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The Umbrella Academy 1×06 – The Day That Wasn’tTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dagli interessanti e misteriosi input lanciati nell’episodio precedente, The Umbrella Academy prosegue con una puntata densa di materiale narrativo, tra delucidazioni di alcune storie finora solo accennate e stravolgimenti che, all’inizio della seconda parte della stagione, rimettono tutto in gioco.
Lo sguardo dello spettatore stavolta non viene indirizzato verso un personaggio in particolare alla volta, questa volta viene prediletta semmai una visione più generale, globale, in cui ogni membro in gioco è lasciato raramente solo, anzi si ritrova spesso in coppia.
I viaggi nel tempo ormai non sono più una prerogativa di Number Five e dei sicari al suo inseguimento: anche Klaus, pur contro la sua volontà, si ritrova in un altro tempo e in un altro spazio. Dopo alcuni sporadici accenni si vengono a conoscere i dettagli in merito alla sua partecipazione alla guerra del Vietnam e alla perdita del suo compagno d’armi e d’amore Dave, che segnano Klaus nel profondo.
Se già di Vanya si sono visti i primi segnali di un potere speciale e su Leonard i sospetti non fanno che aumentare, ora non solo si delinea in modo più definito l’abilità della Number Seven ma soprattutto si fa maggiore luce sui legami tra lei, suo padre Reginald e Leonard, il quale sembra essere a conoscenza di informazioni che possono rivoluzionare completamente la vita di Vanya come lei l’aveva conosciuta fino a quel momento.
Luther intanto cerca di mantenere i suoi fratelli e sorelle uniti al fine di salvare l’umanità dall’imminente apocalisse, con poco successo. Nel mentre, pur dovendo affrontare la terribile scoperta del vero motivo della sua missione spaziale, il legame con Allison, così intenso fin dalla loro gioventù, dopo uno iato lungo più di dieci anni ha finalmente la possibilità di sbocciare, superando un matrimonio fallimentare, gli adempimenti al dovere e il grande progetto paterno. Inoltre Netflix dimostra ancora una volta di essere in grado di gestire faraoniche produzioni attraverso la scena del ballo, che, se da un lato si distingue nettamente da tutte le altre scene dell’episodio per la fotografia e la regia elaborate, dall’altro risulta ingiustificata e non necessaria (ai fini narrativi) per la sua durata.
Il mistero più difficile da sbrogliare al momento sembra quello che lega Pogo, il maggiordomo di Hargreeves fino ad ora rimasto dietro le quinte e la madre Grace, appena ritornata in vita. Le congetture che si possono fare in merito a ciò che i due tengono nascosto ai membri della Umbrella Academy sono molteplici, ma quasi sicuramente tutte riconducibili alle oscure attività del fondatore della accademia.
Su un diverso sfondo temporale, l’organizzazione dietro Hazel, Cha-Cha e il precedente lavoro di Number Five viene presentata più dall’interno, mostrando un meccanismo industriale da catena di montaggio fordiana. Rimangono anche qui dei punti interrogativi, soprattutto su chi effettivamente sia al vertice della catena e chi sia a decidere cosa rientri nel corso naturale delle cose e cosa no. In questo segmento narrativo la scrittura dimostra una certa bravura tecnica attraverso l’inserimento di elementi all’apparenza poco rilevanti, ma che verso la fine ritornano e si dimostrano decisivi per la salvezza di Number Five dall’attacco di The Handler.
L’attività dei piani alti poi influisce sia su Hazel e Cha-Cha ai quali vengono assegnati rispettivamente l’uccisione l’uno dell’altra, con un esito non facilmente prevedibile, sia soprattutto sul gruppo della Umbrella Academy e qui la storia diverge completamente dagli sviluppi finora visti attraverso un plot twist degno di una puntata di Doctor Who. L’annullamento dei percorsi intrapresi da tutti i personaggi dopo l’ora 8:15 del mercoledì prima dell’apocalisse non solo sarà determinante per affrontare proprio la catastrofe ma darà modo allo spettatore di poter essere un passo più avanti a tutti loro e di rielaborare i prossimi eventi sulla base di elementi appartenenti ad una diversa linea temporale.
Una puntata decisamente ricca di avvenimenti, di tensione, di possibilità di svolgimento, che nonostante la gravità del pericolo che incombe non risulta per niente pesante e anzi si lascia andare a parti più distese e brevi momenti comici.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Puntata densa
  • Sceneggiatura ben scritta
  • Plot twist finale potente
  • Quesiti irrisolti che stimolano a proseguire la storia
  • Scena del ballo lunga e non necessaria

 

Densa di informazioni, avvenimenti e capovolgimenti sorprendenti e con una scrittura efficace, questa puntata illumina alcuni retroscena ma continua ad aggiungere altro mistero.

 

Number Five 1×05
ND milioni – ND rating
 The Day That Was 1×06
ND milioni – ND rating

 

Di origini burine campagnole, mi sono trasferito a Pisa per darmi un tono studiando Lettere (qualcuno dice pure Lingue, ma secondo me è una menzogna). Non una delle mie più grandi genialate, certo, ma se c'è qualcosa che ho imparato dalle ore e ore di studio, quello è guardare serie TV fino a notte tarda. P.S.: trovo le volpi davvero adorabili!

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