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Outlander 5×02 – Between Two FiresTEMPO DI LETTURA 3 min

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Fa un certo effetto vedere il leggendario Mac Dub, acerrimo nemico degli inglesi e della corona, aggirarsi con le giubbe rosse alla ricerca di ribelli scozzesi, ma nel Nuovo Mondo tutto è possibile a quanto pare.
Nella open cold si assiste a una violenta azione dimostrativa dei Regulators guidati ovviamente da Fitzgibbons, i quali mostrano agli spettatori i prodromi della Rivoluzione Americana, uno dei filoni narrativi principali di questa quinta stagione, come si evince già da alcune scene della nuova splendida sigla.
Nonostante Jamie si ritrovi letteralmente tra due fuochi il forte legame con Murtagh, ulteriormente rinnovato nella season premiere, sarà  ancora una volta fondamentale: la sensazione è che l’atavico odio verso gli inglesi e il forte desiderio di libertà del character avranno la meglio sulle altre considerazioni che lo hanno guidato sin ora, portandolo a schierarsi naturalmente con i ribelli indipendentisti, salvo sorprese.
Mentre buona parte dello screen time è dedicato alle questioni politiche, Claire si ritrova frustata per la propria condizione di “medico” visto il periodo storico, con consigli medici non ascoltati in quanto donna, che le causano rabbia e incomprensione, tanto da voler creare un proprio alter ego maschile e eseguire autopsie alla Dexter, irragionevoli per l’epoca, che se scoperte le causerebbero innumerevoli problemi.
L’idea di coinvolgere Marsali è buona e quella di creare la penicillina audace, tuttavia la parte più importante della puntata per il personaggio interpretato da Caitriona Balfe risiede sicuramente nel dialogo con Roger, dove al contrario di quanto pensa Brianna, entrambi concordino sulla necessità di un ulteriore viaggio del tempo nel futuro, visto la grande guerra in arrivo.
A proposito di Bree, il ritorno nel finale di puntata di Stephen Bonnet sarà sicuramente sgradito ai più, ma rappresenta uno snodo fondamentale per lo sviluppo della trama orizzontale, con quel fatidico “I’m a father now” che non prospetta nulla di buono per la famiglia di Fraser’s Ridge.
Dopo lo splendido primo episodio che ha dato il via a questa quinta stagione, era lecito aspettarsi una seconda puntata maggiormente introduttiva e infatti così è stato: nonostante l’assenza di grandi eventi, la storia avanza e vengono introdotte nuove tematiche che verranno riprese ed approfondine nei prossimi appuntamenti.
Lo show di casa Starz si conferma un ottimo prodotto seriale in grado di intrattenere al meglio lo spettatore, rispettando il proprio ritmo ed evitando improvvisi strappi narrativi, coadiuvato da un cast ormai ampiamente affiatato e da location sempre perfette e curate nei minimi dettagli, anche se nonostante l’obiettiva bellezza della Carolina del tempo le Highlands scozzesi delle prime stagioni rimangono ineguagliabili.
La sensazione è che, Rivoluzione Americana a parte che sicuramente cambierà le carte in tavola, l‘unione tra Brianna e Roger non sia affatto idilliaca e la questione sulla paternità di Jeremiah sia lontana dall’essere risolta, non resta che aspettare evoluzioni al riguardo.
Nel frattempo questo secondo appuntamento stagionale si aggiudica una valutazione alta, nonostante la natura transitoria della puntata, visto che oltre ai numerosi elementi positivi và sottolineato come non vi sia nessuna nota negativa da segnalare.

 

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • I disordini guidati da Murtagh. La Rivoluzione è in arrivo
  • Claire e le autopsie in stile Dexter
  • Il ritorno di Stephen Bonnet, sgradito ai più ma fondamentale per lo sviluppo della trama
  • Niente da segnalare

 

“Though we mourn the loss of Ethan and long to avenge him, my godson’s right. We need to bide our time. If he’s told us that we cannot return to Hillsborough  He’s walking between two fires. Wavering between two fires. Our cause on the one hand, and your godson on the other. I have no say over my godson, and he has no say over me.”

 

The Fiery Cross 5×01 0.82 milioni – ND rating
Between Two Fires 5×02 ND milioni – ND rating

 

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Daniele Abbatini

Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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