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Killing Eve 3×07 – Beautiful MonsterTEMPO DI LETTURA 4 min

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Killing-Eve-3x07“Do you know why I love you, Villanelle? Because you’re an agent of chaos. And I love chaos. Chaos disrupts. It rips apart and starts again. It’s like a forest fire. It burns. It clears. It’s monstrous, but it’s beautiful. You’re a beautiful monster, Villanelle.”

 

Questa terza stagione di Killing Eve avrebbe dovuto rappresentare l’apertura di un nuovo ciclo narrativo, vuoi per una chiusura sia metaforica, sia materiale (riproposizione scontro Eve vs Villanelle nei finali di prima e seconda stagione, con risultati differenti). Era lecito aspettarsi quindi un cambio di location, puramente di sfondo e così è stato se si tiene in considerazione che le puntate fino ad ora hanno trovato ampio spazio all’interno degli ex uffici di Kenny, così come in nuovi edifici e/o strutture. Nuovi luoghi, quindi, ma anche nuovi personaggi secondari: Dasha, Jamie e Bear per esempio. Volti nuovi che avrebbero dovuto concedere maggior respiro alla storia e agli sceneggiatori, i quali avrebbero potuto contare su questi nuovi character per aumentare il minutaggio di quella famigerata “linea comica” (ma anche investigativa) da cui Killing Eve attinge a piene mani senza troppi complimenti.
Eppure a ridosso del finale di stagione rimane la sensazione di ritrovarsi di fronte un prodotto castrato, privato di qualcosa di ancora non identificabile. Un vero e proprio villain? Una mitologia narrativa convincente ed in grado di rimanere focus centrale per più di un episodio? Collegamenti lineari tra un episodio e l’altro? Forse un mix dei predetti elementi che lascia allo spettatore la percezione che Killing Eve stia procedendo a vista sotto svariati punti di vista.
Irina, la figlia di Konstantin, per quanto appaia potenzialmente interessante (soprattutto per i lineamenti caratteriali decisamente molto simili a quelli di Villanelle) risulta a tratti sconcertante: l’ennesimo volto giovane con tratti distintivi di un potenziale serial killer (Villanelle ha incontrato personaggi simili sia nella prima, sia nella seconda stagione) introdotto all’interno della trama in maniera del tutto disinteressata e concettualmente lontana da quello che la storia cercava di raccontare (Eve alla caccia dei Dodici e Villanelle alla ricerca di una promozione).
Come episodio che precede un finale di stagione il ritmo è ben poco incalzante, nonostante la puntata non risulti (come sempre) pesante durante la visione. Gli ultimi concitati minuti, con Konstantin e Dasha bloccati in un letto di ospedale e Villanelle in fuga, risollevano leggermente il ritmo, ma forse troppo tardi se si tiene in considerazione che ancora una volta è il focus della narrazione ad apparire molto chiaro. Villanelle sembra desiderosa di cambiare definitivamente vita, staccandosi dai Dodici e venendo meno al suo nuovo ruolo (in ciò è sostenuta da Konstantin e bloccata da Dasha); Eve, d’altra parte, la sta cercando per venire a capo sia dell’attacco nei confronti di Niko, sia dei famigerati Dodici finalmente parte attiva della storia (dopo tre stagioni).
L’obbiettivo è quello di riunire in un’unica squadra Eve e Villanelle? Una scelta audace e che puzzerebbe di stantio visto e considerato che la seconda stagione ha proprio tratto da questa alleanza buona parte della sua trama. Ciò a cui Killing Eve punta è quindi qualcosa di concettualmente diverso? Difficile a dirsi visto e considerato che le premesse rimangono tutt’ora offuscate da una narrazione più dedita a riempire il minutaggio con scene ben lontane l’una dall’altra (si veda l’incontro tra Geraldine e Konstantin; oppure le investigazioni di Carolyn sull’omicidio di Kenny), che a tentare di sbrogliare la matassa narrativa fin qui solamente abbozzata. Abbozzata, sì, perché dopo oltre tre stagioni (!) ben poco lo spettatore è riuscito a cogliere della famigerata organizzazione dei Dodici, della gestione degli omicidi di cui è mandante, delle motivazioni alla base di questi omicidi, dei soldi (e quindi degli investitori) da cui attinge, del reclutamento di figure come Villanelle. Ben poco è stato detto, nonostante il tempo a disposizione. Ed il dispiacere è chiaramente molto alto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il finale di puntata non basta a sollevare dalla sufficienza un episodio altrimenti ascrivibile come completamente inutile
  • E’ tutto ancora una bozza: la storia, i personaggi, i loro ruoli, i meccanismi, l’arruolamento… tutto!

 

Un solo episodio alla fine di questa stagione e la trama generale risulta ancora una semplice bozza. Questo è ciò che rende davvero frustrante la visione di Killing Eve.

 

End of Game 3×06 0.34 milioni – 0.1 rating
Beautiful Monster 3×07 0.36 milioni – 0.1 rating

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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