, seppur tentennando mi sono ritrovata a guardare tutta la prima stagione che è velocemente scaduta nell’ennesimo teen drama. Uno strazio che il cliffhanger finale mi avrebbe costretto a proseguire ma, per mia fortuna, Netflix ha recentemente cancellato la serie.

 

  • Qual è la difficoltà principale che si ha nel recensire un pilot?

    FABRIZIO: Sicuramente la capacità di condensare – per giunta senza spoiler – la presentazione dello show e la disamina dell’episodio pilota in modo tale da non diventare eccessivamente prolissi. Senza contare poi la necessità di rendere tutto quanto interessante, magari cercando di aggiungere informazioni nuove rispetto alla “concorrenza”.

    ALDO: La difficoltà principale è sicuramente quella di riuscire a presentare correttamente il prodotto evitando di fare spoiler di qualsiasi tipo. Altro problema potrebbe essere quello di cadere in possibili errori di valutazioni nel giudicare troppo duramente un prodotto che poi, a lungo andare, potrebbe migliorare esponenzialmente. E ovviamente c’è anche il rischio inverso, ossia di giudicare troppo bene un possibile flop. A memoria mi torna in mente The Outsider, personalmente adorato inizialmente (Jason Bateman sarà la mia rovina) e successivamente mal sopportato fino alla sua conclusione.

    SARA: Per la recensione di un pilot vi è dietro un lavoro un po’ più ricercato del solito dato che non si tratta solo di commentare un episodio, bensì di presentarlo in maniera completa a chi legge e cerca consiglio se guardarlo o meno. Va quindi esposto un background della storia e del progetto cercando di far scaturire l’interesse ma allo stesso tempo senza svelare dettagli primari/spoiler. Il tutto mantenendosi il più oggettivi possibili, anche più del solito.

Grazie e buona notte a tutti.

 

La Redazione di Recenserie

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