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Yellowstone 5×05 – Watch’em Ride AwayTEMPO DI LETTURA 3 min

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5x05 YellowstoneArrivata il perfetto esempio dell’episodio che ha fatto amare lo spettatore la serie, contenendone però al suo interno anche tutti i suoi difetti e confermando con la serie di Sheridan sia un qualcosa al di fuori di certi meccanismi seriali contemporanei.

LA CRUDA VERITÀ…


Yellowstone parla sostanzialmente di una famiglia mafiosa che invece di trafficare droga o altro, detiene il controllo degli allevamenti di bestiame e del territorio del ranch. Si sta quindi assistendo alla storia di una famiglia che lotta per mantenere il suo potere, occupando letteralmente tutte le istituzioni che possono essere utili allo scopo. È la lotta contro il capitalismo in favore della tradizione nel senso più americano possibile. È l’uso delle coercizione delle persone al volere del bene della famiglia, a costo di causare il male (e a volte la morte) di chi vi si oppone.
Insomma è tutto ciò che si potrebbe detestare in termini morali rappresentato da questi personaggi.
Eppure la si ama perché i suoi personaggi sono semplicemente coinvolgenti nella loro estremizzazione. Quanti sono quei dialoghi, quei silenzi o anche solo quegli stacchi narrativi che puntualizzano “perfettamente” quei determinati momenti della storia e della vita dei personaggi? Lo spettatore ne rimane rapito, anche in un episodio come questo dove sostanzialmente la trama orizzontale non avanza minimamente e quasi tutti i personaggi si preparano per andare 3 giorni in montagna insieme al bestiame, nonostante tutti gli impegni politici che attendono John come governatore. Una grande famiglia che apparentemente ci tiene ad essere unita nei momenti importanti.

…HA DUE FACCE


Tutto sembrerebbe quindi essere bello e la serie esente da difetti. Come detto sopra, la si ama ma l’amore è un qualcosa che include anche una specie di accettazione dei difetti dell’altro, a volte in maniera diabolica.
Questo episodio è pieno di tutte le criticità già emerse in passato. Trame che fanno a pugni con la verosimiglianza (Summer come fa a stare lì, in libertà vigilata), alcuni dialoghi gratuiti a favore di effettacci (John che rinnega Jamie con la nuova assistenza senza un senso narrativo preciso), cadute nei soliti schemi (Beth senza controllo e Jamie di nuovo fregato e raggirato), tutto questo insomma rendono l’episodio (anche questa stagione) bello da un lato ma arrancante dall’altro. Una cosa però lo rende interessante…

MENZIONE D’ONORE


Il dialogo tra John e Rip dopo cena regala quei momenti “giusti” alla serie, spiegandoci molto di John facendolo finalmente confessare. In compagnia di un Rip in assetto di semplice ascoltare, John dice qualcosa di importante sui suoi 4 figli (comprendendo anche Jamie stavolta). Se con i suoi 3 maschi fondamentalmente mostra sentimenti paterni a diverse sfumature, l’invidia che nutre per il temperamento di Beth è veramente interessante. Chi ha visto o sta vedendo 1883, noterà come la parte femminile della famiglia Dutton incarni quel concetto di libertà che li avvicina a quella natura tanto decantata e venerata mentre quella maschile si pieghi solo alla conservazione di quanto raggiunto (strappato coi denti) fin lì.
Tenendo conto di quelle parole e di quanto scritto prima, si approfondisce ancora meglio il grande affresco dello Sheridanverse, costruito quasi in sordina ma con una coerenza “imperfetta” che dovrebbe far invidiare molti altri franchise.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Un episodio molto intenso…
  • Il catfight tanto atteso è finalmente arrivato, per la gioia di John.
  • …ma coi soliti difetti di Yellowstone.
  • Jamie che ricade sempre nei soliti errori.
  • Kayce che continua a non essere un personaggio interessante.

 

Perché SAVE? La scrittura di Sheridan è piacevolmente difettosa e in un episodio come questo fanno più rabbia le cose che sarebbero potute essere scritte meglio rispetto a quelle, notevoli, che ha regalato, quasi vicine alla perfezione.

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Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive solo per assecondare le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un'illusione. Sogna un giorno di produrre, o magari scrivere, qualche serie, per qualche disperata tv via cavo o canale streaming. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley ma, per non essere troppo snob, non si nega qualche guilty pleasure ogni tanto.

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