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1899 1×06 – The Pyramid – La PiramideTEMPO DI LETTURA 5 min

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Eyk: “Forse avevi ragione. Forse è una specie di sogno.”
Maura: “Ma chi è che sta sognando? Tu o io?”

I due creatori di Dark stanno nuovamente giocando con il proprio pubblico. Se con la loro prima creazione parte degli enigmi era collegata a quale linea temporale venisse presentata al pubblico, con 1899 la grande domanda riguarda quanto di quello che viene mostrato è reale e quanto una simulazione. Un termine forse non propriamente corretto, ma che tuttavia riassume la sensazione che si ha nel guardare questo show: una gigantesca simulazione, nonché un esperimento di carattere sociologico, probabilmente. Proprio al termine della seconda puntata, infatti, era stata inserita una sequenza passata in sordina e che invece doveva far già presupporre qualcosa: una serie di schermi televisivi dai quali i singoli protagonisti principali del racconto venivano mostrati, quasi spiati. Una sorta di The Truman Show, quindi. Ma con qualche enigma in più visto e considerato che ancora si fatica a comprendere il ruolo del bambino e della tanto cara piramide.

PICCOLI PASSI AVANTI VERSO IL FINALE


La sensazione di ritrovarsi all’interno di una simulazione è riscontrabile anche nella costruzione delle camere: all’interno delle stesse i singoli personaggi trovano un cunicolo che ricollega ad un avvenimento importante (e determinante) del loro passato (sempre che non si tratti di pura e semplice suggestione). Probabilmente quello che li ha condotti sulla Kerberos. Il finale dell’episodio poi sottolinea nuovamente questa opzione della simulazione mostrando una sorta di “cimitero” in cui miriadi di navi vengono raccolte, probabilmente quelle delle simulazioni fallite.
Prima di arrivare ai quesiti sollevati dagli episodi occorre fare un piccolo passaggio relativamente alle trame. Dopo il suicidio di massa occorso in “The Calling”, ai sopravvissuti occorre fare i conti con diverse problematiche gravi: riprendere il controllo della nave e capire quale direzione prendere a questo punto; cercare altri sopravvissuti magari nascosti all’interno della nave; ritrovare il bambino.
La barriera linguistica viene superata dalla necessità da parte di tutti di fidarsi l’uno dell’altro, un atto di fede non di poco conto visto che i precedenti episodi hanno ampiamente sottolineato i gravi dissapori che intercorrono tra le singole figure rimaste. Ma occorre fare di necessità virtù.

“Ci dicono di scrivere la nostra storia. Ma non funziona così, è già scritta. Dio scrive la nostra storia. Non puoi far altro che accettare le Sue scelte. Tutto ciò che accade fa parte del Suo piano.”

ENIGMI, TEORIE E DOMANDE


Forse la parte più bella di show come 1899, così come è stato per Dark, è quella di ritrovarsi a fantasticare ed ipotizzare le più variegate idee riguardanti personaggi, storie e possibili sviluppi.

Passaggi segreti
I passaggi segreti sembrano essere ora alla portata di tutti. I cunicoli sotterranei sembrano essere stati aperti e, come detto in precedenza, ricollegano ad una parte del passato dei vari personaggi. Ma quanto di ciò che viene mostrato è vero? Cioè, i personaggi sono effettivamente persone vere (in carne ed ossa) all’interno di un esperimento? Se così non fosse e si trattasse di una simulazione i corpi fisici dei personaggi dove sono allocati? Questo supponendo che ogni singolo personaggio si trasli all’interno di un corpo. Se invece, come supposto da Maura, è soltanto “un sogno” di una persona, chi sarebbe questo fantomatico Sognatore? È proprio Maura ed il misterioso uomo che dice essere suo marito, Daniel, è venuto per salvarla?
Un altro passaggio segreto che crea interesse è quello nella credenza nel refettorio della nave, evidentemente collegato all’esterno della simulazione. Oppure, cosa più plausibile visto che proprio lì il Bambino era ricomparso, si tratta della zona di respawn, volendo utilizzare un termine di gioco.

Ritorno al futuro e altre stranezze
Daniel (solo lui? A questo punto occorre dubitare di chiunque) viene evidentemente dal futuro considerata la torcia elettrica che utilizza per farsi luce e sistemare la nave, unitamente al marchingegno futuristico che viene utilizzato qui e là per “riprogrammare” macchine (la simulazione). Resta tuttavia molto complicato poter collocare temporalmente questo futuro soprattutto perché lo spettatore ha come unica indicazione l’anno 1899 in cui è ambientata la storia, nonché anno in cui la Kerberos salpa da Londra. Ma se si pensa a Westworld, cercando parallelismi, all’esterno di questa simulazione ci si potrebbe trovare in qualsiasi anno. Un balzo in avanti nel tempo è pressoché scontato, ma è impossibile ora riuscire a capire dove quando la serie vorrà andare a parare..
Piramide e bambino restano due elementi narrativi di difficile inquadramento, soprattutto per i pochi dettagli fin qui concessi. Specialmente per la piramide (anche se a vista sembrerebbe più un tetraedro): si percepisce l’importanza ai fini della storia, in quanto oggetto mistificato e richiesto a più riprese, ma non se ne comprende appieno il motivo.
Le stalattiti nerastre comparse all’interno della nave aggiungono ulteriore mistero, anche se alcuni dei personaggi sembrano non porsi troppe domande al riguardo. Se dovesse trattarsi effettivamente di una simulazione queste potrebbero essere, banalmente, rappresentazioni grafiche di bug, errori di codice o virus.

Nave o non nave? Questo è il dilemma…
Ponendo come assodato che si tratti di una simulazione, considerato il cimitero di navi del finale, questa dovrebbe avere l’obbiettivo di concludersi al raggiungimento di un risultato prestabilito. Le navi presenti nel cimitero sono tutte le simulazioni errate, di conseguenza. Ma quale è questo obbiettivo finale della simulazione? Catturare il bambino e riprendere la piramide?
Il personaggio interpretato da Anton Lesser (Henry Singleton) è il Creatore/Sognatore di cui si parla nello show e di cui abbiamo scritto poco sopra nella recensione? È lui che ha architettato tutto questo?

Le domande sono tante ed il desiderio è chiaramente quello di arrivare ad un finale che possa quanto meno trovare risposta a buona parte di quelle fin qui presentate. Tuttavia la sensazione è quella di avere di fronte solo una parte della storia, esattamente come accaduto con Dark, che richiederà ulteriore tempo e spazio per essere approfondita. E tutto sommato la cosa non crea dispiacere.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Simulazione, suggestione di gruppo, esperimento sociale, sogno, realtà
  • Barriera linguistica superata dalla necessità di fidarsi l’uno dell’altro
  • Daniel, finalmente un ruolo definito al suo personaggio
  • Sta accadendo tutto dentro ad una struttura effettivamente chiusa o è l’ennesima allucinazione?
  • Maura-Eyk-Daniel
  • Il cimitero di navi
  • Dialoghi e misteri
  • I vari background dei sopravvissuti, uno più triste e tormentato dell’altro
  • I passaggi sotto le varie stanze ora sono costantemente aperti
  • Veramente molte, molte domande

 

“Che il tuo caffè faccia effetto prima della realtà.”

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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