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The Handmaid’s Tale 3×05 – Unknown CallerTEMPO DI LETTURA 4 min

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June:But nobody dies for lack of sex. It’s lack of love we die from.

Il tentativo di riportare la piccola Nichole nel territorio di Gilead è al centro dell’episodio. Sorprendentemente, fra tutti gli attori in gioco, tocca a Luke dare libero sfogo alla propria emozionalità, sia nei dialoghi con la moglie June, sia nell’incontro di straforo con Serena Joy, organizzato in Canada.
Per le donne, infatti, è più difficile esprimersi. Durante il primo contatto fra l’Ancella e il marito, organizzato dal regime, l’espressione di una sempre brava Elizabeth Moss è tale da riscuotere l’alta approvazione di un qualsiasi ammiraglio intento a tirar fuori la sua astronave da pericoli molto gravi. Il paragone fantascientifico viene perché l’occasione è talmente speciale da richiedere lo spiegamento di mezzi tecnologici come i computer, di cui a Gilead si fa un uso molto parco. C’è pure il tempo contato.
June potrà sfogarsi meglio grazie al vecchio registratore a cassette trovato nella cantina del suo nuovo padrone. Questo tocco apparentemente retrò è un omaggio diretto al libro di Margaret Atwood da cui è tratta la serie. In esso, infatti, si dice che la testimonianza dell’Ancella (di cui non viene specificato il vero nome) è stata ritrovata su alcuni vecchi nastri magnetici, molti anni dopo lo svolgersi degli eventi narrati. Lo showrunner Bruce Miller ha colto lo spunto, dando così vita a momenti molto intensi e toccanti.
Per Serena Joy, invece, è tutto più complicato: la sua mente e la sua emozionalità devono fare lo slalom in una situazione intricatissima. Lei stessa è stata tra gli ideologi del nuovo regime, ha contribuito alla sofferenza di molte donne tra cui June e ora definisce la bambina “il suo miracolo, che ha lasciato andar via”. Adesso, inoltre, si prospetta per lei un ruolo più attivo nella politica che conta, un maggiore coinvolgimento nelle decisioni importanti, per cui c’è un altro fattore da aggiungere all’equazione. Resta un personaggio enigmatico, ben interpretato da Yvonne Strahovsky, forse davvero in cerca di un briciolo di vero amore, ovunque lo si possa trovare.

Serena:God bless you.
Luke:Fuck you.

La puntata comunque, procede sul filo dei sentimenti, senza grandi novità, fino alla svolta finale, intrapresa nel momento in cui l’Ancella viene prelevata dalla casa dove presta servizio, senza alcuna spiegazione, come è nello stile di Gilead. Allo spettatore, come a lei stessa, vengono lasciati lunghi momenti per presagire il peggio, ma si tratta di apparire in uno studio televisivo con i coniugi Waterford, mentre richiedono formalmente la restituzione di Nichole al governo canadese.
La scena merita un’analisi approfondita: colori, posizioni ed espressioni dei personaggi richiamano un po’ il quadro American Gothic, a rappresentare forse uno spietato perbenismo e tanta aggressività repressa. La rabbia sul volto di June è evidente e crescente man mano che l’annuncio procede e se ne vedranno le conseguenze nei prossimi episodi.
Sui titoli di coda, erompe la canzone “Sunday, Bloody Sunday”. Si tratta di un vecchio successo degli U2, dedicato ad un fatto di sangue avvenuto in Irlanda il 30 Gennaio 1972, nell’ambito delle secolari lotte fra cattolici e protestanti. La religione è un elemento importante usato dal regime di Gilead per strutturare e giustificare le sue azioni. La scelta musicale potrebbe quindi preannunciare un incidente diplomatico molto grave col Canada, avente la bambina “rapita” come pretesto.
Anche sul fronte interno potrebbero preannunciarsi novità significative, con la gravidanza di Pious Little Shit Ofmatthew, ovvero la ragazza afroamericana compagna di passeggiate di June. Forse portare una nuova creatura in grembo le aprirà gli occhi. Intanto si nota sempre di più come proceda l’opera di cancellazione di identità delle Ancelle da parte del regime: diventa difficile rintracciare una persona, se essa cambia spesso patronimico e non mantiene un suo nome proprio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ambiguità di Serena Joy
  • Yvonne Strahovsky
  • Elizabeth Moss al comando
  • Luke e le emozioni al maschile
  • Momenti di terrore per June e per il pubblico, quando non si sa dove stia andando
  • Melodramma finale in tv

 

Puntata sottovoce, di emozioni trattenute, fino al finale in cui si aprono possibilità per sviluppi devastanti. L’irrazionalità prende sempre più il sopravvento, tanto più si vuol tenere tutto rigorosamente inquadrato e regolato. Non resta che attendere i nuovi sviluppi. Il voto si alza per la svolta conclusiva.

 

God Bless The Child 3×04 ND milioni – ND rating
Unknown Caller 3×05 ND milioni – ND rating

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