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Vikings: Valhalla 2×07 – 2×08 – Pecheneg – The ReckoningTEMPO DI LETTURA 4 min

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Vikings Valhalla 2x07 recensioneUn doppio appuntamento molto deludente che chiude un secondo ciclo stagionale altrettanto deludente e inferiore  rispetto alla prima stagione. La conferma di una terza stagione, avvenuta prima dell’uscita dei nuovi episodi, non ha giovato allo show di Jeb Stuart che invece di programmare al meglio gli eventi, ha deciso di utilizzare l’intera stagione come fase transitoria per la terza stagione. Il risultato finale di tale scelta è ampiamente negativo.

I PECENEGHI


L’intero settimo episodio è incentrato sulle vicende di Harald e Leif che dopo varie peripezie vengono catturati dai Peceneghi e stanno per essere uccisi.
Dedicare l’interno minutaggio a questa porzione di trama è già una scelta discutibile, ma ancora più discutibile e l’assalto al campo dei Peceneghi, con due ex schiave ed Elena in versione arciere che non si sa come riescono ad avere la meglio su un intero accampamento militare, seppur di piccole dimensioni. Veramente surreale.
Al contrario la morte di Kurya è senza dubbio molto significativa e ha anche il merito di sfoltire un po’ il parco personaggi secondario e relative sottotrame che con il passare degli episodi cominciava ad essere troppo ampio. Lo stesso si può dire anche per i character di Mariam e Jorundr che in “The Reckoning” perdono la vita portando a termine un loro personale percorso di crescita.
Nessuno di questi comunque ha lasciato il segno nonostante un discreto minutaggio dedicatogli, segno evidente di un problema di fondo della scrittura che riguarda sia i personaggi principali che secondari, Infatti se si prende in esame la totalità dei character, solo Freydis è riuscita veramente a lasciare il segno, mentre tutti gli altri non sono all’altezza dei ruoli che rappresentano, Leif compreso visto il pessimo utilizzo in questa seconda stagione.

SCONTRO TRA FEDI


Vikings Valhalla 2x08 recensioneCome spesso ripetuto quando si parla della serie madre, lo scontro tra diverse fedi e civiltà è stato il vero elemento portante della serie creata da Micheal Hirst e in questo suo spin off si è cercato di riprendere tale filone, con intenzioni lodevoli ma risultati molto modesti a dire il vero.
Nell’ottavo e ultimo episodio stagionale ci si aspettava una grande battaglia visto l’assalto di Olaf a Jomsborg ma così non è stato. E’ veramente assurdo che in una serie basata sul popolo guerriero per eccellenza, non vi sia stata una sola battaglia in tutta la stagione o l’assedio di una città.
L’unico scontro è stato invece quello tra Freydis, ultima custode della fede norrena, e Olaf Haraldsson, convertito al cristianesimo e deciso a sterminare tutti i pagani.
Il duello tra i due è carico di significati religiosi e culturali, nonché personali visti i pregressi tra i due e i legami di sangue tramite Harald, ed è sicuramente ben fatto con la guerriera che riesce ad avere la meglio sull’avversario.
Non si capisce invece il pochissimo spazio dedicato alla trama londinese dove lo scontro tra la Regina Emma e il Conte Godwin , tutto va secondo i suoi piani come ipotizzato nella recensione precedente, poteva dare un po’ di vitalità alla narrazione e invece di sceglie di rimandare tutto alla prossima stagione
Menzione finale merita Il plot twist riguardante Elena che era scontato sin da quando si è scoperto che in realtà non fosse un servo ed era quindi facilmente intuibile che fosse lei stessa il tesoro da nascondere e preservare a ogni costo.
L’intero viaggio verso Costantinopoli risulta molto tirato visto che ci sono volute ben otto puntate per arrivarci. Meglio tardi che mai, ma anche qui si ha la sensazione che tutte le potenzialità evidenti di una trama ambientata a Costantinopoli siano state conservate per la prossima stagione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Finalmente si arriva a Costantinopoli…
  • Le morti di Kurya, Mariam e Jorundr
  • Lo scontro finale tra Freydis e Olaf
  • …ma otto episodi per arrivarci è veramente troppo
  • Molto surreale l’assalto al campo dei Peceneghi
  • Plot twist su Elena scontato
  • Totale assenza di battaglie, una pecca enorme per una serie come questa
  • Pochissimo spazio per la trama londinese

 

Due puntate veramente sottotono salvo qualche guizzo qua e là e il duello finale tra Olaf e Freydis, ma veramente troppo poco per salvare due episodi che dovevano chiudere la stagione al meglio e risollevarla visto gli appuntamenti precedenti poco esaltanti. La valutazione non può che essere insufficiente e la sensazione è che questi due episodi finali, come l’intera stagione, rappresentino una grande occasione persa visto che non mancava il potenziale ma si è deciso di non sfruttarlo a pieno, temporeggiando oltremodo. Un vero peccato.

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Venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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