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Chucky 1×05 – 1×06 – Little Little Lies – Cape QueerTEMPO DI LETTURA 5 min

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Chucky 1x05 Recensione

Con il quinto e sesto episodio di Chucky, la serie si intreccia maggiormente e in maniera più sensibile ai film dedicati al personaggio.
Per quanto questi condividano tale importanza, la realizzazione di “Little Little Lies” e “Cape Queer” non avrebbe potuto essere più distante.

UN EPISODIO DA DIMENTICARE


E’ inutile girarci tanto intorno: “Little Little Lies” è un episodio diretto male e scritto peggio e rappresenta senza dubbio il punto più basso raggiunto finora non solo dalla serie Chucky, ma dalla sua intera saga cinematografica.
I dialoghi dei personaggi sono imbarazzanti e inverosimili; le situazioni create totalmente irrealistiche e degne di una fanfiction di serie Z.
Purtroppo anche la recitazione, specialmente del cast più giovane (ma non solo) appare disastrosa, anche se la colpa è probabilmente da attribuire nuovamente alla scrittura stessa dell’episodio.
Con “Little Little Lies”, Chucky diventa in tutto e per tutto un teen drama fatto male. La serie sembra adagiarsi troppo sulla fama del personaggio, realizzando di conseguenza uno scempio imbarazzante alla vista.

NELLE PUNTATE PELLICOLE PRECEDENTI…


Uno dei pochissimi meriti di “Little Little Lies” (e anche l’unico spunto di trama effettivamente degno di nota) riguarda il ritorno di Nica Pierce e Tiffany Valentine.
Infatti l’episodio introduce nel cast i due storici personaggi della saga di Child’s Play, nuovamente interpretati ovviamente da Fiona Dourif e Jennifer Tilly. “Little Little Lies” rende chiaro come la serie non sia un semplice spin-off ma l’effettivo sequel della saga, riprendendo la trama direttamente da dove era stata lasciata con “Cult Of Chucky”.
L’entrata in gioco di questo particolare risvolto rende potenzialmente la serie ancor più interessante, ma anche un elemento così cruciale rimane vittima della pessima scrittura dell’episodio. L’interpretazione della Dourif nei panni di Nica è a dir poco imbarazzante, costretta ad esibirsi in un assurdo spiegone nel luogo e nel momento più sbagliati possibili.
Come già detto, probabilmente la colpa principale va attribuita ai dialoghi. L’attrice, infatti, non delude affatto nell’interpretazione del Charles Lee Ray degli anni ’80, aiutata sicuramente dal reparto trucco e parrucco della serie e dal doppiaggio di Brad Dourif.
E’ però con “Cape Queer” che la serie riprende realmente un trend positivo. L’episodio parte col botto, con una magnifica scena d’apertura volta a presentare due ulteriori personaggi storici della saga: Andy Barclay (Alex Vincent) e sua sorella Kyle (Christine Elise).
Nonostante non abbiano un elevato screen-time, i personaggi lasciano il segno all’interno dell’episodio e soprattutto sono protagonisti di un ulteriore spiegone, stavolta ben fatto e inserito in un contesto perfettamente credibile.

Chucky 1x06 Recensione

JAKE E DEVON


Finora il rapporto tra Jake e Devon ha sempre suggerito un certo interesse da entrambe le parti, senza però mai effettivamente approfondire tale sentimento per nessuno dei due. Con il loro ufficiale avvicinamento come alleati/amici, “Little Little Lies” procede spedito nel far ulteriormente avanzare questo rapporto.
Sono molti i momenti romantici costruiti nel corso dell’episodi ma, purtroppo, sono spesso assurdi e/o imbarazzanti (la caduta di Jake o anche il dialogo sulla collina prima del bacio). Anche in questo caso interviene “Cape Queer” a mettere una pezza sulla questione, riuscendo a far legare in maniera più naturale i due ragazzi e a rendere più chiari ed espliciti i sentimenti di Devon.
Gli approfondimenti sulla sessualità, l’identità e il coming out non sono sempre curati alla perfezione ma rimangono comunque esplorati con grande naturalezza, pregio che va riconosciuto alla serie.

“A SERIES OF UNFORTUNATE… ACCIDENTS”


La parte più godibile – e si contano sulle dita di una mano mozzata – di “Little Little Lies” è senza dubbio il finale. Per “finale” si intende letteralmente l’ultimo minuto e mezzo di episodio, sopra le righe in pieno stile Chucky.
Chucky in generale nella quinta puntata è una presenza quasi marginale e poco attiva, ma con il finale cerca di riprendersi mettendo in scena un omicidio inaspettato e in pompa magna, da vera diva qual è.
Con “Cape Queer” la serie sembra quasi voler rimediare all’assenza dell’episodio precedente e si riprende con vari omicidi, stavolta di personaggi particolarmente importanti per la serie stessa.
La morte di Bree Wheeler è surreale, come giusto che sia, ma spettacolare e spaventosamente tragicomica. Ad essa segue a fine episodio l’omicidio di Kim, madre di Devon e ulteriore presenza costante nella serie.
Per la prima volta la bambola assassina compie più di un omicidio in un solo episodio e per la prima volta si tratta di personaggi particolarmente importanti. In questo modo si fa capire allo spettatore che la serie è sempre più vicina al suo climax.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Fiona Dourif (doppiata da Brad Dourif) nel ruolo di Charles Lee Ray da giovane
  • Il primo incontro tra Charles e Tiffany
  • Il ritorno di Nica, Tiffany, Andy e Kyle e la maggior connessione con i film della saga
  • L’omicidio della preside e di Bree
  • La scena d’apertura di “Cape Queer”
  • I dialoghi di “Little Little Lies”
  • Le situazioni, quasi sempre cringe, di “Little Little Lies”
  • Chucky quasi assente in “Little Little Lies”
  • “Little Little Lies”
  • Jake, Lexy e Devon protagonisti da film scadente della domenica su Italia 1

 

Risulta particolarmente difficile dare un giudizio unico in questa recensione, essendo “Little Little Lies” e “Cape Queer” agli antipodi come qualità. Il primo è, come già detto, il punto più basso toccato dalla serie, mentre il secondo potrebbe essere uno degli episodi più riusciti.
Sarebbe ingiusto da entrambe le parti fare una media trai due episodi, perciò in questo caso è d’obbligo assegnare due giudizi separati.

Appassionato di horror, fantasy e soprattutto di fumetti. Così disorganizzato che anche la stesura della biografia è stata procrastinata all'inverosimile, cerca di andare avanti a passi piccoli e costanti, ma finisce per essere distratto dalle mille serie e film che escono lungo il tragitto.
Avvertenze: di norma è gentile e amichevole, ma parlare di viaggi nel tempo potrebbe innescare in lui "l'effetto Gremlin".

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