Game Of Thrones 7×04 – Spoils Of WarTEMPO DI LETTURA 4 min

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Bronn: C’mon you fucker!
Tyrion: Flee, you idiot!”

“Spoils Of War” azzarda indubbiamente più dei precedenti episodi nonostante, per la prima mezz’ora circa, la puntata proceda lentamente esattamente da dove la narrazione si era fermata nello scorso episodio. Il ritmo è lento, a tratti addirittura sonnacchioso, e questo non piace sapendo della riduzione del numero di puntate. C’è meno attendismo, questo va detto, perchè ogni momento viene inserito in funzione della presenza o degli avvenimenti futuri.
All’interno di quel pot-pourri di reunion che stanno continuando a presentarsi sotto gli occhi attoniti degli spettatori, in questo episodio alcune sono veramente eccezionali. Avvengono diversi incontri tra i personaggi principali, ognuno caratterizzato da un diverso “colore emotivo”:

  • Il ricongiungimento tra le due sorelle (Arya e Sansa), entrambe molto cambiate dalle dure prove sopportate nel corso degli anni, è all’insegna dell’emozione e della felicità senza parole oltre che di una certa riservatezza dettata dalla diversa personalità che entrambe hanno oggi.
  • Arya incontra anche Bran, ormai diventato un personaggio con cui è difficile avere a che fare. Per fortuna il ragazzo, con lei, usa un po’ più di tatto rispetto a quello usato con Sansa. Fa comunque piacere rivedere i ragazzi Stark sotto lo stesso tetto (non accadeva dalla prima stagione).
  • Jon rivede Theon-Reek e per poco non lo strozza così, sui due piedi, a mani nude. Va ricordato che fu lui a tradire gli Stark e a far cadere Winterfell in mano ai Bolton.

A proposito di prove superate e maturazioni psicologiche, duole notare come il personaggio di Khaleesi non segni alcuna evoluzione in tal senso rimanendo un’eterna bimba cocciuta (“Bend your knees.“). Sono diverse puntate ormai che si assiste a scene in cui Daenerys silimita semplicemente a snocciolare l’interminabile sfilza dei suoi titoli, a cui ora si è semplicemente aggiunto un “bend the knees” ogni qualvolta s’imbatte in Jon Snow. Difficile non notare infatti una certa reazione quasi bambinesca in questo comportamento nonostante i diversi sforzi messi in atto da Jon Snow, suo ignaro nipote, in merito alla situazione ben più complessa del Nord. Situazione che a rigor di logica meriterebbe maggiore comprensione.

Dracarys!

Negli ultimi venti minuti, invece, viene dato il “giù di branda” al pubblico con l’attacco sferrato all’esercito Lannister da parte dell’armata Targaryen. Si tratta di una signora battaglia, dove non vengono risparmiati soldi né in comparse né in effetti speciali (finalmente un drago fatto bene). Non solo: è ricca di emozioni (ad esempio, quelle di Tyrion nel vedere combattere il fratello, espresse magistralmente da Peter Dinklage in poche inquadrature) e di accenni al fatto che, in momenti così cruciali, i soldi servono a ben poco.
Bronn è grande protagonista, dopo un po’ che non lo si vedeva, prima con le sue salaci battutine (marchio di fabbrica), poi perché aziona la balestra di Qyburn e dimostra che i draghi possono essere feriti. Questo avrà certamente delle conseguenze pesanti su futuro della storia. Altre conseguenze porterà la grave perdita di persone e cose, ad esempio il grano dei contadini, con l’inverno che sta arrivando, anzi è già alle porte. Un esercito, come dice il proverbio, marcia sul proprio stomaco. Proprio adesso che Cersei si sentiva sicura di poter saldare i suoi debiti e si preparava a farne di nuovi, per proseguire nel conflitto. Quella che sembrava una temporanea sconfitta su più fronti di Daenerys si è quindi trasformata in un colpo secco all’economia e al morale dei Lannister che ora dovranno ponderare attentamente la strategia.
La puntata si conclude con Jaime caduto in una provvidenziale pozza d’acqua per evitare di venire incenerito dal drago, mentre prova ad uccidere Daenerys. Si teme per la sua sorte (non è facile nuotare appesantiti da una mano d’oro), ma il personaggio ha ancora molto da dire e da fare, sarebbe davvero deludente farlo uscire di scena così oltre che in maniera abbastanza rapida. Insomma, se hanno ripescato Theon-Reek … a meno che il valonqar non sia Tyrion, furente per la morte del fratello.
Il difetto dell’episodio è lo stesso dei precedenti: alla lentezza di certi momenti più emotivi e personali fa da contrasto stridente la velocità fulminea degli spostamenti di intere armate. L’impressione è sempre più netta: gli avvenimenti salienti si sono già verificati. Ora resta soprattutto da portare i personaggi nel giusto stato psicologico per la battaglia finale. I limiti di tempo e budget, assenti quando si tratta di pagine scritte, fanno il resto.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Arya è tornata a casa
  • Bronn
  • La battaglia finale
  • Momenti noiosetti e lungaggini …
  • … ipercompensati da spostamenti spazio – tempo degni di un motore a curvatura
Si è giunti ormai oltre la metà di questa settima stagione. I pezzi sulla scacchiera sono andati a posto, ormai si sa chiaramente chi fa parte del Team Lannister e chi del Team Targaryen. Questa puntata merita un voto alto per come è stata realizzata la sequenza della battaglia, uno scontro che certamente avrà ripercussioni importantissime sugli sviluppi futuri, tuttavia i difetti rimangono.
The Queen’s Justice 7×03 9.24 milioni – 4.3 rating
Spoils of War 7×04 10.17 milioni – 4.6 rating

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