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Killing Eve 3×01 – Slowly Slowly Catchy MonkeyTEMPO DI LETTURA 3 min

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Acclamata dal pubblico, premiata dalla critica ed eppure eccola qui a brancolare nel buio più totale quando, a conti fatti, quello che era lecito aspettarsi era una ripresa della narrazione da una situazione più che mai equilibrata. Killing Eve dopo poco meno di un anno dal finale della seconda stagione, torna con un episodio che si allontana sia dalle speranze di vedere qualcosa di diverso, sia dalla possibilità di avere un terzo ciclo di un certo rilievo, così come lo era stato il primo andato in onda nel 2018. Questa è però una considerazione generica, per avere la certezza bisognerà attendere ancora qualche episodio
Per voler essere onesti fin da subito deve essere fatta una grossa precisazione: l’unico motivo per cui questo episodio riesce a raggiungere la sufficienza è da ricercarsi nell’interpretazione sempre appagante di Sandra Oh e Jodie Comer. Accantonati questi elementi, il resto della puntata si presenta come una sequela di scene difficilmente collegabili tra loro e che faticano a far immergere lo spettatore nel contesto della serie. Insomma, un fallimento sotto tutti i punti di vista.
È ovviamente da tenere in considerazione che si tratta pur sempre di una première ed è quindi più che normale che i collegamenti siano ancora abbozzati e non definiti, ma sono le sequenze in sé ad essere messe in seria discussione.
L’episodio finale della seconda stagione, “You’re Mine”, si chiudeva con il raffazzonato e violento confronto tra Villanelle ed Eve, conclusosi con quest’ultima ferita dalla killer dal sorriso di ghiaccio. Fa abbastanza storcere il naso, quindi, che questa stagione decida di riprendere la narrazione mettendo in hiatus qualsivoglia tipo di spiegazione riguardo cosa sia accaduto dopo, decidendo di procedere invece con un balzo nel futuro. Un futuro che aggiunge ulteriori dubbi: Eve alle prese con un ristorante orientale (una caratterizzazione più stereotipata era difficile da produrre, un plauso agli sceneggiatori); Villanelle intenta a sposarsi. La sensazione è chiaramente quella di star osservando una serie diversa, tanto la disparità risulta evidente: cosa è successo a Roma? Come hanno fatto ad andarsene?
Tutto un incredibile mistero e allo spettatore viene chiesto una gigantesca prova di fede che, considerate le premesse, risulta anche difficile superare.
In tutto ciò vengono presentati nuovi personaggi: un cambio di regime nel MI6 (da segnalare la presenza di Steve Pemberton) ed un nuovo “tutor” per Villanelle, Dasha, personaggio a cui vengono addirittura concessi i primissimi minuti della puntata facendo sorgere ulteriori dubbi. Si percepisce la volontà della serie di ravvivare un fuoco lentamente spentosi durante la passata stagione, ma Dasha non sembra aver nulla di più di quello che già altri personaggi hanno saputo concedere a questa serie: comicità cinica (come Villanelle e Konstantin), una figura femminile molto forte (come Carolyn), capacità di tenere a bada Villanelle (come Konstantin).
Proprio Konstantin ricompare ad ondate, tra una telefonata e l’altra, e rimane come oggetto non identificato della stagione per ora. Ad un certo punto qualche sceneggiatore deve aver recuperato (facendo rewatch, forse) la prima stagione perché ricompare all’improvviso anche la volontà di fare chiarezza su “I Dodici”, magicamente scomparsi per un anno ed ora nuovamente tornati in auge. La morte di Kenny smuove un po’ le acque, sì, ma si sta parlando dell’ultima scena della puntata. I precedenti quaranta minuti a cosa sono serviti esattamente? Si poteva fare decisamente meglio.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Jodie Comer e Sandra Oh
  • Steve Pemberton e qualche cambio all’interno dell’MI6
  • L’apertura di puntata riguardante Villanelle
  • Il salto nel futuro con sospensione narrativa
  • Eve che lavora in un ristorante orientale
  • La morte di Kenny
  • Konstantin
  • Dasha: serviva davvero?

 

La strada è totalmente in salita per Killing Eve quest’anno. Ancora una volta.

 

You’re Mine 2×080.37 milioni – 0.1 rating
Slowly Slowly Catchy Monkey 3×010.44 milioni – 0.1 rating

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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