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Suburræterna 1×04 – AssedioTEMPO DI LETTURA 4 min

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Suburræterna 1x04 Recensione

“Money has never made man happy, nor will it, there is nothing in its nature to produce happiness. The more of it one has the more one wants” (Benjamin Franklin)

Il mondo di Suburra è un mondo articolato e vorticoso. Si passa da un quartiere all’altro della città, da uno strato sociale all’altro, da un microcosmo all’altro. Tutti questi elementi, all’apparenza distanti e inconciliabili, sono invece sempre più interconnessi. Cosa unisce un cardinale a un assessore? Cosa lega il capo di una cooperativa al capo di una famiglia Sinti dedita allo spaccio di droga? La risposta è racchiusa in due parole: soldi e potere. Il successo del film e delle stagioni iniziali di Suburra risiedevano proprio nella capacità di mostrare la semplicità nella complessità del racconto. I personaggi sono tantissimi, le alleanze sono molteplici, ma il nocciolo della questione risiede nei soldi e nel potere. Ogni azione è strumentale a raggiungere tale obiettivo. L’ultima stagione dello show originale aveva perso di vista questo focus essenziale, in favore di introspezione dozzinale e di malcelato fan-serviceAl netto di un sano scetticismo iniziale, Suburræterna sembra aver ritrovato – almeno in parte – la retta via.

‘O STADIO


Il cuore delle vicende si muove sull’asse Campidoglio-Vaticano, ossia i due centri di potere della città. Il focus è posto, ancora una volta, sul famigerato tesoretto di investimento che è stato a lungo sotto il controllo del cardinale Nascari e che ora viene gestito dal cardinale Tronco.
Lo scontro tra i due cardinali è riproposto, in Campidoglio, dalla lotta tra Cinaglia ed Ercole Bonatesta. Le doti politiche e criminali dell’uomo che anni fa voleva riportare l’onestà all’interno dell’Assemblea Capitolina sono state apprezzate nel corso delle stagioni. Bonatesta, invece, è senz’altro la rivelazione di questo show.
Cravatte sgargianti, camicie a righe e capelli da attore holliwoodiano di inizio Novecento. Nonostante un look alquanto particolare, il consigliere sta mostrando di essere un nemico assolutamente degno per il gruppo criminale rivale.
Nel corso di questa puntata si è verificata la consacrazione di Ercole come nuovo leader della politica romana. In poche ore, infatti, è passato dal rischio di essere rimosso dalla giunta a diventare l’uomo a capo del progetto dello stadio. Il mix di legami con la criminalità, amicizie con il Vaticano e organizzazione di proteste violente per cambiare lo scenario politico rendono la sua strategia eclettica, versatile e – di conseguenza – imprevedibile.

GLI SCHELETRI DEL PASSATO


Spadino, invece, non ha alcun interesse nei fondi di investimento vaticani e nella costruzione dello stadio. Il suo scopo è quello di riportare la famiglia Anacleti ai fasti di un tempo. Dato che i suoi obiettivi possono essere raggiunti solo con l’aiuto di Cinaglia, Alberto non può che trovarsi coinvolto nella lotta più ampia per il controllo di Roma.
Al fine di riappropriarsi dei fondi, i due alleati vestono quindi i panni degli investigatori per ritrovare Flaminia, la sorella con problemi di tossicodipendenza dal cardinale Tronco, la quale sparì misteriosamente negli anni ’80 prima di essere arrestata dalla polizia.
Le scene con Spadino e Cinaglia – con la partecipazione del giovane Victor Anacleti – sono le più riuscite dell’episodio, anche grazie all’ottima interpretazione di Giacomo Ferrara e Filippo Nigro.

QUELLO CHE NON FUNZIONA


Giunti a metà del percorso, quello che continua a non funzionare è situato a Ostia. Le vicende della famiglia Luciani, di Angelica e di Nadia sono infatti eccessivamente legate al passato. Tutto ruota infatti, sia implicitamente che esplicitamente, attorno alla figura di Aureliano.
Ovviamente, Aureliano Adami ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale nelle dinamiche criminali di Ostia per tanti anni. Inoltre, il legame tra Aureliano e Nadia è profondo e ben noto. Tuttavia, per essere uno show che si basa sulla lotta per conquistare il futuro, il focus sul ricordo di ciò che è stato – con tanto di gigantografia in bella vista – sembra essere poco efficace.
Un altro elemento di dubbio è legato anche sulle prospettive dei personaggi coinvolti in questa storyline. Angelica, Damiano e i suoi fratelli hanno dato il via a tutte le vicende, uccidendo gli Anacleti. Tuttavia, le loro strategie per ottenere il controllo dello spaccio appaiono slegate da tutto il resto. L’unico legame è l’alleanza con Ercole Bonatesta, ma non appare sufficiente per giustificare un minutaggio equiparato a quello delle altre vicende.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le indagini di Spadino e Cinaglia
  • Il cardinale Tronco ed Ercole Bonatesta sono state delle ottime aggiunte al cast storico
  • Le trame politiche e criminali di Ercole
  • Le indagini su Flaminia
  • Le vicende di Ostia continuano a essere ancorate ad Aurealiano e al passato

Giunti a metà del percorso, possiamo dire che sta andando meglio del previsto.

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Romano, studente di scienze politiche, appassionato di serie tv crime. Più il mistero è intricato, meglio è. Cerco di dimenticare di essere anche tifoso della Roma.

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