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Two Weeks To Live 1×03 – Episode 3TEMPO DI LETTURA 3 min

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Tina: “Ahhh, so men are still pretending not to like things that they obviously do like. Are they?”
Kim: “He doesn’t like it. It’s not a big deal.”
Tina: “It is Kim. Because nothing’s changed in 15 bloody years. And this is the world that you’re so desperate to explore. One where no one’s free to be themselves. That’s what you’re signing up to. Which is far more dangerous than Jimmy ever was. So drink up, Jay. Let me tell you something. Ninety-nine percent of the world’s problems would be solved overnight if men just admitted that they like three things; Sweet drinks, musical theater and a finger up the ass. They don’t and around we go.”

 

Terzo episodio e Two Weeks To Live non sembra minimamente interessato a ridurre la velocità con la quale sta riuscendo a mantenere alto l’interesse dei propri spettatori. E l’interesse viene mantenuto anche grazie ad un sapiente dosaggio dei minuti e con l’introduzione di nuovi personaggi, così da poter ampliare la storia e dare maggiore respiro ai personaggi principali che fin qui han saputo tenere banco.
Come era preventivabile, Tina e Kim tornano ben presto in scena a supporto di Nicky e Jay per poter completare il finto omicidio di Jimmy da parte di Ian e poter successivamente andarsene senza ulteriori ripercussioni.
Ripercussioni che, come è lecito attendersi, invece ci saranno: i due scagnozzi di Jimmy altro non sono che due poliziotti, così come appare chiaro dopo il finale di puntata, e sembrano poter essere informati proprio sull’omicidio del boss da una persona informata sui fatti (facilmente Jay, spaventato dalla possibilità di finire in carcere). Interessante come la serie si premunisca di riportare un collegamento tra punto A (poliziotti corrotti) e punto B (Tina e Kim) dopo aver da poco tolto di scena l’unico elemento che poteva fare da ponte (Jimmy) tra i due sottogruppi: sarà quindi Jay, facilmente, a spostare gli equilibri di questa storia in base a ciò che deciderà di raccontare (e come) alla polizia.
Come si diceva poco sopra l’introduzione di due nuovi personaggi permette alla storia di avere maggiore respiro e mobilità: le sequenze riguardo l’inusuale team dei killer vengono alternate da quello formato dai due poliziotti corrotti. Proprio di questi ultimi due vengono concesse informazioni sia caratteriali, sia sociali (la ragazza, per esempio, strettamente legata a Terry, il figlio di Jimmy, quindi doppiamente coinvolta nella morte di quest’ultimo).
A fare da contorno a questo surreale contesto narrativo permane un alone di romanticismo finemente rappresentato da Kim e Nicky che nonostante le bugie e le uccisioni sembrano riuscire a combaciare perfettamente, come due metà della stessa mela. Kim, tuttavia, viene ancora tenuta all’oscuro di bugie ben più grosse della notizia falsa riguardante la fine del mondo vista e considerata la quantità di menzogne propinategli dalla madre. Un incontro con la verità che Nicky, colpevole di essere fin troppo buono, sta cercando di rallentare e rimandare per il bene stesso della ragazza. Un desiderio di preservare Kim di cui potrebbe ben presto pentirsi.
Altro elemento fondamentale all’interno di Two Weeks To Live e fin qui dato per scontato, ma merita menzione, è sicuramente la capacità della serie di riuscire a trattare una tematica abbastanza cruda e violenta (la morte del padre vendicata dalla figlia) gestendo in maniera pressoché perfetta il core narrativo con le parentesi da vera e propria commedia che quasi tutti i personaggi (la ferrea Tina compresa) riescono a regalare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nuovi personaggi
  • Kim, Tina, Nicky e Jay: il team che non ti aspetti
  • Le pulizie a casa di Jimmy
  • La svolta in conclusione di puntata che potrebbe spostare gli equilibri
  • La scena dei due seppellimenti
  • Niente

 

Questo terzo episodio, vuoi per comicità, vuoi per l’introduzione di nuovi personaggi, si guadagna senza problemi il fregio di essere il miglior episodio di Two Weeks To Live fino a questo punto.

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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