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Ripley 1×06 – 1×07 – Some Heavy Instrument – Macabre EntertainmentTEMPO DI LETTURA 5 min

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Ripley 1x06 Recensione

“Dear Mom and Dad, I don’t know if the news made it to the New York papers, but maybe Marge has gotten in touch with you. If neither of those things happened, then you’ll be hearing about it from me first, here. A friend of mine was murdered in Rome. You don’t know him, but his name is Freddie Miles. The police act like they know what they’re doing, but I don’t think they do. They’ve arrested no one for this terrible crime. The whole thing has upset me greatly, and the police have made it even worse by not allowing me to leave the country […] So I’ve left Rome. I had to get away from it all […] I’ll write again when I’m feeling better. Love, Richard. PS The only true consolation I got from anyone in those dark days after the murder was from Tom. He’s a good person”

Non è facile essere dei truffatori. Si tratta, infatti, di un’attività che richiedere una serie innumerevoli di qualità, come – ad esempio – un’ottima capacità dialettica e una certa dose di fascino. Un’altra dote che – seppur fondamentale – viene spesso trascurata è la memoria. Quando si mette in atto una truffa, infatti, si entra in un circolo senza fine di bugie, menzogne e sotterfugi. Di conseguenza, il primo compito di un truffatore è quello di ricordarsi tutto ciò che ha detto e le persone alle quali lo ha detto. In caso contrario, finirà inevitabilmente per tradirsi e farsi scoprire. Tom Ripley, da questo punto di vista, gode sicuramente di una buona memoria, avendo costruito un castello di bugie abbastanza solido. Anche i migliori, tuttavia, commettono errori. Nel corso del sesto episodio, l’ispettore Ravini gli dice – credendo di parlare con Dickie – di non aver trovato alcuna registrazione negli hotel a Roma effettuata da Tom. Eppure, nel quarto episodio è stato mostrato che – non appena arrivato a Roma – il protagonista abbia eseguito una prenotazione a nome Greenleaf e una a nome Ripley. Successivamente, però, ha dimenticato di menzionare questa cosa all’ispettore. Si tratta di aspetti all’apparenza insignificanti  ma che potrebbero fare la differenza tra un uomo libero e un fuggiasco che deve sempre guardarsi alle spalle.

LE INDAGINI


Un altro difetto del piano elaborato dal fu Thomas Ripley è rappresentato dalla decisione di lasciare il cadavere di Freddy Miles dentro un’automobile parcheggiata nel bel mezzo della Via Appia Antica. In questo modo, il ritrovamento del cadavere non poteva che accadere immediatamente, dando subito il via alle indagini.
Pur non essendo un sicario professionista, Tom avrebbe potuto nascondere maggiormente le proprie tracce, come fatto a Sanremo dopo l’uccisione di Dickie. Questa negligenza, invece, lo ha portato ad avere subito alle calcagna l’ispettore Parini. Anche questa new entry rappresenta fin da subito un valore aggiunto per lo show. Proseguendo sulla scia dei piani imperfetti, Parini viene descritto come un poliziotto capace, ma non come la reincarnazione di Sherlock Holmes.
Di conseguenza, l’ispettore non si accorge subito di alcune contraddizioni di Tom, non realizza che il posacenere è l’arma del delitto e non chiede di andare in bagno, al fine di fare un breve giro della casa e trovare eventuali indizi. Questa serie di piccoli errori si inserisce nel solco del quadro neorealista che Steven Zaillian ha iniziato a dipingere sin dal pilot. Parini e Ripley non sono Holmes e Moriarty, bensì due esseri umani fallibili che fanno del loro meglio, ma sbagliano e continuano a sbagliare.

FUGA DALLA VERITÀ


Ripley 1x07 Recensione

L’ispettore Pietro Parini. Thomas Yoder. Margaret Sherwood. Nel corso delle due puntate oggetto di questa recensione, Tom ha dovuto difendere il proprio castello di bugie dalle domande e dai dubbi che provenivano da 3 diversi fronti. Innanzitutto, ci sono le indagini della polizia, con l’ispettore Parini che raccoglie la dichiarazione di un testimone che ha visto due uomini – di cui uno americano – fuori dalla casa di Tom nella notte dell’omicidio.
Sempre rimanendo a Roma, c’è poi Tom Yoder, conoscente di Dickie ed ex fidanzato di Freddie, che vorrebbe avere più informazioni sulle ore precedenti all’assassinio. E infine c’è sempre Marge, la quale – accecata dalla delusione sentimentale e dal disprezzo verso Tom – non si è ancora accorta del fatto che non ha mai visto di persona Dickie dal momento in cui ci fu la partenza per Sanremo.
Come uno slalomista consumato, Thomas ha dovuto schivare tutte le domande che gli sono state rivolte da queste persone, affidandosi a una versione più o meno coerente, alla quale aggiungere delle improvvisazioni secondo occorrenza. Nel complesso, la truffa orchestrata da Ripley è piuttosto semplice e lineare, ma mentire costantemente porta inevitabilmente il protagonista a sentirsi costantemente braccato dalla verità e da chi ne è alla ricerca. Data la situazione, la fuga – non solo dalla verità, ma anche dalla città di Roma – è dunque inevitabile.

PALERMO – VENEZIA SOLA ANDATA


Un altro aspetto della costante fuga dalla verità di Thomas Ripley è che, paradossalmente, lo ha riportato al punto di partenza. Seppur abbia assunto l’identità del ricco Richard Greenleaf, la necessità di scappare dalla polizia e dai giornalisti lo ha costretto a nascondersi in un albergo di basso rango a Palermo.
Una stanza piccola, senza luce elettrica, con accanto urla di bambini e di famiglie che non appartengono al mondo aristocratico in cui aveva provato a inserirsi. Tutto molto simile, dunque, all’appartamento di New York in cui viveva di espedienti prima di essere contattato dalla famiglia Greenleaf.
In un certo senso, il soggiorno di Tom in quell’albergo ha ricordato le scene che spesso si vedono nei film dedicati alla criminalità organizzata, in cui i boss – seppur in possesso di un patrimonio sconfinato – erano costretti a vivere nascosti all’interno di piccoli anfratti nei quartieri popolari che sono cresciuti.
Tuttavia, Tom non ha ancora finito di giocare le proprie carte, come dimostra la finta prenotazione per Tunisi e la vera partenza per Venezia. Ora che Dickie Greenleaf è associato da tutti a dei fatti di omicidio, che non convenga tornare a essere Thomas Ripley, amico dell’uomo in prima pagina sui quotidiani nazionali?

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una grande interpretazione di Andrew Scott
  • Le ambientazioni e il bianco e nero
  • L’umanità vivida di tutti i personaggi
  • L’ispettore Parini
  • La fuga dalla verità
  • Il parallelismo tra l’albergo di Palermo e la casa a New York
  • La finta prenotazione per Tunisi
  • A volte, l’incapacità dei personaggi di cogliere alcuni indizi – come la foto di Dickie e Marge insieme – è abbastanza eccessiva

Uno splendido quadro neorealista e un racconto avvincente. Cosa chiedere di più?

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Romano, studente di scienze politiche, appassionato di serie tv crime. Più il mistero è intricato, meglio è. Cerco di dimenticare di essere anche tifoso della Roma.

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