Shameless 8×01 – We Become What We…Frank!TEMPO DI LETTURA 5 min

in Recensioni/Shameless by

Eppure era questa che bisognava trovare: scoprire la fonte originaria nel proprio Io e impadronirsene! Tutto il resto era ricerca, era errore e deviazione.[Hermann Hesse, Siddharta]

La scorsa stagione si chiudeva con il Siddharta di Hesse, menzionato durante la veglia di Monica ed è da un concetto estrapolato dal romanzo dello scrittore tedesco che è giusto ripartire per questa ottava stagione di Shameless: il percorso costellato di deviazioni che porta una persona a scoprire il suo vero Io. E’ pur vero che per la serie di Showtime questo spunto appare come un riassunto del proprio cammino, considerato che è la famiglia Gallagher e la sua evoluzione (ed involuzione, il più delle volte) il fulcro portante dello show, con tutto ciò che esso comporta.
Ma come per ogni passata stagione, anche questa ottava porta nella sua prima puntata svariati elementi di redenzione o ricostruzione per molti dei personaggi in scena.
In particolar modo, Lip e Frank stanno percorrendo -in maniera diversa- il loro personale cammino di redenzione e riabilitazione. Il primo, svilito dagli innumerevoli scossoni sentimentali e lavorativi/di studio ricevuti nella scorsa stagione, sembra deciso ad allontanarsi da quella frase sussurrata da molti e che come un buco nero sembra intenzionato a fagocitarlo: “assomigli a tuo padre“. Proprio di questa somiglianza tra i due personaggi è spesso stata fatta menzione, specialmente nel periodo più buio di Lip, tuttavia il giovane ha qualcosa che lo rende meglio definito e forse più propenso al cambiamento ed alla redenzione: un carattere estremamente combattivo ed un obbiettivo per il quale lottare. Punti attorno ai quali il personaggio di Frank, invece, latita affannosamente.
Proprio il padre di famiglia ha cominciato l’ennesima evoluzione per riappropriarsi del proprio chakra, è evidente ad inizio episodio, quando viene ritrovato dallo spettatore in maniera completamente diversa rispetto a quanto era lecito attendersi: sobrio (anche se sotto gli effetti di una dose massiccia di meth) e deciso a scusarsi con chiunque si sia comportato da asshole. Una lunga lista, come si può immaginare.
E’ un piacere poter godere di una costruzione personaggi talmente ben orchestrata da Wells e compagni tanto che i continui sali e scendi di vita della famiglia Gallagher e dell’universo che gira ad essa attorno appaiono non forzati o volutamente creati alla ricerca di un qualcosa di assurdo per movimentare la storia. No, si tratta qui di peso e contrappeso e di doversi prendere (prima o poi) le proprie responsabilità.

Frank: “Hi, uh, I’m Frank Gallagher.I’m here to make amends. In 1995, I think I broke into your house and-and-and stole your TV.”
Old lady: “I didn’t live here in 1995.”
Frank: “Really? No. Uh…Could’ve been, uh, ’96? Did anyone ever try to rob you?”
Old lady: “Woke up to a guy trying to climb in bed with me once.”
Frank: “No. That wasn’t me. Wait, did you used to be a redhead?”

“Responsabilità” pare essere la parola d’ordine di Fiona, almeno da quanto si evince da questo primo atto. Con l’acquisto della palazzina e della sua ascesa nel campo immobiliare, la Gallagher più spavalda sembra propensa a mettersi ancora più in gioco, ma in un campionato che questa volta ha regole legali e tangibili. E dove, magari, non dovrà essere attorniata da uomini in via di riabilitazione (con qualche ricaduta). Nonostante la costruzione della puntata sia introduttiva, giustamente, appare abbastanza fortuita la vendita dell’appartamento in maniera così repentina. Certo, con Wells una ne scampi, dieci ne paghi, ma magari un po’ più di combattimento e non una vittoria così facile per Fiona avrebbero reso leggermente di più. Ma è questo un voler cercare il pelo nell’uovo.
Altro neo dell’episodio Carl, al momento regredito alla fase pre-scuola militare di cui sembra aver interiorizzato davvero poco, ossia quei pochi ammiccamenti militareschi mostrati dritti in camera. Il resto è il nulla. Da un personaggio scomparso dalla scena per quasi una stagione (la scorsa) ci si aspetta sicuramente una marcia in più nei prossimi episodi, per poter recuperare e colmare il gap all’interno della trama.
Fatta menzione di Liam, finalmente personaggio attivo della storia con dialoghi e momenti a sè; di Debbie, che fa Debbie; ed Ian, in cerca di recupero in campo amoroso. Altro personaggio sul quale sembra si voglia puntare è Kev, alle prese con quello che sembra essere un cancro al seno. Per uno che di cognome fa Balls e che proprio quelle palle cerca di riottenerle per sfamare la famiglia, avere un cancro al seno a questo punto della storia cade a fagiolo tra l’ilare e “la legge di Murphy è vera“.
Fermo restando tutti gli altri personaggi, Lip e Frank si dimostrano fin da subito, per motivi diversi (ma non troppo) i mattatori. La ricerca della redenzione ed il percorso per una riabilitazione spirituale e mentale sembrano essere state intraprese con forza d’animo e coraggio da parte di entrambi. Tuttavia, dire che durerà vorrebbe dire ignorare otto anni di uno show che ha insegnato bene al proprio spettatore a non fidarsi mai delle parole cariche di buone intenzioni proferite da un Gallagher. Ma solo dei nudi e crudi fatti. Non a caso intenzioni e fatti il più delle volte cozzano clamorosamente.

“I should have called an ambulance, Dave. I know that now. Honestly…I thought you were just floating.  Holy shit.Jackson? Well…two birds with one stone. Hey, Jacks. Wow. When you’re right, you’re right. I should’ve let you drive.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Putin’s Paradise
  • Lip e Frank: volenti o no, due facce della stessa medaglia
  • L’utilizzo dei soldi derivanti dalla vendita della metanfetamina di Monica
  • Carl
  • La facilità di vendita dell’appartamento di Fiona

 

“America first, motherfuckers.”

 

Requiem For A Slut 7×12 1.72 milioni – 0.6 rating
We Become What We…Frank! 8×01 1.86 milioni – 0.7 rating

 

 

 

Sponsored by Shameless US Italian Page• Cameron Monaghan Italy •

Tags:

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L’Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell’umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L’unico uomo con la licenza polemica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Recensioni

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
Go to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: