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Dispatches From Elsewhere 1×04 – FredwynnTEMPO DI LETTURA 5 min

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“Ah, Fredwynn… look at the determination, the drive to power. Self-will run riot. Let’s think of Fredwynn as you. Fredwynn is you if you’re ever obsessed over anything so badly that it ached in your chest. Fredwynn is you if you believed that if you could just cross the finish line, solve that mystery, get that promotion, buy that house, then perhaps you might just feel… okay. Fredwynn is you if your drive toward “it” became so all-consuming that it devoured everything that stood in its path: relationships, family, friends. Oh, and Fredwynn is also you if you’re currently locked in the trunk of my car.”

 

Seguendo una prassi consolidata già nelle scorse settimane, Dispatches From Elsewhere si focalizza nel quarto episodio sull’ultimo membro del quartetto di protagonisti: Fredwynn. Il razionale. Il cervellone. Il complottista. Il paranoico. Difficile riuscire a provare empatia per uno come lui… o forse sì? E’ questa la scommessa che il narratore, come al solito interpretato da un ipnotico Richard E. Grant, si pone e che a quanto pare riesce a vincere, perché nel corso di una quarantina di minuti si ha modo di scoprire che dietro i modi burberi, supponenti e arroganti di uno che sembra voler dire in ogni istante “so tutta la verità e voi non avete capito niente” si nasconde una persona complessa, con un’infanzia non proprio idilliaca e una cronica incapacità di mantenere relazioni stabili. Così appare evidente che l’atteggiamento a dir poco competitivo con cui Fredwynn affronta qualsiasi aspetto della vita è solo il tentativo di colmare un gran vuoto, l’illusione che basti vincere sempre, risolvere ogni mistero, far trionfare il proprio punto di vista in qualsiasi discussione per sentirsi vivi. E probabilmente il motivo per cui il sospettoso Fredwynn continua a farsi trascinare dal “gioco”, prendendolo tremendamente sul serio, sta proprio nel fatto che vede di fronte a sé l’ennesima sfida da affrontare e risolvere per darsi uno scopo.
Eppure, è proprio da questo atteggiamento che discende la solitudine di Fredwynn, una solitudine su cui la puntata insiste da un lato ricorrendo a lunghe scene in cui il personaggio è da solo, dentro e fuori dalla propria abitazione, dall’altro mettendo in piedi dialoghi con gli altri tre protagonisti che sfociano, almeno inizialmente, nello scontro e nell’ostilità, perché chi crede di avere sempre ragione e di possedere la verità in tasca non può scendere a compromessi col prossimo. E invece è proprio sui compromessi, sulla reciproca accettazione, sul rispetto di punti di vista diversi che si fondano le relazioni sociali. Una lezione che Fredwynn dovrà imparare e che sembra iniziare ad assimilare proprio nella seconda parte dell’episodio, legando con la mite e deliziosa Janice, suo opposto in quanto incarnazione di chi, pur nel lutto e nella sofferenza, affronta la vita con uno spirito lieto, ottimista, sorridente ma non superficiale. E infatti, se Fredwynn vede nel “gioco” messo in piedi dal Jejune Institute e dalla Elsewhere Society un vero e proprio complotto ai danni dei poveri cittadini americani, ignari di essere spiati e tenuti sotto controllo persino sui social networks, Janice vi si abbandona con immediato entusiasmo, scorgendovi un’avventura in cui sentirsi finalmente viva dopo anni e anni.
Ancora, Fredwynn incarna la fredda razionalità, lo sforzo costante di comprendere il mondo affidandosi unicamente alla ragione, senza lasciare aperti spiragli per la fantasia, l’immaginazione e l’istinto. La rigorosa autodisciplina che si è imposto gli avrà anche impedito di crescere in sovrappeso, come successo invece al fratello, ma lo ha reso incapace di condividere lo stesso entusiasmo di Janice, di Simone, di Peter per il tornado piombato nelle loro vite dopo la chiamate della Elsewhere Society. Certo, la ragione serve nella vita, e il contributo fondamentale che Fredwynn porta all’indagine lo dimostra; ma da sola non basta, e non è un caso che Fredwynn debba affidarsi proprio alla sua opposta, la signora Janice, per scoprire e decifrare l’indizio che serve ad andare oltre.
La trama, ovviamente, avanza ancora, ma senza regalare grosse spiegazioni o epifanie, anzi intorbidendo ancora e ancora il mistero. A questo giro la narrazione assume maggiormente i toni del thriller, seguendo le investigazioni personali del character di Andre Benjamin che cerca in ogni modo di smascherare l’inganno di Octavio Coleman e del Comandante 14, ma così facendo diventa sempre meno facile capire dove termini la finzione e dove inizi la realtà: dopotutto, seguendo il punto di vista di un complottista è inevitabile che tutto assuma i connotati di un gigantesco complotto e che ogni dettaglio venga interpretato già a priori come semplice tassello di una recita elaborata. L’IDEA ha davvero fatto vedere a Janice il suo passato o era solo una ricostruzione teatrale? Il Jejune Institute e la Elsewhere Society sono davvero la stessa cosa o sono avversarie? Clara esiste o è l’ennesima invenzione?
Per quanto riguarda le modalità della messa in scena, Dispatches From Elsewhere abbandona il ricorso alle sequenze animate e viene meno anche alla consuetudine di riassumere in poche righe recitate dal narratore il background dei personaggi, lasciando che siano i dialoghi e le parole del protagonista di puntata a dare poche ma significative informazioni sul suo conto, che permettano di metterlo ancora meglio a fuoco; tuttavia, si segnalano le sequenze ambientate nei palazzi mentali di Fredwynn stesso e di Janice che, se da un lato riportano alla mente Sherlock, dall’altro contribuiscono a mantenere viva quella componente onirica e surreale già vista nelle scorse puntate.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Focus sul personaggio di Fredwynn
  • L’evoluzione del rapporto tra i personaggi
  • Le sequenze nel palazzo mentale
  • Si continua a capire ancora poco

 

Con “Fredwynn” dovrebbe dirsi ormai conclusa la prima parte di Dispatches From Elsewhere, quella dedicata all’introduzione e all’approfondimento dei quattro protagonisti. Adesso allo spettatore non resta che mettersi comodo e vedere fin dove lo porterà questo grottesco ma toccante gioco in cui Peter, Simone, Janice e Fredwynn sono ormai invischiati.

 

Janice 1×03 0.24 milioni – 0.1 rating
Fredwynn 1×04 0.28 milioni – 0.1 rating

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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