Colony 3×07 – A Clean, Well-Lighted PlaceTEMPO DI LETTURA 3 min

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Questa puntata settimanale di Colony è pressoché incentrata sul consueto reboot narrativo che sembra aver preso possesso dell’intero show con questa terza stagione.
Nonostante gli agenti impegnati nella selezione delle persone da far entrare all’interno della nuova colonia di Seattle avessero riconosciuto Will (e di conseguenza l’intera famiglia), il tutto al momento sembra non aver comportato nulla di negativo dal momento che le false identità dietro le quali il gruppo si è nascosto reggono tranquillamente.
Come si menzionava all’inizio, “A Clean, Well-Lighted Place” si preoccupa di presentare allo spettatore la conformazione interna della nuova colonia ed alcuni dei suoi principali meccanismi, ma la cosa a cui viene dato maggiore focus sono le differenze con la precedente colonia di Los Angeles: il comparto militare è presente, senza dubbio, ma non sembra esserci né eccessiva violenza, né controllo spietato da parte dei soliti androidi. Se si ignorasse per un momento il contesto storico sociale, Seattle potrebbe apparire come una cittadina tranquilla e pacifica. Quasi normale.
Tuttavia lo spettatore accorto non potrebbe mai cadere in questo tranello e risulta ancora più inverosimile che una persona come Katie, sempre in prima linea nel reparto della Resistenza, non si ponga mai dubbi e/o interrogativi relativamente all’attività che svolge per il controllo centrale della colonia. Insomma, risulta difficile che tra pullman e pullman di persone spedite all’interno della città non si chiedesse come mai non incontrasse per sbaglio mai un solo rifugiato da lei aiutato.
Un plot hole di non poco conto, sopratutto se si tiene in considerazione che a conti fatti Will e Katie hanno subito una inversione narrativa macroscopica in questo episodio.
A Los Angeles Will faceva di tutto per mantenere lo status quo e di conseguenza di proteggere la propria famiglia da qualsiasi tipo di sospetto; al tempo stesso Katie sembrava voler sabotare a tutti i costi questa bolla di sicurezza che Will a fatica cercava di costruire, unendosi alla Resistenza e prendendo parte a piani sconsiderati e fondamentalmente di poca importanza.
A Seattle il lato combattivo di Katie sembra completamente assopito, tanto che lo stesso Will fatica a riconoscerla: è un po’ tardi ora voler rimanere tranquilli e vivere la propria vita, soprattutto dopo aver creato problemi su problemi.
A dare man forte alla mamma quasi sicuramente arriverà anche il buon Bram, sempre più inutile all’interno della storia, ma così pericolosamente uguale alla madre da risultare imprevedibile (sia nel bene, sia nel male).
Questo cambiamento caratteriale potrebbe essere dettato dal fatto che la morte di Charlie ha scosso nel profondo l’animo dei due genitori, ma risulta per forza di cose una esagerazione narrativa: Katie si è tramutata in una ameba omertosa, mentre Will fatica addirittura a fingere di essere interessato a socializzare all’interno della colonia. Un cambio che potrebbe anche funzionare, ma risulta talmente repentino da far per forza di cose storcere il naso.
Alan Snyder grande assente della puntata, ovviamente, considerato il peso specifico elevato che è riuscito a ritagliarsi sia all’interno della storia in generale, sia all’interno della stagione nello specifico. Un appunto piacevole da segnalare è il ritorno in scena di Broussard (da solo): proprio vero che dove i Bowman mettono radici da lì a poco si creano problemi su problemi.
Sarà interessante vedere come verrà gestita la sparizione dei rifugiati (e soprattutto come verrà giustificata, operativamente parlando) e come il tutto si ricollegherà alla losca figura ricomparsa ad inizio episodio, ma che già si era palesata nello scorso episodio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nuova colonia, nuove regole, nuovi problemi
  • Intro della puntata e sparizione dei neo-rifugiati
  • Ritorno di Broussard
  • Staticità dei personaggi secondari
  • Cambiamento repentino Will-Katie
  • Katie la Bella Addormentata che non si pone domande
  • Il secondo lavoro di Will
  • Assenza di Alan Snyder

 

La narrazione della serie è ritorna lì dove si sente più al sicuro, circondata da chilometri e chilometri di muro. Ma una seconda colonia potrebbe anche funzionare meglio della prima, volendo.

 

The Emerald City 3×06 0.72 milioni – 0.2 rating
A Clean, Well-Lighted Place 3×07 0.79 milioni – 0.2 rating

 

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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