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Ozark 3×09 – Fire PinkTEMPO DI LETTURA 3 min

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Ozark 3x09 - Fire PinkUn nome alternativo per “Fire Pink” potrebbe essere “Dead End”, oppure “Cul-De-Sac” o ancora “Impasse” o anche “Standoff”. Tanti termini e molte alternative per ripetere semplicemente un concetto di stallo narrativo che, un po’ come negli scacchi, tiene entrambi i giocatori bloccati sino a quando uno dei due non decide di sacrificare un’altra pedina per uscire da questa situazione. Ovviamente sperando di farlo nel miglior modo possibile.
Qui i due giocatori non sono nemmeno i Byrde ed il cartello di Omar Navarro, quanto piuttosto Wendy ed Helen, entrambe costrette a fare delle scelte, per preservare l’attuale status quo delle cose. E le proprie vite.

Helen: But just to be clear: Ben doesn’t have to die because of what he told Erin. Ben has to die because Erin is not the last person he will tell.

Per affrontare col giusto spirito l’analisi di questa puntata bisogna però fare un passo indietro per capire il quadro generale. In “Civil Union“, quando è stato ufficialmente introdotto il character di Ben Davis, si era subito capito che avrebbe potuto fornire diverse soddisfazioni e così infatti è stato: negli otto episodi concessi a Tom Pelphrey, il suo personaggio ha passato diverse fasi che hanno permesso di esprimere al meglio le sue capacitĂ  (cosa non accaduta ai tempi di Marvel’s Iron Fist, per esempio).
Come nella miglior tradizione di Ozark, la vita di un nuovo personaggio ha cominciato un tracollo nel momento in cui è entrata nel raggio d’azione dei Byrde o, in questo caso specifico, con Ruth: il vero turning point per la storyline di Ben. Da lì in poi il bipolarismo del fratello di Wendy è diventato sempre piĂą importante a livello di trama, andando a destabilizzare praticamente tutti i personaggi in maniera equamente distribuita (una ripartizione di cui Marx sarebbe molto orgoglioso). L’amore con Ruth, se così si può chiamare vista comunque la durata breve della relazione, e la generale anormalitĂ  in cui tutti i character vivono quotidianamente hanno fatto il resto portando Ben ad eccedere in tantissimi modi. Tutti sbagliati.
“Fire Pink”, ancora una volta, mette l’accento su tutte queste scelte che si susseguono in maniera inesorabile nonostante gli sforzi fatti da Wendy, Marty e Ruth per limitarlo. Per certi versi si potrebbe addirittura additare la sceneggiatura di una certa eccessivitĂ  perchĂ©, in maniera del tutto razionale, si fa veramente fatica a spiegare tutte le azioni di Ben (comprare il telefono, chiamare Helen, andare al casinò, abbandonare Wyatt, ecc.) ma il monologo iniziale fatto al taxista basta ed avanza a giustificare l’irrazionalitĂ  dell’uomo.
Nei primi minuti, l’episodio si apre con un dialogo che potrebbe serenamente valere una nomination all’Emmy per Tom Pelphrey: lo sguardo confuso, il susseguirsi di frasi totalmente sconclusionate, i ricordi da bambino che lasciano intendere i problemi giovanili sono tutto ciò di cui lo spettatore ha bisogno per capire che Ben ha perso completamente il senno. Lo spettatore lo capisce giĂ  dall’inizio, Wendy ovviamente fatica ad accettarlo ed è qui che si consuma tutta la tensione, costante ed indissolubile, che permea tutta la seconda parte della puntata fino all’impossibile scelta. Il sacrificio di Ben diventa necessario per la sopravvivenza di tutti, è una scelta amara ma anche necessaria perchĂ© è palese che non ci sono altre scelte disponibili per Wendy. La scelta di far ammazzare il fratello arriva però con un contrappasso positivo: il riavvicinamento con Marty, giusto in tempo per il season finale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tom Pelphrey veramente bravo
  • Il monologo iniziale di Ben
  • Laura Linney continua a dare grandi prove recitative, specie l’escalation con la poliziotta
  • La morte di Ben sembra riavvicinare Wendy e Marty
  • La scelta finale fa male e, forse, poteva essere gestita in un altro modo

 

“Fire Pink” è un episodio duro, forse durissimo, nel suo inesorabile arrivo alla decisione finale. Lo spettatore soffre insieme a Wendy e questo è il miglior risultato che una serie può ambire ad ottenere. Ozark riesce a rendere i personaggi vividi e, anche se manca qualcosina per il Bless, non si può negare la bellezza e la crudeltĂ  generale di una puntata come questa.

 

BFF 3×08 ND milioni – ND rating
Fire Pink 3×09 ND milioni – ND rating

Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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