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Hawkeye 1×05 – RoninTEMPO DI LETTURA 4 min

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Hawkeye 1x05 recensioneCome spesso accaduto nelle puntate precedenti, anche “Ronin” si sviluppa con un ritmo costantemente in salita. Ma una salita lenta che culmina con un plot twist che rappresenta il sogno nel cassetto di tutto un fan-dom.
Qui però bisogna aprire un grosso e doveroso disclaimer perchè la serie creata da Jonathan Igla, a questo punto della sua run, sembra essere stata creata con il solo duplice scopo di allietare il fan-dom e fungere da enorme prologo a tutto ciò che verrà messo in scena nel futuro “urban” delle serie Marvel/Disney+.
Chi non ha visto Marvel’s Daredevil potrà non aver provato alcuna sensazione
alla vista di quello scatto rubato che raffigura Vincent D’Onofrio nuovamente nei panni di Kingpin mentre parla con Eleanor Bishop. Tutti coloro che invece hanno apprezzato in passato la miglior serie Marvel Television/Netflix, specialmente dopo l’annuncio di qualche giorno fa di Kevin Feige sul ritorno di Charlie Cox, avranno sbocciato le loro migliori bottiglie.
L’arrivo di Kingpin era stato stuzzicato nelle puntate precedenti, soprattutto in “Echoes” quando la mano del fantomatico zio di Maya Lopez aveva fatto capolino. Eppure, memori dell’hype generatosi intorno a Mephisto e Quicksilver in WandaVision e poi scemato malamente, c’era molto (comprensibilissimo) scetticismo nell’aria. Scetticismo che qui si dipana completamente.

Kate:Look at this: who’s that with my mom?
Clint:Well, that’s the guy I’ve been worried about this whole time. Kingpin.

UNA SERIE INTRODUTTIVA MA UNA SERIE PER IL FANDOM


La sensazione di essere davanti ad un enorme MacGuffin c’è e, parzialmente, giustifica anche l’assenza di un vero e proprio movente della serie stessa. Come detto fin dalla series premiere, Hawkeye non sembra avere un senso di esistere e l’accumularsi di problemi all’incipit iniziale è solo una buona scusante per mascherare l’assenza di una trama portante. Certo, Clint Barton ne ha fatte di grosse nei panni di Ronin ed è interessante constatare che qualcuno se ne ricorda e che ci sono delle conseguenze, ma non sono nemmeno delle conseguenze che ne giustifichino il ritorno in scena. Ed infatti è tutto un pretesto.
Più si va avanti nella stagione e più emergono dei dettagli e dei character che (oltre a salvare il salvabile nella trama) hanno già un futuro programmato davanti a sè. Specialmente Echo. Ecco quindi svelato il vero scopo della serie: fungere da lungo prologo per fare abituare il pubblico a dei nuovi character, reintrodurne altri per far felici i fan e, fondamentalmente, creare delle aspettative per il futuro. In parte dimenticandosi della valenza del presente.

NUOVE BFF


L’incontro a cena tra la nuova Black Widow e l’aspirante Hawkeye rispecchia esattamente quanto detto sopra: l’importanza data al presente è relativa, il futuro sembra essere lo scopo principale di ogni scena. Ecco quindi che si può già prevedere un certo rapporto d’amicizia tra Yelena e Kate.
Il ritorno di Yelena Belova, al contrario di quello di Kingpin, era già stato anticipato e, detto francamente, c’era molta attesa nel vederla interagire senza il supporto di Natasha dopo Black Widow. Risultato ovviamente positivo e che è supportato anche da un flashback che arriva (con l’attenzione al dettaglio di ogni prodotto Marvel) addirittura prima della sigla e del recap, proprio ad enfatizzare l’ordine cronologico degli eventi. Rimane da vedere come verrà utilizzata in futuro ma la sensazione di essere davanti ad un astro nascente c’è ed è visibile anche una certa alchimia con Hailee Steinfeld che fa ben sperare.

TANTE CHIACCHIERE E POCHI NINJA


Non tutto funziona perfettamente però, come si sarà potuto leggere tra le righe, e non si parla solamente dell’assenza di una corposa trama orizzontale che invece era presente sia in Loki che in WandaVision ed in The Falcon And The Winter Soldier.
“Ronin”, come anche altri episodi, deve riempire il vuoto della trama attraverso i dialoghi e lo fa in maniera professionale, concedendo anche troppo tempo a certi momenti che, se da un lato servono lo scopo della sceneggiatura, dall’altro possono non risultare così interessanti al pubblico.
La scena di Ronin contro Echo, per esempio, è estremamente ben fatta ma sembra anche durare un po’ troppo poco rispetto al suo vero potenziale, il che lascia parzialmente interdetti perchè Clint Barton nei panni di Ronin fa la sua sporca figura e qui non è stata sfruttata nel suo pieno potenziale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Vincent “Kingpin” D’Onofrio!
  • Il Blip visto dalla prospettiva di Yelena
  • Yelena e Kate a cena insieme
  • Ronin VS Echo
  • Considerato che manca solo un episodio e vista la rivelazione finale, magari sarebbe stato il caso di evitare così tanti dialoghi

 

“Ronin”, pur portando la serie ad un naturale confronto tra tutte le parti, funge piuttosto da vero e proprio intro ad un universo televisvo espanso che qui ed ora ritrova (forse) una sua coerenza. La serie su Hawkeye alla fine sembra essere stato solo un pretesto per far felice il fan-dom e dare un altro colpo in direzione dei Young Avengers. Ed ovviamente Echo.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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