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Mr Inbetween 2×10 – 2×11 – Nice Face – There Rust, and Let Me DieTEMPO DI LETTURA 4 min

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Uno dei più grandi pregi di Mr. Inbetween, elemento inattaccabile sotto molti punti di vista, è la capacità di confezionare delle lunghissime scene, prive di dialoghi, riuscendo a far precipitare lo spettatore nella realtà che al serie di casa FX ha intenzione di raccontare. Un elemento che a ben pensare potrebbe essere benissimo incasellato sia come fattore positivo sia come negativo. Positivo dal momento che, pur non trasmettendo nulla di chiaro e definitivo allo spettatore, la serie mette in mostra un’empatia ed un coinvolgimento emotivo a tratti molto distante dalla tipologia di prodotto che Mr. Inbetween è. Negativo, invece, perché con questa tipologia di scene, introdotte in maniera del tutto disomogenea rispetto alla puntata, è molto facile perdere il “filo del discorso” e sentirsi estraniati da ciò che si sta vedendo.
Basti pensare, per esempio, alla scena in cui Ray e sua figlia vanno a seppellire il cane, morto durante lo scontro a fuoco del tutto casuale avvenuto a metà dell’episodio: il ritmo è lento, i dialoghi assenti (fatta eccezione per qualche breve schiarimento di voce e qualche rumore di Ray) e le riprese sono molto lunghe e continuative, mentre riprendono il seppellimento del cane. Parallelamente, però, ad una scena così di dubbio gusto, Mr. Inbetween regala sul finire della stagione uno dei momenti forse più toccanti dell’intera serie. Una sequenza composta anch’essa da silenzi e da pochi dialoghi, ma ricolmi di significato e, soprattutto, in grado di coinvolgere lo spettatore che da due anni a questa parte ha imparato a conoscere il delicato tessuto sociale in cui Ray vive.
Bruce, il fratello maggiore di Ray, affetto da una grave sindrome di distrofia muscolare è intenzionato a concludere la sua esistenza ora che ne ha ancora la capacità, per quanto questa sia notevolmente limitata. La vera forza di questa sequenza è che il termine “suicidio” ed il piano ad esso collegato non vengano mai minimamente nominati all’interno della puntata. E’ ancora una volta fatto tutto in silenzio: sono gli sguardi tra Ray e Bruce, incapacitato nel controllare le proprie funzioni fisiologiche a far trapelare questa possibilità allo spettatore; sono i brevi dialoghi tra Ray e Bruce riguardo al padre; sono gli sguardi, gli abbracci ed i pianti tra Bruce e Brittany a far capire allo spettatore cosa sta realmente avvenendo. E’ l’ora dell’addio e al pubblico è stato lasciato veramente molto poco tempo per digerire il tutto, per realizzarlo: il finale di puntata è puro intimismo, sicuramente non ai livello di pellicole come Arrival o Her, ma in grado di coinvolgere anche il più distaccato individuo presente tra il pubblico della serie. Bruce e Ray hanno l’ennesimo (e a questo punto ultimo) confronto su come poter riportare la vita di quest’ultimo sui giusti binari, permettendogli di abbandonare un’esistenza fatta di vendetta, rabbia e cattiveria. Ma è un confronto pacifico, nonostante sia teso. Dopo di che per Bruce è arrivata l’ora dell’addio: è Ray a farsi carico di tutto (dall’overdose alla tanica di benzina), lasciando al fratello il silenzio che si è merito e che ha richiesto di avere.
La casa d’infanzia di Bruce e Ray viene incendiata da quest’ultimo, quasi a voler cancellare le tracce di ciò che ha appena compiuto. Ma come sottotesto è possibile intravedere la volontà, da parte di Ray, di seppellire definitivamente una parte del suo passato costruita sulla violenza e sul sangue. Potrebbe essere dalle ceneri di questa casa, di questi ricordi, quindi, che Ray tenti di ripartire buttandosi tutto dietro le spalle. Ma è un compito molto arduo per una persona che per la sua intera vita ha vissuto in un modo tanto violento e vendicativo. Eppure l’amore per i propri cari (specialmente per sua figlia) lasciano trasparire un animo a tratti dolce e delicato che, sotto sotto, lo spettatore spera riesca a trovare il proprio posto nel mondo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Bruce e Ryan
  • La sequenza della morte assistita di Bruce
  • Il decimo episodio in cui si risolve bene o male “tutta” la trama della stagione…
  • …in maniera del tutto raffazzonata ed improvvisata: per l’ennesima volta questa serie non vuole far capire cosa abbia intenzione di raccontare (fatta eccezione per la crescita dal punto di vista umano di Ray)

 

Esisterà mai una terza stagione? Ma soprattutto: noi di RecenSerie continueremo mai a recensire questa serie tv che mette a dura prova noi recensori permettendo davvero pochi spunti durante i suoi venti minuti scarsi a settimana? Sono domande che, prima o poi (forse), troveranno una risposta.

 

Socks Are Important 2×09 0.43 milioni – ND rating
Nice Face 2×10 0.41 milioni – ND rating
There Rust, and Let Me Die 2×11 ND milioni – ND rating

 

Aldo Longhena

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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