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The Walking Dead 11×06 – On The InsideTEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensione The Walking Dead 11x06La strada verso il viale del tramonto per una delle serie più amate e chiacchierate di sempre, non sembra procedere nel migliore dei modi. Dopo undici, lunghissime, stagioni non si possono chiedere molte novità ad uno show, eppure per essere la pubblicizzatissima stagione finale di The Walking Dead, si fa veramente fatica ad essere in hype per scoprire come si concluderà.
I pochi fan che sono rimasti dopo le prime, intense, stagioni non possono che continuare a rimanere delusi da quanto visto fino a questo momento nell’undicesimo anno dello show. Se si volge uno sguardo al passato, la differenza qualitativa tra presente e ciò che è stato è enorme, e non c’è episodio che passa che non sembri rimarcarlo.
La serie AMC continua il suo andamento estremamente mediocre delle ultime annate, riuscendo, per ora, in questo tremendo 2021 a produrre solamente episodi dimenticabili e “On The Inside” non è l’eccezione tanto sperata.

STORIE DI FLASHBACK


“I don’t think you understand. I’m the best shot you got. […] No. Not ‘cause we’re friends. ‘Cause I’m the one holding the knife. […] Shut up! Shut up and listen to me. I know you’re close to her. The leader. Close enough to know where they’re hidin’. No one needs to die in here. So just say a location so we can all walk away happy.”

Ciò che rende lo show di Angela King più tedioso che altro, è il massiccio ed estenuante uso di espedienti narrativi per saturare le puntate, riempitivi triti e ritriti che si sono visti decine di volte.
Uno su tutti, la ricerca di Connie da parte di Carol & Co., la più classica delle scampagnate che parte nei peggiori dei modi per poi finire con l’happy ending. Schemi narrativi che nel corso della serie sono stati all’ordine del giorno, rendendo le puntate odierne dei flashback continui.
Questo modo di mettere in scena le vicende colpisce anche i personaggi stessi, addirittura quelli più approfonditi ed interessanti, come Daryl e Negan, negandogli così l’opportunità di “mettersi in mostra”.
Nonostante i due character appena citati si trovino in situazioni diametralmente opposte, a questi scenari il fan più fedele ha già assistito e può facilmente dedurre come finiranno. Ed ecco quindi che Daryl continua a litigare con i Reapers, cercando di depistare Pope, per salvare in primis sé stesso e i suoi compagni, senza, al momento, riuscire nell’intento; mentre la stessa sorte negativa tocca a Negan che non riesce nel dissuadere Maggie dalla missione suicida per ottenere il cibo.

LA CASA DEGLI ORRORI


Eppure, tra tutte le cose ridondanti di cui non si sente più il bisogno di assistere, c’è qualcosa di effettivamente nuovo che ha reso la 11×06 un po’ più accettabile. Tutta la storyline di Connie assieme a Virgil è stata avvincente fino ad un finale decisamente amaro. In ogni caso, ciò che ha reso interessante l’avventura nella villetta abbandonata è stato l’intenso uso della scenografia e il perfetto utilizzo della colonna sonora. L’assenza dei suoni, che ha ricordato molto il recente Sound Of Metal (pellicola che vedeva, tra l’altro, Lauren Ridloff come insegnante dei sordomuti), è stata la colonna portante della puntata, merito, inoltre, dell’eccellente prestazione della stessa Ridloff. Ma dopo un passo in avanti, ne arrivano altri cinque indietro, sembra una frase fatta ma è la realtà per chi segue da sempre la serie. Il solito generoso happy ending arriva senza che qualcuno di rilevante sia venuto a mancare, nonostante una situazione a dir poco tragica. Un gran peccato, ma che non sorprende minimamente più nessuno.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Colonna sonora
  • Lauren Ridloff
  • L’idea della casa di cannibali
  • Riempitivi
  • Sa tutto di già visto
  • Solito happy ending
  • Troppi cannibali in una sola casa

 

The Walking Dead è una serie stanca, con una trama stanca e con dei personaggi stanchi. Nessuno riesce più a dire qualcosa di realmente interessante, elemento che colpisce negativamente il pubblico. La serie AMC è la dimostrazione di quanto sia pesante il tempo e quanto sia triste pensare ai bei vecchi tempi (ed episodi) che furono.

Detto anche Calendario Umano, si aggira nel sottobosco dei prodotti televisivi e cinematografici per trovare le migliori serie e i migliori film da recensire. Papà del RecenUpdate e Genitore 2 dei RecenAwards, entra in tackle in pochi ma accurati show per sfogarsi e dire la propria quando nessuno ne sente il bisogno.

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