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The Peripheral 1×04 – JackpotTEMPO DI LETTURA 4 min

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The-Peripheral-1x04“We live in a house with three walls. The Klept oligarchy, through the application of extreme violence, managed to bring order from the chaos of the Jackpot.And now, in exchange for rather an open hand and blind eye when it comes to the free pursuit of profit, it helps to maintain that order.
The Met Police keeps the Klept from straying beyond certain implicit boundaries.
The Research Institute benefits from the peace and prosperity that results and in turn provides a technical assistance for society to function and thrive. It’s a wondrous edifice we’ve managed to construct. But it’s also rather fragile, I’m afraid.”

The Peripheral continua con la sua presentazione di personaggi, luoghi ed avvenimenti. Il prodotto di Scott Smith prosegue anche in questo quarto episodio l’ampliamento degli elementi a disposizione del pubblico fino ad ora insufficienti per poter avere una chiara rappresentazione di cosa sta guardando. Prodotti di questo tipo (si potrebbe citare Dune come esempio) hanno ampi dizionari contenenti termini tecnici strettamente correlati alla storia che devono essere in un qualche modo presentati, diversamente si finirebbe per dare tutto per scontato e lo show avrebbe ben poco da trasmettere. Anche “Jackpot” ha quindi nuovamente il compito di aggiungere pezzi alla mitologia di The Peripheral e gettare ulteriore carne al fuoco per aiutare il pubblico nella comprensione di ciò che si sta guardando.

ALTRO EPISODIO DI PRESENTAZIONE


La puntata si apre sulla Londra del 2075 andando ad aprire una veloce finestra sul passato di Aelita e Wilf, spunto narrativo che permette allo show di mettere momentaneamente da parte le varie sottotrame riguardanti Corbell Pickett ed il 2032 focalizzandosi piuttosto sul 2099 su Cherise Nuland, Lev Zubov e Wilf.
Flynne e Burton vengono mostrati principalmente per gli effetti collaterali della connessione al visore-futuro di Flynne: comparsa di ematomi in volto ed un’altra crisi come già accaduto nei precedenti episodi. La ragazza sembra risentire della connessione al futuro ed è una cosa che non lascia fin troppo stupiti visto e considerato che un contraccolpo di saluto era abbastanza pronosticabile.
Come si diceva, però, la puntata si concentra principalmente sul 2099 con importanti dialoghi che aiutano lo spettatore a comprendere la società del periodo, la sua composizione e cosa sia esattamente accaduto prima di quell’anno perché la società conosciuta da Flynne crollasse in maniera repentina e senza possibilità di frenata.

L’APOCALISSE CHE VERRÀ


Questo crollo viene chiamato “jackpot” (da qui il titolo dell’episodio), un nome meno brutale di “apocalisse”. Si tratta di una serie di avvenimenti, il cui vero inizio ancora non è stato identificato dopo oltre 50 anni, che hanno portato al tracollo la società così come era precedentemente conosciuta: un blackout in America durato mesi; una pandemia legata ad un filovirus mortale (chiamato Blood Plague); siccità; carestia; collasso agricolo e demografico. Ed infine, il colpo di grazia: un attacco terroristico ad una base con missili nucleari in North Carolina.
Importante, sempre collegato al discorso di elementi fondamentali per la comprensione dello spettatore, il dialogo tra Cherise e Lev Zubov in cui la struttura della società (Klept, Met Police e Research Institute) viene presentata.
Resta un solo fondamentale problema: la densità di informazioni che il pubblico deve immagazzinare in circa un’ora di visione. Acronimi, dialoghi, metafore, nomi di personaggi, date e luoghi: lo spettatore si ritrova letteralmente bombardato di informazioni, dati e spiegazioni che dovrà riuscire a tenere a mente perché evidentemente fondamentali per comprendere determinate decisioni ed azioni dei vari personaggi. The Peripheral richiede un’attenzione estrema da questo punto di vista non concedendo allo spettatore la minima disattenzione. Resta solo da capire quando le informazioni passate allo spettatore saranno sufficienti per potersi godere nuovamente il racconto futuristico presentato, con sufficiente leggerezza, nel pilot.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dialoghi-monologhi che spiegano determinati avvenimenti (collasso della società)
  • Dialoghi-monologhi che spiegano la struttura della nuova società, come quello di Cherise e Lev
  • Si tratta di un altro episodio in cui la mitologia di The Peripheral viene spiegata al pubblico…sarà l’ultima?
  • Acronimi, nomi, luoghi, date: tantissime informazioni con cui viene bombardato il pubblico
  • Le informazioni surclassano l’attenzione della trama ai personaggi, per ora lasciati abbastanza in disparte
  • Hacking tra passato e futuro

 

Ennesimo episodio per presentare mitologia e contesto narrativo. E si è già arrivati a metà stagione. C’è da sperare che ad un certo punto il racconto ingrani una marcia differente altrimenti si inizierà a percepire odore di stantio.

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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