Doctor Who 11×05 – The Tsuranga ConundrumTEMPO DI LETTURA 5 min

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La soddisfazione per il nuovo linguaggio più scanzonato e leggero, nei primi due episodi, aveva lasciato posto, nei seguenti, ad una leggera insofferenza. L’impressione che si è imposta, con il procedere della stagione (e per certi versi la 11×05 non ha fatto eccezione), è quella che Chibnall abbia voluto riportare Doctor Who ad una dimensione di puro intrattenimento. Intenzione fedele, filologicamente parlando, alla natura dello show, ma poco strategica di fronte alle pretese e aspettative di uno spettatore seriale del 2018.
Posta questa premessa, “The Tsuranga Conundrum” non può non lasciare un velo di soddisfazione allo spettatore. L’episodio presenta un felicissimo mix di diversi elementi tutti ben calibrati. La leggerezza di cui tanto si è parlato si combina con un ritmo decisamente adrenalinico. Il lirismo tipicamente whovian che forse era venuto un po’ a mancare – quello dei monologhi entusiasti e pieni di stupore e meraviglia, da parte soprattutto del Dottore – si presenta unicamente nella forma (le considerazioni sull’antimateria, la preghiera finale), non imponendo quindi una profondità di trama tipica dell’era Moffat.
Questa tendenza alla Russell T. Davies (ovvero di giocare molto sulla spettacolarizzazione esterna, non rendendo particolarmente complessa la trama) la si individua anche in alcuni aspetti totalmente inutili ai fini della storia, ma utilissimi a “decorare” il tutto con un tocco di bizzarria  – e di trash – tipicamente british. Come non citare il Pting, mostro bruttissimo interno ad una scenografia che ha ormai sempre più i tratti cinematografici. Il mostriciattolo che si mangia tutto e che alla fine non cerca materiali inanimati ma scariche di energia rappresenta il giusto motore per muovere la storia, grazie anche alla strategia finale di fargli mangiare una bomba.
Da osservare con maggiore attenzione, invece, il personaggio di Yoss. Inserire un alieno di sesso maschile che deve partorire, dopo una gestazione di una sola settimana, convinto che Avocado Pear sia un leggendario eroe terrestre (???), è sicuramente un qualcosa tanto inutile al fine della trama, quanto magnifica decorazione e affermazione di quello stile bizzarro tipicamente inglese che richiama a geni della letteratura di fantascienza (uno su tutti, Douglas Adams). Carine ovviamente interazione e dinamiche con e tra Graham e Ryan. Occorre chiedersi però dove finisce la già citata bizzarra caratterizzazione e dove inizia il bisogno spasmodico di affermare una tematica tipicamente di genere. Ora, il Dottore è di sesso femminile, ok. Jodie Whittaker se la sta cavando bene, è vero, ma senza strafare, non uscendo da quanto seminato da precedenti interpreti. La presenza di più companion impedisce la creazione di quelle dinamiche Dottore-Companion di cui si ipotizzava qui. Tuttavia, una scrittura che così tanto cerca di affermare uguaglianza e interscambio di genere (cosa sacrosanta nel 2018, sia chiaro), porta ad una resa totalmente asciutta e sterile della novità che lo show ha introdotto. Non ci si aspetta, per carità, l’incessante indagine interiore del periodo Capaldi, quando Moffat doveva giustificarsi con il mondo per aver scelto un interprete più anziano. Tuttavia rappresenta quasi un passo indietro inserire un’interprete femminile che però, non solo non fa nulla di diverso da chi l’ha preceduta, ma si inserisce in dinamiche di totale scambio di genere. Il personaggio di Yoss è simpatico e ben riuscito, la sottotrama del padre di Ryan ben si inserisce nella caratterizzazione del personaggio, ma rendere così evidente la distinzione tra compiti “femminili” (esclusivamente in un immaginario televisivo-cinematografico, sia chiaro) e “maschili”, in questo caso scambiati, probabilmente non avrà comunque effetto nel superamento di questa distinzione. Si dirà “uh che bello, Ryan e Graham fanno le levatrici e il Dottore e Yaz fanno saltare in aria i mostri”, ma in questo modo si avrà esattamente sotto gli occhi che esiste una differenza e una divisione e soprattutto che l’autore ha voluto sentirsi innovativo invertendo lo status quo, quindi affermandolo.
Postilla finale sulla questione di genere. Guardando lo show in lingua originale e con i sottotitoli, ci si rende conto di come nella lingua italiana tale scelta narrativa non si sarebbe mai potuta applicare. Il termine Doctor, uguale in inglese sia riferito ad un dottore, sia ad una dottoressa, ha permesso una scelta come quella di Jodie Whittaker che non va minimamente ad intaccare la mitologia della serie, né il suo insieme di vezzi e riti (ovviamente qualsiasi aggettivo in inglese non ha un corrispettivo maschile e femminile, quindi se per assurdo si leggessero i dialoghi senza sapere il sesso del Dottore, non lo si potrebbe intuire). Ovviamente nella traduzione italiana, almeno per quanto riguarda i sottotitoli, emerge quel temuto “Dottoressa”, che inevitabilmente afferma che qualcosa è cambiato. Cosa che Chibnall sta in tutti i modi cercando di evitare di mostrare, a torto – non osando e continuando a mostrare dei filler – e a ragione – perché nulla di strano è accaduto nella logica della rigenerazione di un Time Lord.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’intero comparto scenico
  • Lirismo dosato il giusto, misto alla giusta dose di leggerezza, inserito in un giusto contesto di fantascienza, con il giusto grado di adrenalina
  • Il Pting, troppo trash per non essere effetto voluto
  • Il personaggio di Yoss
  • Il Pting, troppo trash
  • Troppo didascalico il voler superare le barriere di genere (anche con la sottotrama di Yoss)

 

L’episodio è senza dubbio azzeccato, soprattutto per il dosaggio citato nel punto 2 dei thumbs up. Indubbiamente qualora Chibnall decidesse di procedere per questa strada, dovrà fare i conti con due aspetti: il pubblico potrebbe perdere un po’ di attaccamento allo show, dopo 10 stagioni in cui non ci sono state solo trame orizzontali, ma soprattutto, cosa per lui ben più grave, difficilmente apparirà un Bless in una recensione.
Ah, niente speciale di Natale quest’anno. Giusto per farsi volere un po’ più bene.

 

Arachnis In The UK 11×04 6.43 milioni – ND rating
The Tsuranga Conundrum 11×05 6.12 milioni – ND rating

 

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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