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Lucky Hank 1×05 – The Clock

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Lucky Hank 1x5

Lily e Hank ospitano la cena annuale di lavoro a casa propria con un menù a base di disagio, ma non tutti i mali vengono per nuocere.
Questa volta viene data a quasi tutti i personaggi presenti l’opportunità di uscire un po’ di più allo scoperto (per alcuni anche troppo).
Si viene, ad esempio, a sapere che Teddy (Arthur Keng) e June (Alvina August) hanno una relazione aperta e che Tony (Diedrich Bader), la spalla destra di Hank, sembra piuttosto interessato alla cosa, destinata tuttavia a finire prima ancora di iniziare. Viene offerto dello spazio in più anche a Paul (Cedric Yarbrough), ossessionato dalla proprietà Devereaux, ma alla fin fine il pubblico (se non tutto, gran parte di esso) ha aspettato questo quinto episodio soprattutto per risolvere il mistero che ha concluso quello precedente: Lily ha trascorso la notte con Tom (Chris Diamantopoulos)? Sembrerebbe di no, ma gli autori decidono di non dare una risposta definitiva, lasciando una certa autonomia interpretativa ai singoli spettatori e la libertà, ai più maliziosi tra questi, di credere diversamente.

DECAMERON FREUDIANO


Hank: “She loves me, it’s just a job. She loves me. It’s just a job. She, loves me. It’s… just a job. We can work it out, we will work it out.”

“The Clock” è ambientato interamente nella bellissima casa (una tipica enorme detached house americana) dei coniugi Devereaux e soprattutto attorno al tavolo dove, insieme ad amici e colleghi, siedono per la maggior parte dei 45 minuti di show. Scelta e impostazione interessante da parte della regia che conduce questo episodio come una seduta psicoanalitica più che una vera e propria cena. Una portata dopo l’altra vengono intavolati segreti di coppia, ricordi di vita e dubbi riguardanti il futuro che ogni commensale espone a turno.
Nonostante tra una scena e l’altra venga dedicato del tempo (spesso in maniera eccessiva) alle storie per lo più noiose degli ospiti (che forse sono fatti per risultare fastidiosi), è chiaro che si tratta di un escamotage per creare un climax emotivo crescente e la giusta tensione che porterà a un finale esplosivo. Hank, infatti, scoppia in lacrime e si lascia finalmente andare alle sue emozioni esponendosi davanti a tutti. Come in un gioco di specchi, il tradimento paterno prima e quello materno dopo, lo portano a temere quello della moglie (che solo una volta scoperta gli confessa il bacio ricevuto passivamente da Tom); l’abbandono del padre (che nella serie continua a essere solo un’ombra), a temere quello di Lily che ha appena ottenuto il nuovo lavoro a New York e si dichiara pronta a trasferirsi anche da sola se necessario.
È un momento di altissima intensità, il più profondo della serie finora che assume uno spessore senza eguali anche in virtù dei flashback sapientemente svelati durante l’intera puntata: l’orologio a cui fa riferimento il titolo non è solo un oggetto, bensì un simbolo legato al momento più significativo e traumatico della gioventù di Hank, il tentato suicidio. Un’immagine del passato con cui è arrivato il momento di imparare a convivere, letteralmente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La ritrovata complicità tra Hank e Lily
  • Hank che finalmente fa i conti con sé stesso
  • I flashback che arricchiscono la storia di Hank nonché il suo personaggio
  • L’impostazione psicoanalitica dell’episodio
  • L’eccessivo spazio dedicato a personaggi non solo secondari, ma anche poco interessanti
  • Julie Devereaux, “insipida” e persino fastidiosa. Quando si dice tale madre, tale figlia… 

 

Passato anche il giro di boa, Lucky Hank è ormai in dirittura d’arrivo e si conferma, una volte per tutte, una serie di alti e bassi. Infatti, se “The Goose Boxer” non ha meritato nemmeno la sufficienza, questo episodio è da promuovere senza alcun dubbio a pieni voti. “The Clock” è l’ennesima dimostrazione che il dolore interiore è indispensabile per un prodotto artistico di qualità.

 

 

Amante della letteratura, decisamente meno della matematica, procrastinatrice seriale la cui unica costanza nella vita è la pizza. Giunge a Recenserie per mettere a tacere i sensi di colpa del troppo tempo speso a guardare serie TV anziché studiare e farsi una carriera.

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